La piccola stella Daria
C’era una volta, non molto distante da qui, una piccola stella di nome Daria.
Daria insieme a tante altre stelle abitava lassù, nel cielo. Proprio nel cielo che si trova sopra di noi. Quello sopra le case, sopra le vallate, sopra il mare, sopra le montagne ed è grande grande. Così grande da essere immenso. Infinito.
Daria e le altre stelle ogni notte dell’anno uscivano dalle loro piccole dimore per illuminare il cielo che di notte si faceva buio. Così buio, che il cielo e la terra sembravano una cosa sola. E invece, grazie alla luminosità delle stelle e alla presenza di Mamma Luna, anche con la notte più buia è possibile distinguere il cielo dalla terra.
Distinguere il cielo dalla terra sembra poco importante ma in realtà lo è, e anche molto. E sì, perché altrimenti la gente non saprebbe proprio dove camminare quando esce di casa alla sera, lo stesso vale per gli animali che non saprebbero dove correre, per le piante che non saprebbero dove crescere, così anche gli uccellini e tutti gli animali notturni, come il gufo e la civetta che non saprebbero dove volare e dove appoggiarsi per riposare. Per non dire poi degli aeroplani, degli elicotteri e di tutto ciò che l’uomo ha creato e che si trova in cielo, come i satelliti.
Ma come fanno le stelle, vi chiederete, ad illuminare il cielo che è così grande?
Per fare questo le stelle hanno un segreto. Il segreto è, poter ricevere il calore e la luce emanata da Mamma Luna che con amore illumina tutte le stelle, una ad una. Proprio tutte! Dalla più piccola e lontana, alla più grande e vicina.
Le stelle nel loro illuminare la notte hanno tanti compiti, tutti molto importanti, come indicare la strada ai viandanti, dare argomenti agli scienziati per studiare nuove galassie, dare informazioni sul futuro agli astrologi che tutti i giorni scrivono l’oroscopo, inoltre fanno sognare gli innamorati che le guardano, inoltre permettono agli uomini, ai bambini, ai fiori, alle piante e agli animali di esprimere i desideri.
Per fare questo tutte le stelle del cielo sono necessarie e questo perché ognuna di loro è unica e irripetibile. Unica, perché ognuna è diversa dalle altre. Irripetibile, perché ognuna di loro non si può ricreare. Ogni stella è unica e irripetibile proprio come lo è ogni bambino e bambina sulla terra per la propria mamma e il proprio papà.
Inoltre l’unicità di ogni stella, messa insieme a tutte le altre, permette agli uomini sulla terra di avere una visione meravigliosa del mondo. Una visione che permette di sognare.
A differenza di tutte le altre stelle, la piccola Daria aveva un cruccio.
Pensava di non essere poi così tanto unica e luminosa, come sempre le diceva Mamma Luna tutte le sere quando la salutava. Daria non aveva molta fiducia nelle sue capacità di stella. In particolare si vedeva e si sentiva inferiore a tutte le altre.
Visto che pensava questo di sé, durante la notte non si sforzava più di tanto ad accendere tutte le sue punte. Non lo faceva perché era convinta di essere poco importante rispetto a tutte le altre che secondo lei erano più grandi, più luminose, più calde, più forti, più belle, ma soprattutto più amate da Mamma Luna.
Daria era circondata da stelle. Queste erano al suo fianco, sopra e sotto di lei. C’erano stelle ovunque e per Daria erano tutte molto meglio di lei, soprattutto più luminose e questo perché ai suoi occhi le vedeva tutte risplendere della stessa luce bianca, mentre lei si sentiva addosso una luce più tenue. La stessa luce che ha una candela che sta per spegnersi, o il fuoco quando ha poca legna da ardere, o la lampadina quando sta per bruciarsi.
La piccola Daria in questo suo sentirsi una nullità rispetto alle altre, era solita isolarsi per non parlare con nessuno. E così, anziché avere amici, Daria era sempre più sola e insicura nel suo brillare.
Tutte le volte che le stelle si radunavano per brillare nelle caldi notti estive, quando guardavano la piccola Daria nel salutarla anziché sorriderle ridevano a crepapelle, oppure quando si radunavano per parlare di come andavano le illuminazioni, tutte insieme rivolgendosi a lei la prendevano sempre in giro; un giorno per la luce fioca che emanava, un giorno per le punte poco illuminate, un giorno perché era triste l’altro perché sembrava felice. Insomma ogni giorno ce n’era una. E così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, la piccola Daria si chiudeva sempre di più in sé stessa convincendosi di essere una nullità. D’altronde tutti la sminuivano. Tutti, ma proprio tutti. Tutti, ad eccezione di Mamma Luna.
