Progetto Riabilitazione Emozionale

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  "Riabilitazione EMOZIONALE

 

In merito al comportamento avvenuto tra un gruppo di ragazze all'interno di una classe III, che ha visto l'epilogo in una querela e in un intervento disciplinare drastico come la sospensione, per una migliore evoluzione dell’episodio e per un incisivo ed effettivo risultato ho chiesto il coinvolgimento attivo e partecipativo degli insegnanti.

Occuparsi del bullismo e delle prepotenze è una priorità che serve a migliorare la qualità della vita all’interno della scuola e della classe.

La cultura che sostiene i comportamenti di prepotenza è la cultura del predominio e quindi dell’esercizio delle alleanze in cui la soluzione raggiunta è totale e prevede la sottomissione od annientamento dell’avversario, proprio come in una guerra.


Dato che la guerra rappresenta altresì l’incapacità a saper gestire un conflitto, il superamento delle prepotenze richiede la promozione della cultura del
saper stare nel conflitto.

Per questo è necessario sviluppare capacità e competenze che permettono di affrontare un problema senza aggredire l’altro, comunicando la propria diversità di opinione.

Il fenomeno delle prepotenze obbliga l’adulto educatore a definire che cosa vuole insegnare e cosa intende fare per prevenire, contrastare, ridurre simili prepotenze.

È necessario quindi cambiare ottica di intervento guardando al fenomeno delle prepotenze come ad una risorsa, che permette di affrontare (per risolvere) problemi quali l’uso del potere, l’uso della forza fisica, l’assunzione di responsabilità, il senso della solidarietà verso i più deboli, la capacità di opposi al più forte, la capacità e la forza emotiva di fare valere il proprio sentire emozionale e valoriale.

In questa direzione si può fare molto ma con i giusti accorgimenti.

Alla luce di uno specifico problema emerso in una classe ho proposto:
confrontarmi con il corpo insegnante per riflettere sull'argomento gestione dei conflitti;
fare un lavoro mirato con il gruppo di ragazze artefici dell'episodio per aiutarle ad applicare e quindi a gestire in maniera efficace il conflitti che quotidianamente si trovano ad affrontare, senza essere in balia della rabbia: come poi è avvenuto.

L’obiettivo è quello di stimolare le ragazze a riflettere sui comportamento che adottano quando sono in balia di un onda di rabbia, ad assumersi il peso delle proprie responsabilità emotive oltre che di rispetto civico e legale, a sviluppare il senso analitico nella risoluzione di un problema, fino alla ricerca della soluzione migliore per stare bene in gruppo. Inoltre dare ampio spazio al linguaggio dell'empatia e dell'ascolto emotivo di sé e dei propri bisogni e dell'altro.

Questo sarà realizzato in un clima di assoluto ascolto e accettazione, senza giudizio alcuno.

Proposto alle ragazze è stato accolto con entusiasmo, perchè mi hanno detto che ne hanno proprio bisogno.

Questa attività si svilupperà a scuola con un impegno di un modulo a settimana.

È stato inoltre proposto di coinvolgere le ragazze in attività socialmente utili che hanno luogo presso le sedi di Psicologia Utile. Nello specifico, l'attività cui ci si riferisce è l'allestimento di una mostra dal titolo “Lo spirito creativo nella maternità”.

Le ragazze in questione hanno accolto l'iniziativa con sollievo e divertimento, consce che l'episodio avvenuto è stato dettato dall'accumulo di tensione e dalla incapacità di gestire la stessa, oltre che con un bel sorriso, desiderose di uscire dai soliti schemi e di rendersi utili.

Pubblico questa iniziativa per evidenziare quanto si può fare coinvolgendo i giovani attivamente. Loro hanno bisogno di sentirsi utili e di partecipare ad attività che li veda realmente protagonisti.

Sono desiderosi di esserci e di fare, peccato che a tanto parlare gli adulti a volte si dimenticano di creare occasioni, anche semplici, perchè il coinvolgimento dei giovani possa realmente avvenire.

Chi fosse interessato a realizzare il suddetto progetto nella propria realtà scolastica e non, ci contatti pure, saremo lieti di avviare attive collaborazioni.



Barbara Camilli

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tel 349.8325901


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