Il vento Misciaron
C’era una volta, non molto distante da qui, un piccolo paese di nome Sentimento circondato da tanti bellissimo fiori.
Questi fiori però non erano come tutti gli altri. Erano dei fiori SPECIALI perché avevano dentro di sé qualcosa di unico, si chiamavano infatti “Fiori Goguè” di modo che chiunque li coglieva poteva dire: “Un fiore Goguè…che è bello proprio come me”. Ogni fiore aveva un colore, una forma e un profumo tutto particolare, così particolare da incantare ogni passante si trovasse nei paraggi: dai viandanti, agli innamorati, dai genitori, ai bambini fino ai nonni…
Tutti ne rimaneva colpiti.
Sentimento era un paese piccolo e per questo abbastanza tranquillo, nel senso che non c’era il caos della città, con i suoi clacson e i suoi semafori. Inoltre, tutti gli abitanti del paese si conoscevano. Si conosceva il vicino di casa e il vicino del vicino. Si conosceva il panettiere e il salumiere, ma anche il fruttivendolo e il postino, che tutte le mattine dava il buongiorno ai compaesani. Era come vivere in una grande famiglia, dove sai che puoi sempre contare su qualcuno, specie se sei in difficoltà.
Un giorno però accadde qualcosa di inaspettato. Così inaspettato che tutti gli abitanti adulti di Sentimento per la prima volta non sapevano cosa dire e fare, perché increduli per quel che era accaduto.
Dovete sapere che quel giorno, a causa di un forte temporale estivo, era arrivato in paese il potentissimo vento MISCIARON. Si chiamava così, perché con forza riusciva a sollevare qualsiasi cosa da terra trasportandola altrove. Così facendo mischiava ogni cosa, creando un gran caos perchè tutto era fuori posto. Era proprio un vento dispettoso MISCIARON, perché si divertiva a sparpagliare qualunque cosa trovasse nel suo cammino; come i fiori, che volavano in alto in alto fin sopra il tetto delle case, o i cespugli che volavano in alto in alto fin sopra il tetto della chiesa, e poi li tegole dei tetti che volavano così in alto da raggiungere i satelliti nello spazio, e poi i panni stesi dalle mamme sui balconi, questi puntualmente finivano per terra a formare un enorme tappeto colorato lungo tutte le vie del paese. La cosa più divertente però erano le tovaglie dei ristoranti all’aperto: queste sembravano una bandiera che svolazzava attaccata al palo del Comune. Di sicuro era una bandiera multicolore, come l’arcobaleno.
Questa volta però il vento MISCIARON lasciò ogni cosa al suo posto sparpagliando ovunque soltanto i fiori Goguè. Ecco che dove un tempo c’erano i fiori Goguè ora c’era solo un grosso buco, dal quale si potevano ammirare i lombrichi che strisciavano sottoterra.
Era un paesaggio tristissimo perché non c’era più un fiore a dare allegria al paese.
Le mamme erano molto dispiaciute per l’accaduto, perché i fiori Goguè non erano più nei balconi e nei giardini a dare colore e gioia alle loro giornate. Ma anche i papà erano rattristati, non solo perché vedevano le mogli giù di morale, ma anche perché, quale fiore avrebbero colto adesso, quando tornavano dal lavoro da dare alla moglie!?
CHE GUAIO!!!
CHE COSA SI POTEVA FARE???
Bè!!! Una soluzione c’era ed erano i bambini del paese. Grazie alla loro purezza d’animo avrebbero aiutato i genitori a ritrovare tutti i fiori che erano stati sradicati e portati via dal vento MISCIARON.
Ma non era così facile come può sembrare, anche perché si trattava dei fiori Goguè, i fiori speciali.
Dovete sapere che questi fiori provavano anche loro dei sentimenti, proprio come noi. Provavano gioia, soprattutto se c’era una bella giornata; la paura, se come in questo caso qualcuno li strappava dalla terra e li portava via; a volte poi si arrabbiavano, ad esempio se il temporale durava troppo e per questo non potevano aprire i petali…..
Nel pensare ai fiori tutti i bambini dissero ai propri genitori:
“Chissà che paura che avranno, adesso. Adesso che sono lontani da casa. Che paura! Che paura!
Chissà poi che tristezza nei loro cuoricini, adesso. Adesso che sono lontani da casa. Che tristezza! Che tristezza!
Chissà che paura poi di non riuscire a cavarsela da soli, adesso. Adesso che sono lontani da casa. Che sfiducia! Che sfiducia!”
Ad un certo punto però, come per incanto, il cielo si rischiarò, allontanando tutte le nuvole grigie del temporale. Anche il vento si placo fino a scomparire del tutto. Al suo posto arrivò un vento caldo e confortevole che accarezzava le guance di tutti e poi……da lontano…….dei puntini, simili a fiocchi di neve si stavano avvicinando.
Bè, a guardare bene non erano affatto fiocchi di neve, bensì erano i fiori Gogue, che uno dopo l’altro stavano ritornando al proprio posto, come il mimolo giallo, l’ippocastano rosso, la senape selvatica, l’erica, il larice, la balsamina e il caprifoglio erano ritornati nei balconi e nei giardini più belli che mai.
A quel punto un papà disse: “cari i nostri piccoli, per noi che abitiamo nel piccolo paese Sentire è molto importante sentire tutte le emozioni. Tutte, dalla più bella alla meno bella. È importante sentirle tutte, perché ognuna di loro dà forza e colore alla gioia di vivere. I fiori hanno sentito che gli siete stati vicini, ma soprattutto hanno sentito che eravate in pena per loro e così il vostro sentire è stato un richiamo molto forte. Così forte da fargli ritrovare la strada di casa.
Anche la mamma e il papà sentono quello che provate. Anche se siete lontani.
Bravi piccoli cari…”