Poiché Daria non si valorizzava come le altre stelle, lucidando e affinando tutte le sue punte, più che una vera e propria stella, agli occhi delle altre sembrava una palla. Una palla tonda tonda.
Per questo le altre ridevano di lei mentre la guardavano; perché sembrava avere una forma completamente diversa rispetto alla natura delle stelle.
Con il passare dei giorni, delle settimane e dei mesi la stella Daria si vergognava sempre più ad uscire dalla sua piccola dimora, e questo per evitare di incrociare lo sguardo delle sue compagne stelle intente, ahimè, a ridere di lei.
La piccola Daria però che lo volesse o no, doveva comunque uscire dalla sua dimora per illuminare il cielo. Così per evitare di incrociare lo sguardo delle altre un giorno decise che sarebbe sempre uscita per ultima. Il più tardi possibile, così nessuno l’avrebbe guardata. Ma così facendo si stava isolando sempre più convincendosi di essere una nullità. Non solo, così facendo non vedeva come le sue compagne stelle avevano lavorato tutto il giorno per essere luminose e incandescenti.
Non vedendo quanta cura ognuna di loro metteva nel lucidare le sue punte, la piccola Daria non capiva quanto il prendersi cura di sé fosse importante nel loro destino di stelle. E questo perché troppo influenzata dal “giudizio” e dalla paura del confronto con gli altri.
Le stelle nel loro destino hanno il compito di conservare e tramandare il rito della Luminaria che si tramanda da secoli e secoli, da generazioni a generazioni.
Il rito della Luminaria consiste nel riflettere tutte insieme la luce radiosa di Mamma Luna ogni notte dell’anno. Questo rito racchiude anche un segreto: specifico per ogni stella. E come tutti i segreti che si rispettano, non lo posso svelare!
Una sera in una calda notte estiva osservando Mamma Luna la piccola Daria si accorse come per incanto che questa non era sempre uguale. Ogni sera era diversa. Solo il luccichio era sempre brillante. Ciò che cambiava era la sua forma. Anche se per poco, ma era sempre diversa. Questa cosa sorprese molto Daria così decise di osservare Mamma Luna, una, due, tre, quattro, cinque, sei e tante altre notti.
Daria nell’osservarla si rese conto che le cose non sono sempre uguali, ma cambiano. Ma di questo non ne era certa, allora chiese un parere a Mamma Luna in una notte in cui la Luna risplende in tutto il suo bagliore; quella notte viene chiamata di Luna Piena.
Daria chiese: “Ma perché Mamma Luna sei sempre diversa. Perchè ogni notte cambi. A me cambiare fa così paura?”.
E Mamma Luna rispose: “Mia cara fai una domanda molto profonda. Devi sapere che il cambiamento fa parte della vita.
Grazie ai miei cambiamenti si aiutano le creature sulla terra affinché tutto abbia il suo corso naturale, in particolare permetto il verificarsi delle fasi lunari, delle maree e delle eclissi. Devi sapere che per gli agricoltori è molto importante sapere che io cambierò, perché attraverso le diverse fasi della Luna questi regolano la loro vita produttiva e lavorativa sulla periodicità delle inondazioni. Mi spiego meglio. L’uomo ha stabilito un rapporto tra i vari momenti in cui Io cambio e la nascita, lo sviluppo e l’inaridimento dei campi. Pensa che solo in alcune fasi gli agricoltori eseguono i lavori più importanti ed impegnativi come seminare, potare e innestare le piante e questo perché è il momento propizio per la crescita.”
Daria ascoltava molto interessata. Tutto le sembrava così strano. In particolare che tanta gente risentisse dei suoi cambiamenti. E così chiese: “Perché non si può restare come si è? Si sta così bene!”.
Mamma Luna rispose: “Sò che il cambiamento è difficile e che rimanere sui propri passi da molta più sicurezza, ma il cambiamento è necessario. Serve per crescere e vivere le emozioni che ogni momento porta con sé, dai meno facili ai più piacevoli. Ogni momento mia cara ha con sé infiniti momenti di gioia, basta saperli guardare”.
Daria era sempre più curiosa e così chiese: “Ma cosa provi quando cambi?”.
Mamma Luna rispose: “Provo la gioia di dare gioia a tutti coloro che mi stanno intorno, compresa te, mia piccola cara Daria. Provo la gioia di sapere che tu stai crescendo e diventando ogni giorno più bella. Ma sta a te far brillare la tua luce, solo a te…..”.
