L'amore è più forte della paura
C’era una volta, in un posto lontano, dal nome Bosco Antico, un’immensa vallata dove tutti, animali e piante, vivevano in pace tra di loro. Qui viveva ogni genere di creatura: c’erano i cerbiatti, i gufi, la civetta, il ghiro, la marmotta, gli scoiattoli, le lepri, i cervi, il falco reale, ma anche uccellini dalle forme e colori svariati come il colibrì, il picchio, il fagiano, i passeri, la pernice e il bel pavone. E poi libellule, api, maggiolini, cimici, formiche che insieme costruivano strade, ponti e percorsi per trovare cibo e acqua. Ma nel Bosco Antico c’era anche lo stambecco, l’alce, il camoscio e le renne insieme al cinghiale, al procione e all’orso, amico di tutti e solidale con tutti.
Anche la popolazione vegetale era meravigliosamente colorata e profumatamente rigogliosa. E sì, perché in questo Bosco Antico c’era ogni genere di pianta, dalle più comuni, come i pini, gli abeti, il faggio, il platano e l’olmo, ai più pregiati come il noce, la quercia e il ciliegio, dai meravigliosi frutti rossi, alle piante tropicali come il banano, il dattero, le palme ed il cocco.
Per non parlare dei fiori. Innumerevoli e tanto profumati e variopinti come l’erica, l’azalea, le margherite multicolore, i lillà, le rose variegate, il glicine, le viole mammole e del pensiero, che insieme alla begonia sorridevano a tutti gli animali del Bosco Antico che gli passavano accanto.
Si può proprio dire che era un bosco pieno di ogni forma di vita, sia animale che vegetale, e contenti, tutti insieme trascorrevano le loro giornate………. Bhe,…quasi tutti!………….. E sì, perché in questo bosco c’era una cerbiatta dal nome Barby che rispetto agli altri animali aveva sempre la mente affollata da mille pensieri. Pensieri felici, che la facevano sorridere, pensieri brutti, che la rendevano triste e pensieri di paura che la rendevano insicura. Questi ultimi erano i pensieri più fastidiosi perché non le davano mai un attimo di tregua. A casa, a scuola, al campo giochi, a danza, al catechismo, a messa, la seguivano sempre. Ovunque lei andava…..puf….spuntava uno di questi pensieri. La cosa stava iniziando ad essere un problema!
Barby iniziava ad essere stanca di tutto ciò, soprattutto dei pensieri di paura e di quelli brutti. Ma per quanto si sforzasse non solo non se ne volevano andare, ma aumentavano sempre di più.
Barby viveva in una grande e bella casa. Qui c’era la mamma, che le voleva tanto bene e quando era a casa dal lavoro, trascorreva tutto il tempo assieme alla sua piccola. C’era il papà che sorridente e giocoso la sapeva sempre far sorridere e c’era anche un fratello sempre intento e indaffarato a fare le sue cose.
Era proprio una gran bella famiglia dove ci si voleva un gran bene e dove era veramente piacevole stare tutti insieme.
Barby quando stava vicino alla sua mamma, quando ne sentiva il profumo e il calore si sentiva protetta e al sicuro da tutto e da tutti, soprattutto da quei pensieri che affollavano la sua mente e non la rendevano sorridente e sicura. Con la mamma accanto si sentiva proprio BENE.
Lo stesso non capitava quando era in mezzo agli animali del Bosco Antico suoi amici, in particolare quelli della scuola dove lei andava. Con loro non si sentiva a suo agio, anche perché, a causa delle sue paure andava d’accordo con pochissime persone, anzi, spesso veniva isolata, derisa ed emarginata senza un vero perché. Senza un vero motivo. E questo per Barby, che già aveva i suoi pensieri, era fonte di tristezza perché avrebbe tanto voluto correre in mezzo ai boschi con gli altri cerbiatti, oppure saltare lungo i fossati, oppure strusciarsi nei prati. E invece niente!
