La storia del suono che andava d'accordo
C’era una volta un paese che si chiamava SENZASUONO in Provincia di NOIA e aveva un grave problema.
Gli strumenti musicali di quel paese, quelli che vendevano nei negozi, quelli che le persone avevano a casa, si rifiutavano di suonare, o da essi uscivano dei suoni strampalati. I musicisti della banda del paese erano rimasti senza lavoro, il teatro dell’opera aveva chiuso perché l’orchestra non poteva suonare e anche i gruppi di amici ragazzi e ragazze che si ritrovavano per suonare insieme in allegria diventarono molto tristi e iniziavano ad annoiarsi.
Anche i ragazzi non potevano dedicare le canzoni alle ragazze e i fidanzati non potevano cantare la serenata alle fidanzate
Ai matrimoni non c’era la musica.
Lo zio non poteva suonare il suo violino ed era sempre più arrabbiato prendendosela con tutti
Insomma il problema c’era.
Noi immaginiamo la storia di uno di questi strumenti del paese di SENZASUONO, che era una bellissima chitarra costruita da un bravissimo liutaio usando un legno molto buono e mettendo delle corde molto belle.
Insomma una vera chitarra pregiatissima che avrebbe ottenuto dei bellissimi suoni, adatta per suonare tutti i tipi di musica, classica, flamenco, folk, rock, blues, ecc
Era veramente una bellissima chitarra che faceva proprio invidia a tutti i musicisti i quali tutti avrebbero voluto averla per potersi esibire ed avere un successo strepitoso data la grande qualità del suono.
Ma anche lei come gli altri strumenti musicali era vittima di quel fatto molto strano.
Infatti tutte queste bellissime idee di questi grandi musicisti rimanevano sempre nel cassetto, come dei grandi sogni perché tutti i musicisti che avevano deciso di comprare questa chitarra per suonarla nei loro concerti, avevano constatato che era impossibile suonare poiché non si riusciva mai ad accordarla.
Infatti, per quanto essi facessero dei tentativi, dalla chitarra uscivano sempre dei suoni strani che non andavano d’accordo tra loro.
E cosi poiché non si riusciva a trovare mai chi sarebbe stato in grado di accordarla, la musica non si poteva ascoltare; e c’era tristezza nel paese
Per la verità si fecero molti tentativi per risolvere questa situazione.
Tentativi di cui vogliamo narrarvi ora.
Per risolvere la situazione si riunì il Consiglio Comunale e vennero prese delle solenni decisioni.
Dopo giorni di riunioni il Sindaco con la fascia al petto usci dal Consiglio Comunale e davanti alla popolazione del paese di SENZASUONO disse:
“Nel nome del Popolo Italiano abbiamo deciso di indurre un bando aperto a tutti i cittadini di SENZASUONO, ma anche a tutti i cittadini italiani per trovare chi riesca ad accordare questa chitarra e questi strumenti musicali poiché non ce la facciamo più a stare senza suono
Si faccia avanti chi se la sente e se ci riuscirà diventerà sindaco del paese e sarà da tutti ricordato per essere riuscito a riportare la musica in questo paese.
Gli faremo un grandioso monumento, avrà una somma di danaro elevatissima e sarà messo nei libri di storia per la sua impresa che verrà ricordata nei secoli.”
Alla fine del discorso, tutti applaudirono, ma non si sentì nessun suono del battito delle mani
E tutti dissero: “Speriamo che qualcuno riesca ad accordare questa chitarra perché siamo proprio stufi di non poter mai fare nulla d’allegro
Quando siamo contenti e allegri non possiamo neanche farlo capire battendo le mani”.
Per primo dunque si fece avanti il medico del paese che era anche un valente musicista e disse “io ho tanto studiato conosco bene tutte le malattie dell’uomo e vedrete che riuscirò ad accordare questa chitarra che in fondo è un pezzo di legno”
Incominciò a tendere le corde e a provare ad accordare il La con il MI e dentro di lui pensava: “Chissà quando riuscirò ad accordare questa chitarra che grande monumento mi faranno, forse lo faranno alto 20 metri e io vi sarò raffigurato con la chitarra e sotto la scritta “Dott. IL PIU BRAVISSIMO DI TUTTI” che riuscì a riportare il suono nel paese”
Poi provò ad accordare il LA con il Re e mano a mano che si avvicinava al successo dell’impresa, nella sua mente il monumento diventava sempre più grande e lui continuava a pensare “chissà come mi invidieranno gli altri medici …” “chissà che grande blocco di marmo useranno per il mio monumento e come sarà scritto in grande il mio nome”
E continuò a tendere le corde fino a giungere all’ultimo accordo mentre tutta la popolazione rimaneva a guardarlo con il fiato sospeso in attesa di esplodere in un applauso che finalmente avrebbe potuto avere il suo suono
Stava per provare ad accordare il RE con il SI quando la corda del SI si spaccò all’improvviso gridando un secco “NO altro che SI”
Tutta la popolazione esclamò un grande “Ohhh che peccato”
Ma il Sindaco spazientito disse: “Avanti un altro”
Il medico tornò nel suo studio a visitare i malati e tutti erano contenti perché era un bravissimo medico.
