I caldomorbidi
Rivisitazione della fiaba di C. Steiner “I caldomorbidi”
(fiaba per aiutare i bambini – e gli adulti- a stare bene con gli altri)
C’era una volta un luogo, molto tempo fa dove vivevano delle persone felici.
Per poter comprendere quanto erano felici dobbiamo spiegare come erano solite andare le cose in quel tempo e in quel luogo.
Vedete, in quei giorni felici, quando un bambino nasceva, trovava nella sua culla vicino a dove appoggiava il pancino un piccolo soffice sacchetto morbido
E quando il bambino infilava la sua manina nel sacchetto, poteva sempre estrarne ….un caldomorbido.
Questo caldomorbido ricordava ai bambini l’emozione che essi provavano quando sentivano vicino vicino il loro genitore, la loro mamma e il loro papà.
Quando venivano abbracciati e coccolati.
Questa naturale abitudine a farsi voler bene dai genitori aveva fatto di quel paese un luogo pieno di pace.
Infatti, sentendosi amati e sapendo che anche gli altri, i bambini e gli adulti avevano i loro caldomorbidi, essi non avevano paura a voler bene agli altri bambini.
Perché, infatti, l’amore non può che portare pace
Così in quel tempo i caldomorbidi erano molto diffusi tra i bambini a scuola e tra gli adulti al lavoro.
Infatti, in qualunque momento un bambino o un adulto ne sentiva il bisogno poteva prenderne uno e così si ricordava subito delle coccole e dell’abbraccio del suo papà e della sua mamma, sentendosi rassicurato e pieno di fiducia.
Se per qualche motivo i bambini o gli adulti non avessero avuto con una certa regolarità il calore dei caldomorbidi, correvano il rischio che dentro di loro si sviluppasse una strana malattia che partiva dalla spina dorsale e che lentamente li portava ad incurvarsi
(fare il gesto di incurvarsi e farlo fare ai bambini)
In quei giorni quindi era molto facile avere dei Caldomorbidi e s’incontrava sempre qualcuno che ne chiedeva e qualcuno che ne dava volentieri
Quando un bambino cercando nel suo sacchetto, tirava fuori un caldomorbido, questo aveva la forma di due mani calde che abbracciavano e davano un calore caldo e tenero.
Subito, vedendo la luce del giorno le piccole mani, sbocciavano in un grande e vellutato cuore caldomorbido
Quando il caldomorbido veniva posto sulla spalla di una persona o sulla testa o sul petto e veniva accarezzato, piano piano si scioglieva ed entrava nella pelle e permetteva a questa persona di sentirsi bene a lungo.
( bambini quando voi vi sentite di stare bene, di sentirvi bene per tanto tempo, contenti, caldi e sicuri come questi bambini della fiaba?)
Le persone di quel paese e soprattutto i bambini delle scuole ovviamente si frequentavano molto e si scambiavano reciprocamente i caldomorbidi
Naturalmente erano sempre gratis ed averne a sufficienza non era mai un problema.
Con tutta quest’abbondanza di caldomorbidi, in questo paese tutti erano felici e contenti, caldi e morbidi e sicuri per la maggior parte del tempo.
Sapendo poi che anche gli altri bambini avevano questi caldomorbidi, nessuno dei bambini aveva paura degli altri bambini o pensava di essere sopraffatto da loro, perché sapeva che anche gli altri bambini erano in pace.
Ma un brutto giorno la strega Divoragioia che viveva da quelle parti si arrabbiò perché era molto invidiosa e pensava di non poter essere mai contenta e gioiosa come le persone di quel paese e decise di mettere in atto un piano per rubare la gioia alle altre persone.
( bambini, a voi capita di sentirvi invidiosi)
In una bella mattina di primavera mentre una bambina di nome Vera giocava serena in un prato con gli altri bambini suoi compagni di classe, la strega avvicinò un suo compagno di classe di nome Luca e gli sussurrò all’orecchio: “ Guarda Luca, guarda come Vera sta sprecando tutti i caldomorbidi che ha, perché li sta dando alla tua amica Elisa.
Sai, se Elisa se li prende tutti, può darsi che a lungo andare non ne rimanga più nessuno per te ”
Luca rimase a lungo a pensare alle parole della strega
Poi si voltò verso di lei e disse: “ Intendi dire che può darsi che non troveremo più un caldo morbido nel nostro sacchetto tutte le volte che lo cercheremo?”