Tra i tanti pensieri uno in particolare non l’abbandonava mai, neanche quando stava vicino alla sua mamma con la quale di solito si sentiva sicura e protetta. E questo le dava un enorme fastidio. Ma veramente enorme. Più che un pensiero in realtà era un sentimento: il sentimento della paura. Barby aveva spesso paura di sbagliare a fare le cose, come fare i compiti, utilizzare le cose nuove, fare una strada da sola……... Questa paura: la paura di fare le cose, ben presto si tramutò nella paura ad essere sgridata dalla mamma, dal papà, dal fratello, dalla maestra, dalle amiche, dalla nonna………..Finchè, ad un tratto, anche la paura ad essere sgridata si trasformò e diventò la paura ad essere picchiata in particolare dalla mamma e dal papà, le persone alle quali lei voleva un bene infinito.
La situazione, insomma, iniziava a diventare veramente difficile ed insopportabile perché tutte queste paure iniziavano a rendere Barby sempre più insicura ed incerta nelle cose che doveva fare, dire e addirittura sentire. E sì, anche nel sentire. Ad esempio, quando la mamma le faceva una domanda, Barby temendo che la sua risposta non fosse esattamente quello che la mamma voleva sentirsi dire, le replicava: “Ma tu al mio posto cosa avresti fatto?”.
All’inizio la mamma rispose alla domanda della figlia, dicendole cosa lei avrebbe fatto in quella determinata situazione, ma, man mano che i giorni passavano le repliche di Barby crescevano a dismisura. Ad ogni domanda della mamma Barby chiedeva: “Ma tu al mio posto cosa avresti detto?”. “Ma tu al mio posto come ti saresti comportata?”. “Ma tu al mio posto avresti avuto paura?”. “Ma tu al mio posto cosa faresti?” ……………………………..
Ecco che, quei sentimenti di paura e di incertezza, per Barby erano diventati un po’ come una prigione che le impediva di lasciarsi andare a fare e dire ciò che lei voleva. Questo neanche per un attimo. Neanche per un secondo.
La mamma, che amava tanto la sua piccola, da tempo si era accorta che qualcosa non andava, non solo per le continue domande che faceva, ma perché la sentiva sempre più assorta nei suoi pensieri. Lo sentì, perché ogni genitore sente i bisogni, le paure e le preoccupazioni di un figlio e di una figlia. Lo sente come se fossero le sue. Proprio come se fossero le sue.
Una mattina nel riordinare la stanza di Barby la mamma trovò un oggetto che non aveva mai visto prima. Un oggetto di cui Barby non gli aveva parlato. Si trattava di un foglio che Barby aveva colorato con tanta pazienza, cura e attenzione. Era veramente bello da vedere perché sembrava un quadro di quelli pregiati appesi sopra i grandi camini dei castelli. Ebbene, Barby aveva accostato i colori facendo attenzione a non uscire dal bordo, cercando di creare delle tonalità che trasmettessero calore e amore. Quelle stesse sensazioni che Barby provava e sentiva, ma che non riusciva ad esprimere, nel timore di sbagliare e quindi di deludere gli altri. In particolare la mamma.
Quando la mamma vide il foglio esclamò: “Ma è bellissimo. Quanta cura. Quanta attenzione. Quanto amore in questo disegno, ma perché la mia piccola non me lo ha mai fatto vedere!! Quei pensieri e sentimenti devono davvero essere una tortura per lei per non avermi mai mostrato una cosa così bella, fatta con le sue piccole zampe poi!!”
La mamma a questo punto prese una decisione. Avrebbe aiutato la figlia in tutti i modi ad uscire da quel groviglio di paure e incertezze che le impedivano di ESSERE SE’ STESSA.
Un giorno mentre si trovava al lavoro la mamma lesse sul giornale che nel Bosco Antico avevano indetto un concorso per giovani artisti. Il concorso prevedeva la creazione di un dipinto che sarebbe stato appeso al Centro del Villaggio vicino alla Chiesa, così che tutti lo potessero ammirare. Siccome il sentimento dell’egoismo e della cattiveria stava dilagando sempre di più in mezzo agli abitanti del Bosco, questo dipinto avrebbe dovuto rappresentare la speranza, stimolando in tutti coloro che lo avrebbero ammirato, il sentimento della bontà d’animo e della generosità con SE’ STESSI E CON GLI ALTRI.
Era un dipinto molto difficile da realizzare perché l’egoismo e la cattiveria erano presenti un po’ in tutti gli abitanti del paese. In anziani, adulti e bambini. Soprattutto nei bambini!!