Si presento allora nella piazza il superdirettore della Banca SOLDONI e disse “proverò io ad accordare la chitarra, ma ad un patto e cioè che possa fare questo lavoro da solo e non in piazza davanti a tutta la popolazione.”
Il permesso gli fu accordato ed egli si chiuse in una stanza ben sorvegliata dall’esterno.
Iniziò il lavoro mentre tutti fuori dal palazzo erano pronti e speranzosi.
Chiuso nella sua stanza mentre stava lavorando con le corde della chitarra però egli non pensava alla gioia di riavere il suono nel paese, ma alla elevatissima somma di danaro che era stata promessa a chi fosse riuscito ad accordare la chitarra e che avrebbe fatto della sua banca la più grande banca di tutto il paese e forse di tutta la nazione.
E pensava: “chissà come mi invidieranno quando vedranno le mie grandi scritte e le mie grandi insegne “CON LA BANCA SOLDONI IL PAESE SARA’ SEMPRE CON I SUONI”
Per la verità quest’uomo era molto abile e addirittura riuscì nel suo intento di accordare la chitarra
Era davvero riuscito, il Re era accordato con il Si il Mi basso con il Mi alto, il La con il Sol e tutto era a posto
Dalla sua stanza fece una telefonata al Sindaco per annunciare che era riuscito ad accordare la chitarra e che si doveva riunire tutta la popolazione per l’occasione del primo suono musicale nel paese dopo anni di senza suono.
Per questo appuntamento grandioso fu fissato un Sabato sera del mese di Maggio perché era sicuramente bel tempo e l’orario delle ore 21.00 cosicché i bambini non dovevano studiare e sarebbero potuti venire anche loro con i genitori gli zii, i nonni i cugini e i vicini di casa.
Tutto era pronto e le televisioni di tutta la nazione come ad esempio canale 5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15 avevano mandato le loro telecamere per trasmettere in televisione il grande evento.
Ma se tutti erano in piazza chi guardava la televisione? Non si sa.
Alle 21.00 in punto di Sabato era arrivato il grande momento.
Il sig. Direttore Megagalattico della Banca Soldoni si presentò sulla piazza del paese con l’ormai celeberrima chitarra tra le mani, sotto la luce di potenti riflettori di tutte le televisioni che intanto erano diventate la 16 –17-18-19-20
Mentre stava dando la prima solenne pennata con il plettro sulle corde della chitarra pronto a raccogliere l’applauso di tutto il paese, iniziò ad immaginarsi nella sua mente il suono di tutte quelle monete che avrebbe guadagnato con questa impresa e a immaginare anche il suono di quelle monete che sarebbero entrate nella sua banca dopo che tutti i cittadini lo avrebbero portato in trionfo.
Era al settimo cielo, diede allora la prima pennata sulle corde…
Dalla chitarra usci un metallico suono di monetine che cadevano per terra, non credendo ai suoi occhi e alle sue orecchie diede una seconda pennata e il suono delle monetine divenne grande come una cascata di metallo.
E si poteva sentire anche il suono che fa un centesimo di euro quando cade.
Vi fu un “Oh che peccato” che venne trasmesso da tutte le televisioni presenti, dalla 5 alla 20 contemporaneamente.
Ma tanto non c’era nessuno che le guardava.
Il Sindaco senza arrabbiarsi disse: “Avanti un altro”
Il Sig. SuperDirettore della Banca Soldoni disse “Beh però almeno il suono delle monetine sono riuscito a farvelo sentire”
“E’ vero, bravo” risposero tutti, “ ma noi vogliamo sentire il suono della gioia che produce la musica”
Tornò nella sua banca.
Si fece avanti allora il sig. PENSIEROINFALLIBILE che era un grande filosofo e psicologo; il più grande del paese e aveva studiato tutto il pensiero dei filosofi esistenti su tutta la terra, dalla preistoria fino ad oggi e tutta la psicologia.
