Una stella di nome Lucilla
C’era una volta nel firmamento celeste una piccola stella di nome “Lucilla”.
Lucilla, come tutte le stelle, viveva in cielo a migliaia e migliaia e migliaia di chilometri di distanza dalla terra.
Lucilla, come tutte le stelle splendeva nel cielo di luce propria, esattamente come il sole.
A tutti sarà capitato di vederne una!!
Se alziamo lo sguardo e scrutiamo nel cielo durante la notte, in particolare in quelle notti d’estate quando il cielo è sereno e sgombro da nubi, lassù vediamo dei puntini luminosi, più o meno grandi. Quei puntini sono le stelle. Ognuna delle quali ha un nome, così come noi esseri umani sulla terra. Solo che le stelle anziché chiamarsi Gianni, Luciano, Antonietta hanno nomi più sonanti come Andromeda, Cassiopea, Antares!!!
Di stelle ce ne sono davvero tante: piccole, grandi, giganti, enormi. E sì!
Tra le tante stelle del firmamento ci sono quelle piccine che fanno poca luce, ma ci sono anche quelle grandi ma così grandi da irradiare tantissima luce, come la Stella Daria alias Polare. Questa stella è tra le più importanti perché è quella che indica dove è situato il Polo Nord.
Si dice che un tempo, quando non c’era il telefono, la radio o la bussola, grazie a lei i viandanti o i naufraghi ritrovassero la strada smarrita che li riportava dritti dritti verso casa.
Ma torniamo alla nostra storia. Di chi stavo parlando? Ah sì!!! Di LUCILLA!!
Questa era la più luminosa tra tutte le stelle ed era anche la più graziosa. Basta scorgere lo sguardo verso il cielo e la si può vedere. Ce chi dice che è la seconda stella a destra. Io sono propensa a pensare che non è la seconda ma è la prima stella a destra.
C’è stato un tempo in cui questa bellissima stella per un po’ aveva smesso di brillare. Come se qualcuno le avesse tolto la corrente.
Come quando a casa si spegne la luce! Oppure come quando si chiudono gli occhi! Intorno non si vede che buio. Proviamo a fare una prova. Chiudiamo gli occhi! È buio o c’è la luce? …………………È buio! Non si vede niente!
Bhe, per la stella Lucilla per un po’ di tempo era come essere immersa nel buio. Era come se qualcuno le avesse tolto la corrente, perché non brillava più. Per questo fatto Lucilla era tanto triste.
Lucilla, come tutti, aveva una mamma e un papà che le volevano tanto, ma tanto bene. I suoi genitori le sono sempre stati accanto da quando era nata. Si pensi che il giorno della sua nascita il papà, Antares, per la GIOIA, aveva chiesto a tutti gli amici del firmamento di brillare quanto più potevano, ma così tanto, ma così tanto da incantare per un attimo gli abitanti della terrà. Papà e mamma volevano che tutto il mondo sapesse che era nata il loro IMMENSO e GRANDE amore, il loro tesoro di nome Lucilla!
E così fu!!
Gli amici stelle di tutte le galassie in quell’occasione, per festeggiare l’arrivo di Lucilla si illuminarono più che poterono, e tutti contemporaneamente.
Bhe, la luce emanata fu così lucente e abbagliante che gli uomini sulla terra rimasero folgorati per tutta una notte ad osservare le stelle, che dall’alto del cielo emettevano dei bellissimi luccichii.
Quella notte oltre ai bagliori delle stelle, per festeggiare l’arrivo di Lucilla anche i fiumi, i laghi, i mari, i torrenti, le sorgenti e i pozzi d’acqua presenti sulla terra avevano iniziato a riflettere la luce che proveniva dal cielo. Sembrava che la notte fosse diventata giorno, per quanta luce c’era.
Papà e mamma furono tanto contenti per questo benvenuto a Lucilla, così la mamma tutte le volte che parlava con la figlia le diceva sempre: “mia cara, tu sei una figlia tanto amata e desiderata dai tuoi genitori. Per Noi sei la persona più importante”.
Lucilla era una stella che stava tanto bene vicino alla sua mamma. Con lei era bello fare qualunque cosa. Proprio ogni cosa.
Era bello fare la pasta fatta in casa, con il matterello, l’acqua e la farina.
Era bello passeggiare per la via lattea in cerca di qualche fiorellino da cogliere qua e là.
Era bello fare i lavori domestici assieme, magari sporcandosi un po’ con la fuliggine del camino per poi ridere di cuore insieme.
Era bello fare ogni cosa vicino a lei, perché ci si sentiva sicuri e protetti.