La mamma pensò immediatamente al dipinto di Barby. Pensò a come si era sentita bene nel vederlo. Pensò a come aveva accostato i colori, in particolare il verde smeraldo abbinato agli spruzzi di giallo e di rosso carminio, per non dire poi delle diverse e variegate sfumature di nero: questo colore pareva rappresentare il sentimento della paure e dell’ansia.
E sì, la mamma era convinta che il dipinto di Barby avrebbe sicuramente vinto il concorso. Lo avrebbe vinto perché in quei colori esprimeva tutta sé stessa, con le sue paure, le sue incertezza, ma anche le sue SICUREZZE e i suoi AMORI. Sicurezze e amore che, e Barby non lo sapeva, erano più forti della paura.
La mamma decise così di portare il dipinto di Barby al concorso, senza che questi lo sapesse. Se lo avesse saputo sicuramente avrebbe detto di non farlo, adducendo ogni genere di scusa. Che era brutto. Che non era venuto bene. Che era pieno di difetti e di sbavature. Ma soprattutto Che non era ciò che gli altri volevano!
Del concorso ne iniziò a parlare tutto il Bosco Antico. A darne l’annuncio fu il Gazzettino Volante.
Per la sete di notorietà tutti avevano iniziato a prodigarsi per creare l’opera più bella. Dal panettiere all’edicolante, dal benzinaio all’orefice, dal macellaio all’ortolano, e tutti i bambini della scuola del Bosco si stavano cimentando a creare un dipinto davvero speciale. Tutti, ma proprio tutti.
E Barby cosa faceva nel frattempo!
Barby era molto incuriosita dall’iniziativa ma era certa che lei, paurosa e insicura com’era, non avrebbe mai potuto vincere una cosa così importante che sarebbe stata ammirata da tutti, anche negli anni e nei secoli a seguire. Nooo, lei non ci sarebbe mai riuscita! Pensava tra sé.
D’altronde se non riusciva a farsi accettare dai suoi compagni di classe, come avrebbe potuto far accettare un suo dipinto dall’intero Bosco Antico.
Era impossibile, anzi, era un sogno irrealizzabile!!
Così, mentre Barby pensava a tutto ciò, presto arrivò il giorno in cui la giuria dovette scegliere il dipinto più ESPRESSIVO E SIGNIFICATIVO. Quello che realmente trasmetteva sentimenti di calore, amore e bontà d’animo.
Gli abitanti del Bosco Antico erano tutti in fermento perché ognuno di loro aveva prodotto qualcosa. Tutti tranne Barby che, assorta nei suoi pensieri, continuava a ripetersi: “Come sarebbe stato bello se avessi vinto io! La mia mamma sarebbe stata tanto orgogliosa di me, ed anche il mio papà e mio fratello!”.
Il giorno della proclamazione del vincitore era finalmente arrivato. I giornali, le radio, la televisione e i piccioni viaggiatori ne avevano diffuso la notizia in tutto il Bosco Antico facendo di questo concorso un occasione davvero importante e di grande prestigio agli occhi di tutti. I piccioni viaggiatori andavano dicendo di casa, in casa, che il tal giorno la giuria dopo essersi ritrovata nel piazzale della Chiesa avrebbe proclamato il vincitore mostrando a tutti l’opera che aveva prodotto. Il vincitore o la vincitrice sarebbe stata riverita da tutti e ricordata nei secoli a seguire. Ma soprattutto grazie alla sua opera il messaggio di amore si sarebbe diffuso in ogni angolo del Bosco.
Nel sentire la notizia tutti coloro i quali si erano attivati per produrre un opera erano convinti di essere i vincitori. Ne era sicuro il panettiere, ne era convinto l’ortolano, ne era certo il macellaio, ma soprattutto tra alcuni bambini era assodato che il vincitore era tra loro. Erano tutti sicuri e convinti del loro, tutti, ma proprio tutti!!
TRANNE BARBY CHE PENSAVA A COME SAREBBE STATO BELLO SE, SE, SE……
Il giorno della proclamazione arrivò e tutta la popolazione si radunò nel piazzale della Chiesa. Qui c’erano tutti gli animali del Bosco. Addirittura le piante e i fiori che volevano guardare l’evento tanto atteso, dal posto in cui si trovavano si erano voltati in direzione del piazzale per ammirare il dipinto tanto osannato.
