La famiglia dei delfini dalla pinna bianca
C’era una volta, nel mare celeste dell’Amicizia, un gruppo di delfini che in pace e armonia vivevano insieme da tanti tantissimi anni. Grazie al lavoro, al sacrificio e agli sforzi di tutti era sorto il Paese dei delfini. Era un paese meraviglioso dove regnava l’amicizia e l’Amore. Qui si potevano ammirare delfini da tutte le parti e di tutti i colori. E sì, perché qui i delfini non erano mica tutti uguali.
Dovete sapere che in quel paese ogni famiglia di delfini, si distingueva da un’altra per il colore della pinna. C’era la famiglia dalla pinna gialla, dalla pinna rosa, dalla pinna rossa, dalla pinna verde, dalla pinna blu, dalla pinna verde scuro, dalla pinna viola, dalla pinna violetto, dalla pinna color ciclamino e così via……..
Tra di loro viveva una bella famiglia dalle pinne bianche. Pensate che erano così bianche, ma così bianche da luccicare ogni qual volta i piccoli, insieme ai loro genitori, per giocare tra le onde del mare dell’Amicizia spiccavano fuori dall’acqua in un salto da lasciare tutti a bocca aperta.
Questa famiglia era composta da papà Gilio, questi era magrolino magrolino ma tanto carino e simpatico. C’era la mamma Gilia tanto bella e sempre disponibile e attenta ai bisogni dei suoi piccoli adorati figli. C’erano anche due piccoli frugoletti: un fratello di nome Gilietto e una sorella di nome Giuggiola.
Gilietto era tanto vivace ma era anche un gran testone, perché quando si metteva in testa qualcosa non c’era verso di fargli cambiare idea. Mamma e papà di lui dicevano sempre che: “Ascolta sempre le raccomandazioni. Ascolta sempre con molta attenzione quello che i genitori gli dicono, ma alla fine mica più di tanto”.
Giuggiola era la più grande e come tutte le sorelle più grandi si sentiva responsabile verso il suo piccolo fratellino, che con amore lo curava, quando i genitori, per procurare il cibo si allontanavano dalla tana.
Questi due fratelli giocavano sempre insieme tra le onde del mare o tra le radure coralline. Erano proprio inseparabili, anche se ogni tanto litigavano e si facevano i dispetti. Allora non c’è n’era per nessuno.
Insomma era una famiglia che si voleva veramente tanto, ma tanto bene. Insieme poi si divertivano con poco e per questo erano molto sereni. Il momento che più faceva felici i piccoli, era quando, con papà e mamma, andavano tutti insieme a nuotare tra le onde del mare dell’Amicizia. Qui i piccoli giocavano a inseguirsi nascondendosi dietro o sotto la tana delle alghe, ma lo spasso più grande era quando tutti insieme facevano i tuffi fuori dall’acqua. In questo il papà era bravissimo, mentre la mamma era un po’ goffa e imbranata e questo faceva sempre sorridere tutti loro, soprattutto Gilietto.
I giorni trascorrevano felici ma un giorno accadde qualcosa.
Mentre la famiglia dalle pinne bianche nuotava, giocando tra le onde videro nella spiaggia lontana dal corallo color oro un piccolo delfino dalla pinna rossa che si era impigliato e non riusciva a liberarsi. Vicino a lui c’era la sua mamma che dalla disperazione si dimenava disperata in cerca di aiuto.
“AIUTO, AIUTO”, gridava.
Papà Gilio e mamma Gilia vista la scena decisero di correre in soccorso al piccolo sfortunato. Non fecero in tempo a dire “Andiamo”, che i loro piccoli frugoletti come delle saette gli andarono dietro incuriositi per l’accaduto.
Papà Gilio e mamma Gilia appena arrivarono chiesero come mai si trovavano lì. E da soli poi.
Dovete sapere che ai piccoli delfini era proibito allontanarsi dal mare dell’Amicizia, perché tanti erano i pericoli. Uno di questi era proprio rimanere impigliato e incastrato tra le dune coralline. Si poteva anche morire se nessuno ti prestava soccorso.
La mamma dalle pinne rosse piangendo disse che il piccolo le era scappato via per andare a giocare. Purtroppo il loro papà è stato preso da un circo e lei da sola deve badare al suo piccolo. Ecco che quando esce dalla tana per andare in cerca del cibo, il piccolo dalle pinne rosse rimane da solo e spesso prende e se ne và a curiosare per il mondo da solo (magari alla ricerca del suo papà!) con la preoccupazione della mamma che sà bene quanti pericoli può incontrare.
Papà Gilio e mamma Gilia aiutarono il piccolo ad uscire, stando molto attenti che il corallo non lo ferisse. Eh sì! Dovete sapere che il corallo è molto pericoloso perché è tagliente. Voi sapete che se ci si taglia ci si fa male. A volte, anche tanto male.