Ma per Lucilla presto arrivò il tempo di andare alla Scuola delle Stelle per poter imparare tante cose nuove. La Scuola delle stelle è il posto dove andavano tutti ad imparare. Quindi le stelle, gli astri, le comete, i pianeti, le meteore. Qui non solo si imparavano tante cose, ma si facevano anche tante cose e tutti insieme. Ma a Lucilla di imparare cose nuove e di stare con gli altri non le interessava più di tanto. Lei preferiva stare vicino alla sua mamma, anche se sapeva che a scuola prima o poi ci doveva andare.
Arrivato il tempo di andarvi, inizialmente aveva tanto entusiasmo ma poi, a poco a poco calò, perché qualcosa, o meglio, qualcuno aveva contribuito a renderla triste, e per questo, a volte anche un po’ dispettosa, ma questo lo sapeva soltanto lei e nessun altro.
La mamma, che voleva tanto bene alla sua piccola, iniziò a preoccuparsi perchè la figlia si lamentava spesso di ciò che le capitava a scuola.
Lucilla da un po’ di tempo veniva isolata da alcuni compagni comete e compagne stelle, tanto che a volte la prendevano in giro o le ridevano dietro i raggi. Questo faceva sentire Lucilla diversa dagli altri, ma soprattutto triste perché non aveva degli amici con cui giocare, scherzare e perché no, prendersi anche in giro. Così per la tristezza aveva iniziato a non brillare più. C’erano giorni in cui tutto andava bene ed era allegra, altri dove era triste, altri dove faceva dispetti, ed altri ancora dove era arrabbiata ma non sapeva bene perché e con chi!
Lucilla iniziava così a non brillava più come un tempo, proprio come una lampadina che si spegne dopo averla accesa. Oppure come una candela che poco alla volta si spegne. O come il fuoco del camino, che senza la presenza del legno e dell’ossigeno si spegne. Così fece Lucilla.
Va precisato, che lei non si stava spegnendo veramente come fa il fuoco o la lampadina, il suo spegnersi aveva a che vedere con le sue emozioni, in particolare con la PAURA. Lucilla, infatti incominciava ad avere PAURA, ma questo sentimento era un suo piccolo segreto che custodiva gelosamente dentro di se. Ma paura di che cosa?
Paura di non riuscire a BRILLARE DI LUCE PROPRIA e di essere sé stessa, soprattutto visto che dai compagni veniva spesso derisa e presa in giro. Inoltre AVEVA PAURA A STARE DA SOLA SENZA I GENITORI PERCHE’ PENSAVA CHE SENZA LA SUA MAMMA LEI NON CE L’AVREBBE MAI FATTA.
Così mamma e papà iniziarono a pensare a come aiutare la loro piccola e adorata figlia. Come aiutarla ad affrontare quello che stava vivendo!
Pensa e ripensa, pensa e ripensa, ma non gli veniva in mente niente…………………
Ogni tanto la mamma chiedeva alla piccola Lucilla se c’era qualcosa che la preoccupava, e questa le raccontava quello che avveniva a scuola, in particolare che si sentiva un po’ messa in disparte da alcune sue compagne stelle e questo la rendeva triste, perché avrebbe tanto voluto giocare con loro. Ma loro non la volevano. Un giorno addirittura le avevano detto che sapeva da odore. Questo mandò in confusione Lucilla perché non capiva proprio cosa volessero dire, d’altronde anche i fiori nei campi odorano eppure la gente ci và lo stesso a fare delle belle passeggiate.
Dopo che Lucilla raccontò alla mamma cosa le capitava a scuola decise di trovare una soluzione per aiutare la figlia che TANTO AMAVA E TANTO AVEVA DESIDERATO.
La mamma, che conosceva molto bene la sua piccola, capì come aiutarla e si diede subito da fare.……….Un giorno decise di andare a fare una bella passeggiata con la sua piccola, alla quale piaceva tanto stare con la mamma.
Camminando passeggiando, camminando passeggiando mamma e Lucilla iniziarono a fare degli incontri. Una dopo l’altra incotrarono tutte le stelle che illuminano il firmamento celeste. Sulle prime, ad ogni incontro e alle domande delle stelle che incontravano, Lucilla era in imbarazzo perché non sapeva cosa dire, ma pronta la sua mamma sempre rispondeva per lei.
A quanti le chiedevano: “ma che bella stella. Chissà quanti cieli illuminerà?”.
Mamma diceva sempre: “la mia piccola Lucilla brilla dell’amore che la mamma e il papà gli hanno tramandato”.
Nel sentire queste parole Lucilla si sentiva imbarazzata, perché rispetto alle stelle importanti del cielo e ad alcune sue compagne che per lei erano da ammirare, si sentive piccola piccola, al punto che, quasi quasi avrebbe voluto scomparire. Ma le dolci parole della mamma le facevano abbandonare l’idea di essere piccola ed invisibile nel firmamento celeste e la rendevano contenta.