Sapeva cosa pensavano i dinosauri della musica e cosa pensavano i marziani della musica
Proprio un bel tipo direi visto che aveva un cappello a forma di cervello.
Egli pensò a come poter fare e disse a tutti che sarebbe bastato parlare alla chitarra di cosa pensavano i più grandi musicisti della storia
Si appartò per giorni e giorni parlando alla chitarra delle bellezze della musica nelle varie età dell’uomo
Gli parlò di cosa faceva l’arpa nell’antica Grecia e della musica del medioevo, gli parlò dei violini e del pianoforte nel 1700 e delle ultime canzoni del festival di Sanremo
La chitarra era davvero affascinata da tutti quei discorsi sulla musica e sui suoi amici strumenti musicali
Il filosofo–psicologo cercava di fare in modo che la chitarra si ricordasse di tutti i suoi antenati strumenti musicali in modo da ricordarsi di avere un suono.
E mentre le parlava pensava: “sicuramente mi metteranno in prima pagina nei libri di storia e di filosofia e diventerò il più grande e stimato filosofo del mondo.
Sicuramente farò grandi libri sulla psicologia del come fare parlare le chitarre mute da 100 anni”
Alla fine di tutti quei discorsi quando fu sicuro che la chitarra avrebbe prodotto i suoi dolci suoni, convocò tutti.
Ma sorprendentemente la chitarra davanti a tutti, invece che suonare si mise a piangere.
E piangendo diceva: “sono proprio sola e amareggiata, non si riesce trovare qualcuno che riesca a mettere d’accordo i suoni delle mie corde, eppure avrei tanta bella musica da far ascoltare.
Non ci vuole molto per far suonare e vibrare insieme le mie sei corde, occorre solo trovare delle persone che siano contente di sentire insieme i sentimenti
Perché i sentimenti sono come la musica non si può stare senza sentimenti
Occorrono delle persone che non abbiano paura di sentire i sentimenti e di comporli insieme attraverso la melodia dell’amore.
Per far ritornare la gioia occorre che ci siano due persone disposte a sentire lo stesso suono dei sentimenti senza avere paura e soprattutto senza avere vergogna.
Si fecero allora avanti un bambino con il suo papà e una bambina con la sua mamma
La mamma disse che lei aveva un modo sicuro per accordarsi con la sua bambina, un modo che funzionava anche quando la figlia era arrabbiata o triste o si sentiva sola.
Questo modo era quello di abbracciare la figlia, disse che quando la figlia la abbracciava poteva sentire gli stessi sentimenti della figlia e se erano stonati poteva ricomporli con il suo amore di madre
La stessa cosa disse il padre del bambino maschio.
Allora la chitarra disse: “Bene allora siete voi che avete davvero la possibilità di accordarmi e farmi suonare! Che cosa aspettate a farlo?”
Il papà e la mamma risposero: “aspettiamo che i nostri bambini abbiano fiducia in noi e in questo abbraccio”
La chitarra si rivolse allora ai bambini, il maschio e la femmina dicendo loro: “perché non vi fidate delle uniche persone che possono sentire e capire i vostri sentimenti, delle uniche persone che davvero vogliono essere sempre in accordo con Voi?”
I bambini risposero: “ è vero chitarra, ma noi ci vergogniamo un po’ a farci abbracciare dai nostri genitori e poi loro non sono così tanto intelligenti come il medico, non hanno così tanti soldi come il SuperDirettore della Banca Soldoni, non sono così importanti come il filosofo–psicologo sig. Pensieroinfallibile”
La chitarra alzò un po’ la voce verso i bambini e disse loro: “Ma svegliatevi, dove trovate due persone che vi vogliono bene così come il papà e la mamma? Solo loro possono davvero gioire profondamente insieme e voi.
Forza coraggio accettate l’abbraccio dei vostri genitori, è da cent’anni che sto aspettando di poter suonare, ora basta! Datemi questa possibilità di far sentire a tutti il mio suono!”
Allora i bambini si lasciarono abbracciare e più si stringevano ai loro papà e alle loro mamme più iniziava a sentirsi una certa musica in tutto il paese.
Una musica che poco alla volta fece ballare tutti.
Allora il Sindaco felicissimo, immediatamente cambiò il nome del paese che da quel giorno in poi si chiamò: “BENESUONO”
Perché il Sindaco disse: “E’ proprio il bene dei genitori che trasforma in vita tutto ciò che sembra triste, senza speranza e senza vita.”
Dottor Maurizio Molteni








