La campanella che toglieva la paura
C’era una volta in mezzo ad una verdeggiante vallata il Grande Bosco dove vivevano tanti animali. C’erano i cerbiatti, i gufi, la civetta, il ghiro, la marmotta, gli scoiattoli, le lepri, i cervi, il falco reale, ma anche uccellini dalle forme e colori svariati, come il colibrì, il picchio, il fagiano, i passeri, la pernice e il bel pavone. Ma nel Grande Bosco c’erano anche lo stambecco, l’alce, il camoscio e la renna insieme al cinghiale, al procione e all’orso, amico di tutti e solidale con tutti.
Si può proprio dire che era un bosco pieno di ogni forma di vita e contenti, tutti insieme trascorrevano le loro giornate. Ma nel grande bosco c’era anche un Lupo che nessuno però aveva mai visto perché girava solo la notte quando tutti dormivano.
Nel Grande bosco c’era una stradina piccina piccina costeggiata ai suoi lati da piante di mille colori e da tanti fiori profumati e variopinti nei colori, come l’erica, l’azalea, le margherite multicolore, i lillà, le rose variegate, il glicine, le viole mammole e del pensiero che insieme alla begonia sorridevano a tutti gli animali del Grande Bosco che passavano da lì. Questa stradina dovete sapere che attraversando una radura arrivava dritta dritta ai piedi di una bella cascata scrosciante fonte di abbeveraggio di tutto il Grande bosco. Qui infatti tutti gli animali venivano per bere insieme alle loro famiglie.
Ma la cascata così bella e maestosa nascondeva una porticina dietro di lei che portava dritta dritta al cuore della montagna dove vivevano alcuni animali. Qui infatti gli animali trovavano rifugio dalle intemperie e dai pericoli che anche in un Grande bosco ci sono. Ricordate il Lupo!
Ad un certo punto però, lo scrosciare dell’acqua della cascata fu coperto da un rumore.
Era arrivata una famiglia quella dei Cervidi. I Cervidi sono la famiglia dei cervi. Questa famiglia attraversando la stradina erano giunti fino ai piedi della cascata non solo per trovare ristoro ma anche per andare al suo interno. Loro infatti vivevano nel cuore della montagna.
Il papà un imponente Cervo che si chiamava…….era un Cervo forte e rassicurante con delle bellissime lunghe corna che adornavano la sua testa. Queste, pensate erano ammirate da tutti gli animali della foresta perché dovete sapere che per un cervo maschio le corna sono molto importanti non solo per difendersi ma anche per trovare la sposa. Più le corna sono belle e proporzionate più facilmente il cervo troverà e metterà su famiglia..
La mamma al suo fianco si chiamava…….era molto bella con un pero arruffato e profumato che con la sua dolcezza teneva a bada i suoi due piccoli: Lorenzo e Gorgonzola.
Lorenzo era un cerbiatto molto curioso e attento a tutto ciò che lo circondava. Lungo, lungo e magro magro era così carino!
Gorgonzola era una peste prepotente che voleva fare solo quello che voleva lui. A volte era un vero rompiscatole ma così simpatico si faceva perdonare tutto!
Insieme erano proprio una bella Famiglia di Cervidi.
Ma c’era un piccolo problema che per i due piccoli Cervidi era grande grande. Dovete sapere che nel Grande bosco si aggirava un Lupo e se loro di giorno erano abbastanza tranquilli perché i genitori vigilavano, la notte nel loro riparo dietro la cascata quando dormivano da soli, senza mamma e papà, iniziavano i pensieri brutti.