Così, con paziente attenzione il piccolo dalle pinne rosse venne liberato. La mamma, che piangeva, appena fù liberato lo strise forte a sé, facendosi promettere che mai più avrebbe fatto una cosa del genere.
Gilio e Gilia inteneriti dal racconto chiesero allora alla mamma dalle pinne rosse se voleva essere aiutata quando era costretta a lasciare il piccolo da solo, così da poter trovare una soluzione ai suoi problemi.
La mamma dalle pinne rosse commosa dal generoso gesto, accettò la proposta, così tutti insieme si diressero verso la tana della Famiglia dalle pinne bianche nel mare dell’Amicizia.
Gilietto e Giuggiola all’inizio erano molto contenti, soprattutto Gilietto perché il suo amato papà aveva salvato una vita insieme allo sforzo della mamma. Era molto oroglioso dei suoi genitori perché stavano aiutando dei cetacei in difficoltà. A Gilietto il piccolo dalle pinne rosse gli fù da subito simpatico perché in lui vedeva un compagno di giochi e di scorribande. Insomma, pensava che ci sarebbe stato proprio da divertirsi tutti insieme.
Ma ad un certo punto il sorriso scomparve dal musetto di Gilietto. Al suo posto figurò un broncio, sempre più cupo.
Gilietto da solare e vivace che era, iniziò ad essere nervoso, scontroso e insofferente verso qualunque cosa i suoi genitori gli dicessero. Non solo lui, ma anche la sorella Giuggiola, che lo spalleggiava ogni volta che si opponeva o criticava i genitori.
Ma cosa era successo al piccolo Gilietto?
Che cosa lo rendeva così nervoso verso mamma e papà che tanto amava?
Perché da sereno e giocherellone era diventato veramente Scorbutico!!!
Il papà e la mamma si erano accorti del cambiamento nel loro piccolo tesoro, soprattutto il papà. Questi notò che il cambiamento era avvenuto in corrispondenza dell’arrivo in casa del piccolo trovato con la mamma nella spiaggia del corallo color oro.
Eh sì era proprio così! Il Papà sentiva che Gilietto temeva che il suo nuovo amichetto, il delfino dalle pinne rosse, gli portasse via le attenzioni e l’affetto del suo papà.
Gilietto temeva di dover spartire l’amore del suo papà, con il piccolo dalle pinne rosse che, a differenza di Gilietto, non aveva più il suo papà vicino. Questo papà infatti era stato preso da un circo e quindi non poteva stare a fianco del suo tesoro.
Gilietto, quindi, provava un sentimento di gelosia e paura perché sentiva che il SUO papà quando c’era da giocare, guardava e scherzava anche con questo piccolo. Quando c’era da parlare, rivolgeva la parola anche a lui. Quando c’era da fare qualcosa, tipo dei lavoretti in giardino o nel garage, anche a lui gli veniva chiesto di partecipare.
Gilietto che prima sentiva su di sé e sulla sorella le attenzioni esclusive del papà e della mamma, ora sentiva che le doveva spartire con qualcun altro, che tra l’altro, non era neanche un componente della famiglia.
Mentre Gilietto continuava ad essere scontroso e nervoso il papà riferì della sua sensazione alla mamma che era veramente tanto preoccupata.
I due genitori decisero allora di parlare ai loro figlioli portandoli nei luoghi del Mare dell’Amicizia a loro tanto cari.
Fu così che durante questa nuotata i genitori spiegarono ai loro figli che per quante carezze, abbracci o complimenti avessero mai fatto ad altri delfini grandi e piccoli, per quanta ospitalità ed aiuto avessero concesso ad altri, LORO E SOLO LORO erano i DELFINI DALLA PINNA BIANCA, e l’amore di mamma Gilia e di papà Gilio per i loro figlioli sarebbe stato eterno e nessuno avrebbe mai potuto cambiare questa realtà.
Dopo queste parole i genitori abbracciarono forte forte i loro adorati cuccioli; papà strinse a sé Cucciolo e mamma strinse a sé Dafne in un caloroso e sentito abbraccio.
I piccoli si lasciarono così andare in un pianto liberatorio chiedendo scusa a mamma e papà per il loro comportamento.
Fu così che mentre tornarono a casa i piccoli saltavano dentro e fuori dall’acqua, gioiosi e tranquilli per l’amore esclusivo che mamma e papà avevano per loro.
Fu così che si ripromisero di aiutare i loro genitori ad aiutare la famiglia dalle pinne rosse ed ogni altra famiglia che in futuro avesse avuto bisogno di loro. L’amore di mamma e papà gli aveva fatto capire e sentire il senso dell’altruismo e della condivisione.
Scritta da Barbara CAMILLI, Laura IZZI ed un gruppo di genitori della Parrocchia di S. Antonio di Novara








