• E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago

L'albero Alfons

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

C’era una volta, non molto lontano da qui, un piccolo alberello dalla lunga e folta chioma fogliata di tutte le sfumature di verde. Si chiamava Alfons ed amava tanto i suoi folti e fluenti rami.
Ma ci pensate: un albero che aveva la fissa del look. E sì, perché dovete sapere che Alfons si era messo nella chioma l’idea che doveva andare dal parrucchiere. E non un parrucchiere come ce ne sono tanti, bensì dal Lugiardinier, famoso per le potature a casco, alla paggetto, a virgola, a ciuffo, con le trecce, a chignon, a coda di cavallo, a crocchia, con i riccioli o con i boccoli ed infine con il toupet.
Ma come mai dal parrucchiere direte voi.
Sul come mai è facile rispondere: Alfons viveva in una città di provincia, di nome Bitigar proprio di fronte ad un centro commerciale.
Il centro commerciale è un posto particolare perché la gente vi entra con carrelli vuoti oppure semplicemente a piedi ed esce con carrelli pieni di roba, oppure, per quelli che non avevano il carrello, con sacchetti ricolmi di ogni bene. Particolare sono gli sguardi!! Spesso chi entra sorridente esce ancor più sorridente e pieno di sacchetti, altri escono muniti di carrello pieno più cibo in mano, altri ancora sono irriconoscibili nel nuovo new look! E sì, quelli sono i tipi che piacciono di più ad Alfons perché sono passati dal Lugiardinier degli uomini.
Il Centro Commerciale era proprio un posto strano. Gli uomini erano soliti recarsi ad ogni ora del giorno, da lunedì a lunedì, giorni di festa compresi. Alfons mentre vedeva la gente entrare ed uscire ricordava quando un tempo gli uomini, in quegli stessi giorni (il sabato e la domenica appunto) avevano l’abitudine di portare i figli al parco per correre e giocare. Il tempo in cui gli alberi venivano abbracciati per giocare a nascondino, o accarezzati per arrampicarsi sui suoi rami, ora invece gli alberi, come Alfons, si sentivano dimenticati dagli uomini e anche dai bambini. Questi una volta loro amici e confidenti sembrano dimenticarsi di loro, se non per rompere i rami o per strappare le foglie, così tanto per fare qualcosa!
Ma torniamo al centro. Stavo dicendo che questa è l’epoca in cui i figli si portano fuori di casa per potarli ai centri: centro scuola, centro turistico, centro ricreativo, centro sportivo, centro estetico, centro commerciale.
Da un posto all’altro! Da un Centro ad un Centro. Che fantasia!!
I parchi infatti erano sempre più vuoti, le stradine di campagna erano sempre più deserte, come deserti erano i campetti di calcio. Alfons era un alberello di città ed invidiava molto i suoi amici di campagna e di montagna. Loro si che erano felici pensava. “Loro stanno in compagnia e se la contano su. Io invece sono qui, tutto solo, davanti all’ingresso di un centro commerciale, dove non posso neanche entrare. Uffà!!!! Mi sento proprio solo!” si diceva.
Il nostro Alfons era stanco di non parlare con nessuno. Le uniche persone alle quali dava parola erano le formiche e i passerotti che si appoggiavano lungo i suoi rami. Poi ogni tanto sussurrava a qualche farfalla ma era sempre più raro vederle, mentre i topi di tutte le dimensioni stavano affollando i sottoborghi del Centro commerciale. Ce n’era uno poi che era meglio non salutarlo, perché se aveva la giornata storta poteva anche starnutarti addosso. Si chiamava Sterny il Ciuuù!
Alfons sapeva in cuor suo di non appartenere a quell’ambiente ma per noia e solitudine aveva iniziato a coltivare un sogno: andare dal parrucchiere a sistemarsi la chioma proprio come le siepi che circondavano il Centro commerciale e che puntualmente venivano sistemate dal cuoaffer di fiducia del Centro commerciale. Tutti gli anni, due volte all’anno arrivava lo stilista delle siepi e le sistemava in un modo davvero sublime: un accorciata su, una sistemata giù e oooplà la siepe era pronta uguale alla siepe posta di fianco, che era uguale a tutte le altre siepi sistemate dal famoso restailing delle siepi di Bitigar.
Il nostro piccolo alberello era diventato ambizioso e nonostante non fosse nella sua natura voleva essere come la siepe: voleva una sistemata di spazzola a tutti i suoi rami, così da sentirsi come gli altri. Anche se non erano alberi!!
Mentre Alfons era intento a pensare di andare dal parrucchiere Lugiardinier non si era accorto che i suoi rami erano sempre più affollati di passerotti. Questi vista la stagione primaverile, lo avevano scelto come albergo dove pernottare. Era l’unico in zona dotato di molti confort, era l’unico infatti che aveva le stanze con vista sul cortile: una cosa sublime per i passerotti di campagna abituati a tutt’altro genere di panorama.
Come tutte le stagioni di primavera il tempo riserva sempre delle grandi sorprese. E così fu anche quella volta!
Mentre Alfons aveva il pensiero fisso di andare dal parrucchiere Lugiardinier non si era accorto di tante cose: che era l’albero con i rami più carichi di foglie di tutti. Questo aveva permesso ad un gran numero di passerotti di sceglierlo per pernottare lungo tutto il periodo estivo cantando e ballando allegramente. Alfons preso dai suoi pensieri non si era nemmeno accorto dei tanti bambini che si ritrovavano a giocare sotto di lui con la palla, con il secchiello e la paletta o con le macchinine.
Insomma Alfons non si era proprio accorto che lui, proprio lui era apprezzato ed amato per essere l’albero che era.
Ad un certo punto, come ogni primavera, arrivò un fortissimo temporale, con lampi, tuoni e tanta ma tanta acqua.
Era un fuggi fuggi di persone, che con carrelli e sacchetti tentava di arrivare alla macchina. Mentre la pioggia scrosciava rumorosamente intorno ad Alfons si poteva udire un canto fortissimo di uccelli migratori. In quel momento Alfons capì che cosa stava accadendo. Tutti gli uccellini della provincia erano andati a ripararsi sotto i suoi rami fogliati, che come un ombrello stava  impedendo all’acqua di entrare. Insieme ai passerotti c’erano farfalle, formiche, cicale, mosche,  e tanti bambini: tutti quelli che stavano giocando sotto di lui prima che arrivasse il temporale. Commosso da tanta amicizia, si rese conto che non era per nulla solo come lui credeva. Certo non aveva tanti amici alberi come i suoi amici di campagna, ma ne aveva tantissimi tra gli animali ed i bambini.
Questo bastò a far passare di mente al nostro amico Alfons la fissa per il parrucchiere.
E sì!!
Si era reso conto che erano proprio i suoi bei rami carichi di foglie a renderlo unico. Se avesse potato i suoi rami dove sarebbero andati i passerotti e gli altri animali?
Di certo non più da lui.
Orgoglioso dei suoi rami, Alfons decise di prendersi cura di loro, rispettando la sua natura di albero.



Barbara Camilli

* *