La vera ninna nanna del vento leggero
In un bosco del paese di Verde, lontano nella fantasia, ma vicino vicino nella realtà quotidiana vivevano due piccoli pettirossi, un maschio e una femmina.
Papà e mamma pettirosso li avevano chiamati : "Dolce" e "Bella".
I loro genitori pazientemente e con tanto amore, ogni giorno cercavano di insegnare loro a volare.
Li aiutavano ad avere la forza per muovere le ali e soprattutto a non aver paura quando bisognava uscire fuori dal nido che era così in alto, sui rami in cima all'albero.
Ogni volta era davvero necessario tanto amore per aiutare i piccoli pettirossi, perché non erano capaci di orientarsi, di misurare bene l’altezza da terra e anche non sapevano bene quando nel volo si dovesse battere le ali e quando invece potessero farsi trasportare dal vento.
E poi bisognava spiegare loro bene tutto ciò che c'era fuori dal nido, in modo che fossero preparati e non si spaventassero troppo di quello che potevano incontrare nei loro primi piccoli voli.
Ma mamma e papà pettirosso erano contenti di passare tanto tempo a spiegare tutte queste cose ai loro piccoli uccellini.
E dicevano anche spesso: "state attenti quando andrete a volare fuori dal bosco, e vi poserete sull'erba dei giardini delle case di Verde, perché potrebbe arrivare il gatto che è molto svelto a prendervi e mangiarvi."
I piccoli ascoltavano le parole di mamma e papà pettirosso, un po’ come ascoltano tutti i bambini e cioè un po’ si e un po’ no.
Da una parte erano entusiasti di scoprire ciò che c'era nel bosco attraverso i loro primi voli, dall'altra avevano però anche molto timore di volare e affrontare il cielo.
Essendo sempre stati ben seduti nel nido, curati dal papà e dalla mamma e non avendo mai provato a muovere le ali, essi si dicevano:
"Ma come faremo a non precipitare giù per terra come faremo a rimanere in aria senza cadere, perché l'albero dove abbiamo il nido è molto alto"
Papà e mamma pettirosso sapevano che quella era la paura più grande da superare per poter imparare a volare.
Lo sapevano perché quella era stata la loro stessa paura e anche i loro papà e le loro mamme; cioè i nonni di Dolce e Bella, li avevano aiutati a superare quella paura.
Così anche papà e mamma pettirosso fecero con Dolce e Bella.
Tutte le sere prima di andare a dormire nella quiete del loro nido, cantarono loro la canzone che anche i loro genitori avevano cantato per loro.
Era una canzone che parlava del vento e diceva così:
"Tra la terra e il cielo c'è un amico sincero
che da sempre a noi pettirossi ci capisce
e mai ci tradisce
Di stare con noi è sempre fiero ,
è il vento, il vento, il vento leggero
Al vento leggero che noi conosciamo
abbiamo affidato questa canzone
affinché vi ricordi il nostro nome.
Il nostro abbraccio che ormai conoscete
vi accompagna in volo e vi da quiete.
Le nostre carezze che non dimenticate
vi sono vicine ovunque voi andiate"
Dopo che Dolce e Bella ebbero ascoltato per tante sere di seguito questa ninna nanna da papà e mamma pettirosso, un bel mattino decisero di muoversi fuori dal nido e spiccare il primo volo.
Che paura, ma che gioia, sentire che non precipitavano a terra, che era proprio vero quello che i loro genitori gli cantavano ogni notte con la ninna nanna.
Era vero che il vento leggero li sosteneva ed era loro amico.
E così iniziarono a volare cantando la ninna-nanna che papà e mamma avevano loro cantato ogni notte.
Questa canzone dava loro sicurezza, infatti ogni volta che avevano paura di precipitare a terra, Dolce e Bella la cantavano e la paura passava.
Si ripete la canzone del vento leggero
Così poco alla volta, un volo dopo l'altro, la loro paura se ne andò lasciando spazio alla curiosità.
"Chissà cosa c'è sotto quegli alberi?" diceva Dolce, "Bella andiamo a vedere magari potremmo trovare qualche vermetto".
"Chissà che bei fiori ci sono nel prato, Dolce andiamo a vederli ? ", diceva Bella.
E così poco alla volta i loro voli diventavano sempre più lunghi.
Le ore erano piene di gioia, e i giorni passavano felici.
Del resto i piccoli pettirossi conoscevano ormai bene la strada per il ritorno al nido dai loro voli.
E conoscevano bene anche quale era l'ora giusta per tornare prima che facesse troppo buio.
Papà e mamma pettirosso infatti avevano ben spiegato loro, che quando sentivano le campane del campanile di Verde, suonare sette volte, bisognava essere già vicino al nido.
Il campanile di Verde si trovava vicino alla Chiesa laggiù in fondo al paese, prima del bosco nuovo, un bosco pieno di uccellini bellissimi che i piccoli pettirossi vedevano volare da lontano.
Un giorno, dopo che con tutti i loro voli Dolce e Bella avevano esplorato tante cose e tanti giardini sfuggendo sempre alle grinfie del gatto, si dissero:
"Proviamo ad andare nel bosco nuovo, per conoscere altri amici uccelli, non ci saranno certo solo pettirossi come noi, andiamo a conoscere gli uccelli che ci sono lì .
Li vediamo sempre da lontano, ma non possiamo mai parlare con loro."
Poiché questo volo era più lungo del solito, decisero di fare tappa sotto il tetto del campanile di Verde.
