Sharon Romano

Crediamoci Sharon...
Crediamoci Sharon - gioco fiaba

Premessa
La fiaba e il racconto sono  sempre stati per i bambini occasione di  gioco ma anche occasione di sperimentare calore e intimità nel rapporto con i  genitori, maestri o educatori.
Infatti ogni genitore, ogni maestro-a , aveva o ha il suo modo di raccontare la stessa fiaba, e ogni bambino si sintonizza proprio su questo particolare modo che il genitore o l’adulto usa, di rapportarsi a lui.
Le avventure che narra il racconto si colorano della tonalità emotiva che il genitore sceglie nel narrarlo.
Ecco quindi che a volte anche racconti ambientati in situazioni tragiche, possono addirittura suscitare simpatia e ilarità nel bambino, per come un genitore  una maestra o un maestro, li propone al bambino stesso.
L’adulto è in grado di aiutare il bambino non solo a identificarsi nei personaggi, percorrendo un’ avventura, ( o magari anche un racconto tratto dalla vita vera dei genitori)  ma aiutarlo anche a sperimentare tanti sentimenti relativi agli argomenti narrati.
La storia diventa “vivente” proprio grazie al tipo particolare di sfumatura che l’adulto le dà, nel rapporto con il bambino.
Il racconto narrato dal genitore o dal maestro, diventa  cosi’ per il bambino una “ piccola palestra dei sentimenti.”
Tutto cio’ rappresenta sempre un’ occasione in cui sperimentare “sotto il mantello del genitore”, tanti sentimenti legati a tante situazioni
Situazioni che spesso i bambini utilizzano per fare dei paragoni con la loro vita reale, o con le loro paure .
Le sorprese non mancano.
Ricordiamo bambini che ascoltando una fiaba che narra della paura di alcuni delfini di rimanere intrappolati nella rete, raccontano la loro paura, vissuta quando si sono persi al supermercato.
O altri bambini che ascoltando una fiaba di un bimbo che voleva un cuore di pezza per non soffrire, raccontano della propria difficoltà a fidarsi o lasciarsi andare con i propri genitori.
(scrivono su un foglio “ non diventiamo come se avessimo tutti un cuore di pezza”; come se in realtà volesse dire “speriamo che qualcuno possa capire che sto soffrendo molto anche se non lo dico”)
Tutto cio’ puo’ sembrare molto semplice, ma non lo è affatto visto il forte appiattimento emotivo e culturale a cui sembrano andare incontro i bambini delle ultime generazioni.
Qualche anno fa quando si era piccoli si poteva immaginare battaglie “a soldatini” tra indiani e cow –boys e chi aveva “il fortino”  era già un privilegiato.
I cow-boys o  gli indiani uccisi potevano anche tornare in vita ed essere usati per un'altra avventura
Oggi tanta morte e tanta guerra in televisione sembrano distruggere “dal di dentro” la fantasia dei bambini e spazzare via ogni residuo di poesia e di gioco.
Nel famoso racconto “La storia infinita” il pianeta “Fantasia” è minacciato di distruzione dal “nulla che avanza”
Ma i nostri bambini non  possono permettersi di abituarsi ad un nulla emotivo o a una massificazione depersonalizzante

Oggi i bambini si confrontano con i superpoteri di Harry Potter o di qualche eroe tecnologico.
E e se questi poteri non li hai…………….
Nella letteratura e nelle proposte per l’infanzia  le figure dei genitori sono gradualmente scomparse oppure relegate a ruoli molto marginali.
Per non parlare del loro operato, ridotto appunto a una presenza biografica piu’ che altro.
Il loro posto è stato preso da personaggi iper-tecnologici o magici fino all’inverosimile.
L’attenzione e l’entusiasmo dei bambini. si è quindi spostato sui Superpoteri di questi personaggi piu’ che sulle figure “in carne e ossa” con i loro difetti, ma anche con i loro pregi, con le loro mancanze, ma anche con le loro qualità.