Visto che si trattava di un evento tanto atteso, Barby insieme a tutta la sua famiglia andarono a vedere la premiazione. Grazie alla mamma, che era riuscita a trovare un posto in prima fila, non ebbero problemi a raggiungere il piazzale, mentre tutti gli altri continuavano a spingersi e strattonarsi per riuscire a vedere qualcosa.
Il momento tanto atteso era arrivato. Gufo Sapiente, giudice di gara, dopo aver salutato tutti i presenti disse: “Vi ringraziamo tutti per le tante opere che avete prodotto. Erano tutte molto belle, ma solo un dipinto è riuscito a incantarci. Solo uno tra i tanti pervenuti è riuscito a esprimere calore, serenità, pace e voglia di VIVERE. Solo uno in mezzo a tanti. Devo dire che non è un dipinto dove sono stati utilizzati colori preziosi e ricercati, non è un dipinto la cui tela arriva dall’oriente, non è un dipinto grande di dimensioni. È un dipinto che nella sua semplicità trasmette tanto AMORE, PACE E VOGLIA DI VIVERE.
Io ringrazio tanto questa persona per averlo prodotto, ma ahimè, non sappiamo il nome dell’autore perché nel dipinto non è indicato. Noi giurati speriamo che sia qui tra i presenti per poterlo ringraziare ed onorare”.
Nel dire questo Gufo Sapiente tirò una cordina che fece cadere il telo che copriva il dipinto.
In quel preciso istante, proprio in quell’istante, tutti coloro che stavano aspettando rimasero a bocca e occhi spalancati per un bel po’ di tempo. Sembrava che avessero visto la settima meraviglia del mondo, e dopo un attimo di silenzio si liberò uno scrosciare di applausi che durò parecchio tempo.
Barby non riusciva a crederci. Cosa ci faceva lì il suo dipinto che tanto gelosamente aveva nascosto nel ripostiglio della sua cameretta. Che ci faceva lì. Anzi chi mai lo aveva portato!!
La mamma, sicura del fatto che la figlia sarebbe stata premiata, la guardò negli occhi e sorridendole le disse: “Mia cara Barby tu sei un cerbiatto che ha un grande dono. Il dono di amare pienamente la vita ed ogni creatura sulla terra. Questi sentimenti di purezza e di bontà d’animo sono dentro di te. Fanno parte di te. Soltanto che tu hai troppa poca fiducia nelle tue capacità. Per questi hai mille paure. Io ti voglio tanto bene e sono molto orgogliosa di te. Vedi, tu questa sera hai vinto perché hai mostrato te stessa per come sei, e non quello che gli altri si aspettano da te. Tu SEI UNICA E SPECIALE e questo lo hanno sentito, capito tutti. La mamma ti vuole tanto bene anche se la pensi e fai delle cose diverse da me. E questo perché sei tu, la mia piccola e adorata Barby”.
Nel sentire le parole della mamma Barby gli si buttò tra le braccia. La mamma la tenne stretta a sé e accarezzandole il capo le disse: “Il mio amore è, e sarà sempre con te, ma è importante che tu riesca a vincere le tue paure: e ci riuscirai, se solo avrai fiducia in te e nell’amore dei tuoi genitori mia piccola cara”.
Barby si sentiva piena di amore e di gratitudine per la mamma. Grazie alla sua fiducia, Barby sentì che doveva credere di più in sé stessa, SEMPRE. Ovunque lei fosse stata, quindi a casa, a scuola, in mezzo ai compagni, specie quelli che la deridevano. Doveva avere più fiducia in sé stessa perché era una cerbiatta davvero speciale.
A Barby non importava più la vittoria e il prestigio conquistato in tutto il Bosco Antico. Per lei ora era davvero importante aver capito una cosa: che nessuno ti può dire ciò che devi fare, dire o sentire. Tutto dipende da te. E se credi in te, insieme all’amore di chi ti vuole veramente bene, come mamma e papà, anche gli ostacoli più difficili si possono superare. E lo si può fare perché si utilizzano le proprie RISORSE, quelle che fanno di ogni persona e creatura sulla terra, una persona speciale.