“E se il Lupo viene e ci mangia?”, “E se il Lupo viene e ci porta via?”, “Mamma e papà dormono nel loro giaciglio non possono aiutarci!”, “Cosa possiamo fare ?”. I due Cerbiatti non sapevano cosa fare e dire finché ad un certo punto ad entrambi si lluminarono gli occhi facendo un bel sorriso. Insieme Lorenzo e Gorgonzola dissero: “….ma perché non ci abbiamo pensato prima? Ma sì, noi abbiamo la Campanella Magica cha mamma e papà ci hanno dato quando siamo nati dicendoci: “ cari Lorenzo e Gorgonzola mamma e papà vi danno questa campanella, ricordatevi che qualsiasi cosa accada, come Voi la toccherete quello che vi fa paura come può essere il Lupo vedendovi fiuterà il pericolo e scapperà a zampe levate. Questo perchè i vostri genitori con il loro amore vi aiuteranno e vi proteggeranno sempre ovunque Voi siate”.
Dopo essersi detti questo Lorenzo e Gorgonzola tirarono un sospiro di sollievo anche sé, a ben vedere Lorenzo non era ancora tanto convinto del potere magico della Campanella. Era ancora molto dubbioso e preoccupato sul potere di quell’oggetto per cui voleva andare a dormire con mamma e papà a tutti i costi, soprattutto quando aveva paura. Non c’era verso di fargli cambiare idea neanche l’illuminazione avuta con Gorgonzola.
Finché una notte buia, ma così buia che più buia non si può, con il favore delle tenebre un rumore sinistro colse i due Cerbiatti che nel loro giaciglio di paglia si svegliarono all’improvviso. Alzarono il musetto e sentirono un respiro pesante. Oibò ma era il Lupo! Aveva due occhiacci rossi, il pelo folto e nero con un grosso naso gocciolante. E sì! Faceva proprio paura!
A quel punto il Cervo Lorenzo vide la campanella posata sul pagliericcio vicina a lui. Velocemente la prese e la strinse forte a sé chiudendo rapidamente gli occhi e aspettandosi che il Lupo lo mangiasse. Tremando teneva a sé la Campanella e Gorgonzola nel frattempo si era messo al suo fianco e preso dalla paura si stringeva a Lorenzo.
(Silenzio)
Siccome non capitava niente Lorenzo decise di riaprire gli occhi. E cosa vide! Vide una grossa Luce che partiva dalla Campanella Magica. Una Luce che si dirigeva verso il Lupo emanando un grande calore. Dirigendosi verso il Lupo Lorenzo e Gorgonzola sentirono “Eeectcuuuuuuu…..” .
Il Lupo aveva un potente raffreddore e a dire il vero sotto quella luce faceva anche molta pena. Tutto sommato non era così pauroso. Dovete sapere che illuminato dalla Luce della Campanella il Lupo appariva agli occhi di chi lo vedeva come era per davvero: spelacchiato, un po’ zoppicante, con il naso gocciolante per il raffreddore, il pelo non più nero ma un po’ rossiccio. Forse sarà stato sotto troppo sole. Insomma era un Lupo a cui serviva un aspirina anziché dei bocconi come prede.
Ad un tratto irruppe la voce del Lupo che disse: “Butta via la campanella che tieni in mano. Non vedi che non riesco a fare il Lupo, non vi siete neanche spaventati!”.
E Gorgonzola disse: “Tienila, tienila, tienila stretta:”
Lorenzo un po’ titubante la strinse forte, ma così forte che il Lupo accecato guaendo scappò orbo, zoppo e raffreddato.
Felici e contenti Lorenzo e Gorgonzola come d’incanto si riaddormentarono tenendo vicini a sé la campanella.
L’indomani mattina appena si svegliarono corsero dai loro genitori a raccontare l’accaduto. Mamma e papà felici li accarezzarono e dissero loro: “ Bravi, eravamo sicuri che sareste riusciti a vincere la paura del Lupo. Vi vogliamo tanto ma tanto bene”.
Così contenti, tra una stiracchiata e uno sbadiglio da quel giorno Lorenzo e Gorgonzola non ebbero più paura del Lupo e riuscirono a dormire nel loro giaciglio orgogliosi di avercela fatta a superare la paura. anche senza la campanella Magica.
La fiaba è stata composta da un gruppo di genitori durante un corso coordinato e diretto dalle dottoresse Camilli Barbara e Izzi Laura