Si fermarono un poco lì e poi ripresero a volare, arrivando fino al bosco nuovo dove si intrattennero a cinguettare e parlare con gli altri uccellini diversi.
Conobbero così cardellini, fringuelli, scriccioli, merli, allodole, gazze, picchi e altri uccelli del bosco
Si intrattennero molto a parlare e giocare con loro.
Quando erano appena partiti per il volo di ritorno sentirono le campane di Verde che suonavano le sette.
Dolce e Bella erano in grave ritardo, perché il percorso verso il bosco nuovo era stato molto lungo, così per cercare di arrivare in tempo a casa iniziarono a muovere le ali più fortemente.
Ma il buio arrivò che non erano ancora a metà strada.
Cominciarono così ad impaurirsi perché non avevano mai volato con il buio, pensavano di non percorrere la strada giusta e di potersi perdere.
Dissero; "ci siamo spinti troppo lontano dal nido ora siamo spaventati e impauriti, chissà se avremo le forze di tornare."
La paura di perdere l'orientamento era diventata così forte che pareva loro di non riuscire più neanche a muovere le ali , pareva loro che poco alla volta potessero perdere le forze e precipitare a terra.
La paura di perdersi era così forte che il loro cuoricino iniziò a battere velocemente.
"Chissà se ce la faremo" si ripetevano, "chissà se riusciremo ad avere le forze per volare e se il vento ci sosterrà ancora".
Così iniziarono a chiamare: "aiuto aiuto, papà, mamma, veniteci a prendere, non ce la facciamo più veniteci a prenderci, portateci al nido in braccio con le vostre ali."
A un certo punto proprio quando stavano volando sopra alla scuola di Verde, arrivò un soffio di vento che disse loro con gentilezza:
"ho capito che siete lontani da casa e avete paura di non riuscire a tornare al nido, se volete posso accompagnarvi io a casa perché la strada la conosco.
Ho capito che avete paura di non tornare dal papà e dalla mamma, vi accompagnerò io fidatevi di me"
Disse ancora: "ho visto che siete stanchi, lasciatevi prendere in braccio, vi accompagnerò io e voi potrete riposarvi"
Dolce e Bella, stanchi e impauriti si lasciarano prendere in braccio.
Si accorsero però subito che le carezze di quel vento, non erano uguali a quelle di papà e mamma pettirosso e così si spaventarono molto.
Quel vento disse loro: "state qui con me non abbiate paura, non vi faccio nulla di male", ma invece di dirigersi verso il nido, quel vento li portava ancora più lontani da casa.
La paura di Dolce e Bella aumentava sempre di più , ma sentendo che quel vento cantava la ninna - nanna che avevano sentito dai loro genitori non sapevano bene cosa fare..
Cominciarono ad essere confusi perché anche quel vento si era presentato loro come amico, Iniziava a cantare con le stesse parole della ninna-nanna di papà e mamma pettirosso.
Anche lui cantava quella ninna nanna del vento leggero.
Stavano per decidere di rimanere con lui, quando si accorsero che quel vento cantava si la stessa ninna-nanna dei loro genitori, ma non diceva mai le parole dell'ultima strofa:
non diceva mai " ....e al vento noi abbiamo affidato questa canzone affinché vi ricordi il nostro nome.
Il nostro abbraccio che ormai conoscete, vi accompagna in volo e vi dà quiete
Le nostre carezze che non dimenticate, vi sono vicine ovunque voi andiate."
Così si accorsero che quel vento non era lo stesso della ninna nanna dei loro genitori e gli dissero: "adesso basta stare in braccio a te" non ci vuoi bene come papà pettirosso e mamma pettirosso, adesso non vogliamo stare più con tè."
E quel vento se ne andò lasciandoli.
Dolce e Bella allora fecero un grande sforzo e con fatica riuscirono a volare fino al loro nido dove papà e mamma pettirosso li stavano aspettando con ansia.
Come li videro arrivare li abbracciarono
Ci vollero molti giorni prima che Dolce e Bella raccontassero ciò che era accaduto loro quella sera, perché avevano molta vergogna di essersi lasciati prendere in braccio dal falso vento leggero.
Avevano tanta vergogna di avere creduto alla sua ninna-nanna, ma anche tanto orgoglio di avere capito la differenza tra la sua ninna nanna e quella vera di papà e mamma pettirosso.
Ricordarsi delle vere parole di papà e mamma pettirosso li aveva salvati.
Da quel giorno decisero quindi che era proprio giusto ricordarsi le parole della propria mamma e del proprio papà, specie quando si va a conoscere boschi nuovi e cose nuove.
Dolce e Bella dissero:
"Che fortuna che Dio ci abbia dato le orecchie per ascoltare, la testa per tenere a memoria e il cuore per tenere al caldo le parole di mamma e papà pettirosso".
E di nuovo si misero a cantare la vera ninna nanna del vento leggero.
"Tra la terra e il cielo c'è un amico sincero
che da sempre a noi pettirossi ci capisce e mai ci tradisce.
E' il vento, è il vento, il vento leggero.
Al vento leggero che noi conosciamo
abbiamo affidato questa canzone,
affinché vi ricordi il nostro nome.
Il nostro abbraccio che voi conoscete
vi accompagna in volo e vi dà quiete.
Le nostre carezze che non dimenticate,
vi sono vicine ovunque voi andiate."
Fiaba composta dal Dottor M. MOLTENI e dalla Dottoressa B. CAMILLI