Daria incalzante chiese: “Ma si soffre, si sta male quando si cambia?”. E Mamma Luna rispose: “A questa domanda puoi rispondere solo tu. Quello che ti posso dire è che la fiducia in sé stessi aiuta a vivere tutto con più gioia. Anche i momenti più difficili”.
Dopo aver risposto a tutte queste domande e dopo aver tentato di fugare ogni dubbio e paura, Mamma Luna rassicurò la piccola Daria con parole che emanavano un caldo e sincero amore. Le disse: “Il cambiamento, mia piccola cara, è un processo naturale che varia da situazione a situazione. Cambiare permette di adattarsi alle più svariate situazioni, soprattutto quelle più imprevedibili e inattese. Non solo. Il cambiamento permette anche agli altri di cambiare e di migliorarsi. Ad esempio, io che sono la Luna, ogni notte sono sempre diversa, una volta sembro uno spicchio di arancio per quanto sono piccola, altre volte sono più grande, più luminosa oppure meno luminosa, di colore arancione e a volte perfino non ci sono. Questo si chiama “ciclo lunare” e permette alle creature sulla terra, uomini, piante e animali, di crescere, maturare e cambiare appunto“.
Daria ascoltò con molta attenzione le parole di Mamma Luna ma, come spesso accade, quanto aveva udito non le bastava. Sentiva dentro di sé una voce che le diceva: “Ma questo cambiamento che cos’è veramente per me. A me fa così paura….. e poi… Io sarò in grado?????”.
Così mentre questa frase risuonava dentro la sua testa passavano i giorni………. finché una notte……….una notte di quelle buie buie quando Mamma Luna non brilla agli occhi di tutti, in una stradina deserta della via Lattea vide qualcosa, anzi qualcuno.
La via Lattea è come una grossa autostrada dove si trovano tutte le stelle, i pianeti e le costellazioni dell’intero universo. È una autostrada lunghissima in cui si possono trovano tanti piccoli scorci e viottoli più o meno luminosi. In uno di questi viottoli Daria un giorno fece un incontro.
Qui vi incontrò una stella, molto più piccina e meno luminosa di lei, che era impaurita e per questo tremava.
Daria vista la difficoltà e la paura negli occhi della piccola stella si ricordò quando anche lei si sentiva impaurita da quella lunga, lunghissima via, e così, senza pensarci troppo su, decise di aiutarla. Ma per fare questo era necessario avere molta fiducia nelle proprie capacità. Giusto quello che mancava e che andava cercando negli altri la piccola Daria.
CHE FARE………?
“La lascio lì e vado per la mia strada?” si disse.
“Che fare? È così difficile!”.
In quel preciso istante Daria si ricordò le parole di Mamma Luna quando le diceva.. “la fiducia in sé stessi aiuta a vivere tutto con più gioia. Anche i momenti più difficili”……Le parole di Mamma Luna scaldarono il cuore della piccalo Daria, tanto che……. all’improvviso……….. come per incanto………… ecco spuntare un piccolo raggio luminoso all’altezza del cuore. Dopodichè ne spuntò un altro e un altro ancora. Poi un altro raggio, poi un’altro, ed un altro ancora fino a che, come un fiore che si apre al mattino, la piccola Daria iniziò a brillare di una luce calda e forte. Così forte, ma così forte, che gli uomini sulla terra poterono ammirare un punto nuovo nel cielo.
La piccola Daria era veramente splendente e così, dato che ora brillava di luce propria decise di cedere un po’ della sua luce alla piccola stella impaurita. Nel fare questo, nel trasmettergli un po’ della sua luce la piccola Daria aveva reso felice la stella impaurita incontrata nella via Lattea. Anche questa piccola stella ora poteva brillare di una luce particolare che l’aiutò a scaldarsi e a non avere più paura.
La piccola Daria nell’aiutare la stella si sentì immensamente felice e orgogliosa di sé. Mai avrebbe pensato di essere d’aiuto per qualcuno in difficoltà. Mai avrebbe pensato di farcela, soprattutto di far sgorgare dai suoi bei raggi tutta quella luce incandescente.
E sì! Mamma Luna aveva ragione, la fiducia in sé e nell’amore infonde il coraggio per vincere la paura. Quella stessa paura che rende difficili i cambiamenti.a quella notte la piccola Daria rappresentò il punto di riferimento per tutti coloro che nella terra cercano la via per ritrovare casa.
Dovete sapere che Daria è la punta estrema della costellazione dell’Orsa Maggiore. La costellazione che indica a tutti gli esseri sulla terra dove si trova il Nord