IL GIOCO FIABA ANIMATO
Cos’è lo strumento del gioco-fiaba animato, come utilizzarlo in chiave preventiva con i bambini?
Il gioco fiaba animato è uno strumento in apparenza simile alla drammatizzazione poiché ha senz’altro una parte di vera e propria animazione e di rapporto giocoso con i bambini.
Ma oltre a cio’, in questo tipo di intervento,  i bambini  pur rimanendo nell’ambito
del gioco creativo e della fantasia, possono anche  utilizzare a loro favore una dimensione piu’ profonda.
Questa dimensione si crea attraverso un rapporto empatico tra operatori animatori e bambini.
Il racconto è un tramite con cui coinvolgere  i bambini, ma la dimensione del
rapporto giocoso è intervallata da diversi momenti che potremmo chiamare “di approfondimento emotivo” .
Momenti che una volta creato il coinvolgimento con i bambini,  hanno  lo scopo di “fermare i bambini “ su un particolare approfondimento emotivo  (prendendo spunto da un  preciso momento della fiaba)
Questi momenti di approfondimento emotivo possono essere anche quattro o cinque durante la narrazione animata  ( o anche di piu’ a seconda di come reagiscono i bambini)
In questi momenti attraverso il dialogo con l’operatore ci si sofferma su alcuni sentimenti e soprattutto su come poterli gestire.
Tutto cio’ in sostanza per aiutare i bambini ad esprimersi su vari sentimenti e-o conflitti che possono vivere come ostacoli nella loro vita quotidiana scolastica e di rapporto in generale.
Le fiabe proposte e animate infatti sono innanzitutto sempre costruite “su misura” per la realtà del gruppo di bambini che si incontra  e soprattutto tenendo presente la conoscenza che la maestra ha del suo gruppo classe e delle particolari problematiche in esso presenti.




Obiettivi di carattere psicologico :
Funzione preventiva
Aiutare i bambini ad esprimere i loro sentimenti in forma giocosa.
Creare un ponte che dalla fantasia si colleghi alla realtà, per aiutarli ad avere sempre piu’  fiducia negli adulti genitori, insegnanti ed educatori
Aiutare i bambini a sviluppare la fantasia e le capacità creative legate a quella che oggi viene chiamata “intelligenza emotiva”

Funzione Terapeutica .
Offrire l’ occasione ai bambini di dare voce ad alcuni dei sentimenti di cui spesso si vergognano o che reputano non utile manifestare nel rapporto con genitori e insegnanti.
Aiutare i bambini a comprendere che questi stessi sentimenti che tendono a negare, se espressi, sono invece accolti dagli adulti.
Aiutare i bambini a comprendere che i sentimenti che provocano dolore possono essere condivisi con gli adulti di riferimento, cioè genitori e maestre.
Rendere genitori e insegnanti agli occhi dei bambini, protagonisti ed alleati in una funzione educativa che salvaguarda rapporti e  la sfera emotiva.

Funzione informativa
Questa funzione riguarda maggiormente le maestre, i maestri e i genitori i quali avranno un’altra opportunità di conoscere da vicino il mondo emotivo dei bambini
Un’opportunità in cui si fondono creatività e analisi psicologica.
Gli analisti psicologi che svilupperanno l’animazione in classe, in un secondo momento proporranno una relazione restituiva sull’esperienza fatta con i bambini, durante un incontro-conferenza con genitori e maestre.


Il lavoro prevede la lettura di una fiaba creata per dare un importante e potente messaggio di fiducia circa le proprie capacità. La risorsa a cui si farà riferimento, nei momenti di difficoltà sarà sempre il genitore e di conseguenza la fiducia nelle personali capacità in ogni bambino.




Fase operativa

Il progetto prevede l'intervento in classe, così strutturato:
1) presentazione dell'iniziativa alle insegnati 1 ora;
2) “ Gioco Fiaba Animato: Crediamoci Sharon” in classe 2 ore;
3) restituzione del lavoro 2 ore

Tutto il materiale che raccoglieremo nel corso del lavoro ci permetterà di realizzare una pubblicazione educativa circa il potere e la forza dei sentimenti e della fiducia nelle proprie capacità. Capacità reali, insite in ogni essere umano!