Camminando per strada incontrarono altre stelle e pianeti, come il signor Giove, lady Venere e il principe Saturno che in coro solevano dire: “ma che bella stella. Chissà quanti cieli illuminerà?”.
E la mamma anche stavolta sorridente d’amore per la figlia rispose: “la mia piccola Lucilla brilla dell’amore che mamma e papà gli hanno tramandato”.
Lucilla tra sé e sé si chiedeva se la mamma avesse ragione. Se era vero che anche lei avrebbe brillato un giorno come quei pianeti e stelle che sono così importanti e contemplati in tutti i libri e le enciclopedie terrestri. Ascoltando e pensando alle parole che sentiva dire dalla mamma la piccola però si tranquillizzava e sorridente continuava a passeggiare.
Cammina e cammina incontrarono anche un grande meteorite, il più grande che esistesse. Nel vedere mamma e figlia, con un tono molto serio e rivolgendosi alla mamma disse: “ma che bella stella Signora, chissà quanti cieli riuscirà ad illuminare?”.
La mamma con la dolcezza che la caratterizzava rispose: “la mia piccola Lucilla brilla e brillerà sempre dell’amore che mamma e papà gli hanno tramandato”.
Il meteorite a Lucilla aveva fatto una certa paura perché era possente, grande grande e molto serio.
E’ risaputo che i meteoriti non sono luminosi, anzi sono molto brutti e spaventosi. Corrono, corrono, corrono nei cieli fino a scontrarsi con le stelle. Si capisce quindi quale e quanta paura potessero fare. Ma questa paura per la presenza della mamma e per le sue parole venne meno. Scomparve in un attimo. Al suo posto c’era la gioia di camminare in mezzo a così tanti personaggi del firmamento, che vedevano nella piccola Lucilla una luce nuova e tutta SUA.
Ad un certo punto mentre passeggiavano, mamma e figlia incontrarono il Sole. Per tutti era un onore incontrarlo e potergli parlare. Sempre che questi ti rivolgesse la parola. Pensate, il Sole non solo le considerò, ma addirittura le fermò e con tono deciso disse alla mamma: “Signora mia, ma che bella stella è sua figlia, chissà quanti cieli riuscirà ad illuminare?”.
La mamma che amava tanto la figlia disse: “Signor Sole la mia piccola Lucilla brilla e brillerà sempre dell’amore che mamma e papà gli hanno tramandato”.
A sentire le parole della mamma, Lucilla si sentiva piena di GIOIA, ed ERA MOLTO ORGOGLIOSA DI SE’ STESSA. Ora sentiva che non temeva più lo sguardo e il parere degli altri, men che meno quello delle sue compagne stelle, in particolare di due, grazie alle conferme continue della mamma. Ora si sentiva addosso quella luce speciale che era in lei e che la mamma le aveva sempre detto. Sentiva che lei era davvero UNICA.
Era SPECIALE perché era Lucilla. PROPRIO COME SONO SPECIALI E UNICI tutte le bambine e bambini per le loro MAMME E PAPA’.
Passeggiando mamma e figlia si trovarono così, sulla strada di casa. Con al fianco la mamma, Lucilla si sentiva molto più sicura e pronta per affrontare nuove esperienze, come la scuola, ma questo, anche da sola!!
Le parole della mamma l’avevano aiutata a vincere la paura di non reggere, di non farcela di fronte agli altri, questo perché temeva di non essere speciale in mezzo a così tante stelle importanti nel firmamento celeste.
Tornate a casa e dopo averla stretta a sé in un caloroso abbraccio, la mamma guardando la sua piccola Lucilla disse: “Cara figlia tu per la tua mamma sei e sarai SEMPRE la stella più bella e luminosa. Ricordatelo! E porta queste parole nel tuo cuore sempre. Ti sorreggeranno nei momenti di difficoltà e di paura, mia piccola cara”.
Lucilla alle parole della mamma si strinse forte a lei, e questa, con amorevole cura, le accarezzò il capo.
Da quel giorno Lucilla tornò a brillare di una luce nuova e più intensa. Era la luce dell’amore che brillava nel suo cuore e che gli aveva dato il coraggio e la voglia di stare anche insieme a tutti gli altri compagni e amici del cielo.
Quella stella è lassù, nel cielo. E ogni notte, soprattutto in quelle in cui la luna non c’è, lei è sempre lì che brilla, aiutando quanti hanno perso la strada di casa, oppure illuminando i cuori di speranza di quanti, tra bambini, mamme e papà, nonni e innamorati, alzando il campo cercano in una stella la gioia per un sorriso. Il sorriso che ogni mamma e ogni papà sanno sollevare nello sguardo di ogni figlio.
E se anche tu guardi il cielo questa sera con la tua mamme, riuscirai a vedere la stella Lucilla e la sua luce sarà sempre nel tuo cuore.