E la strega rispose:
“Quando i caldomorbidi saranno finiti saranno finiti . E non ne avrai assolutamente più”
Detto questo volò via sghignazzando fra sé
Luca fu molto colpito da quanto gli aveva detto la strega e da quel momento cominciò ad essere timoroso e turbato perché gli piaceva l’emozione di sicurezza e d’amore che davano i caldomorbidi e non voleva proprio rimanerne senza
E pensava pure che la sua amica Vera non facesse una cosa buona dando tutti quei caldomorbidi ai bambini e alle altre persone.
Così cominciò ad intristirsi tutte le volte che vedeva Vera dare un caldomorbido a qualcun altro.
(vi capita mai bambini d’essere gelosi o tristi perché qualche amico o amica ha più giochi di voi o ne ha qualcuno che voi vorreste assolutamente avere?)
La sua amica Vera si accorse della tristezza di Luca e poiché gli voleva molto bene, essa smise di dare così spesso caldomorbidi agli altri bambini riservandoli invece per lui.
I bambini vedendo questo cominciarono naturalmente a pensare che fosse una cosa cattiva dar via caldomorbidi a chiunque e in qualsiasi momento venissero richiesti o si desiderasse farlo
E piano piano, senza quasi nemmeno accorgersene diventavano sempre più timorosi di perdere qualcosa.
Così anch’essi divennero più esigenti.
Tennero d’occhio i loro genitori e quando vedevano che uno di loro dava un caldomorbido all’altro, essi impararono ad intristirsi.
E così anche i loro genitori per non vedere i figli tristi se ne davano sempre di meno e anche lo facevano di nascosto, perché così pensavano che non avrebbero fatto soffrire i loro bambini.
Sappiamo bene come siano contagiosi i timori e le paure
(bambini cosa sono secondo voi i timori e le paure? In quali occasioni vi sembra di provarli?).
Cosi in men che non si dica queste paure si sparsero in tutto il paese e sempre meno bambini, sempre meno adulti si scambiavano i caldomorbidi.
Nonostante ciò i bambini potevano comunque sempre trovare un caldomorbido nel loro sacchetto tutte le volte che lo cercavano.
Ma essi cominciarono a cercare sempre meno nel loro sacchettino e contemporaneamente a non volerne dare più agli altri.
Presto tutti i bambini pensarono che non c’erano più dei caldomorbidi e iniziarono così a sentire meno caldo e meno morbido a sentirsi meno protetti e meno sicuri (bambini quando vi capita di sentirvi poco protetti?) e alcuni di loro cominciarono ad incurvarsi e appassire.
Questa malattia dovuta alla paura di dare i caldomorbidi agli altri bambini, che prima della venuta della strega era una malattia molto rara, ora colpiva sempre più spesso.
E sempre più la strega Divoragioia riusciva a vendere pozioni e unguenti per guarire da questa malattia.
Essa faceva dei grandi affari, ma nonostante questo i bambini non stavano per nulla meglio e la situazione stava diventando di giorno in giorno sempre più drammatica.
A pensarci bene la strega cattiva in realtà non desiderava che la gente morisse, poiché i morti non comprano balsami o pozioni, così cominciò a studiare un nuovo piano.
La strega fece distribuire gratuitamente a ciascuno un sacchetto in tutto simile al sacchetto dei caldomorbidi eccetto per il fatto che questo era freddo mentre l’altro era caldo.
Dentro il sacchetto della strega infatti c’erano i ferroruvidi.
(bambini, cosa vuol dire la parola ruvido- cosa è una cosa ruvida?)
Questi ferroruvidi non facevano sentire i bambini sicuri , ma li facevano sentire freddi e ruvidi, per esempio nessun bambino aveva più voglia di cercare compagni per giocare, tutti volevano rubare i giocattoli agli altri bambini e qualcuno anche romperli perché pensava: “Se io non li ho allora neanche gli altri bambini li devono avere”
Così tutte le volte che qualcuno diceva: “Desidero un caldomorbido”, i bambini e gli adulti che erano arrabbiati e spaventati perché avevano paura di darli, rispondeva:
“Non ti posso dare un caldomorbido, gradisci però un ferroruvido?”
A volte capitava che due bambini che giocavano insieme durante l’intervallo delle lezioni scolastiche, dentro di loro pensavano che avrebbero anche potuto scambiarsi dei caldomorbidi, ma o un bambino o l’altro , aspettava che fosse l’altra o l’altro ad offrirglielo.
Così nessuno però si muoveva e tutti e due , finivano per cambiare idea sullo scambiarsi dei caldomorbidi, ma si cambiavano solo i ferroruvidi.
Stando così le cose ormai meno gente moriva di quella malattia, ma un sacco di bambini e di adulti erano sempre infelici perché sentivano molto freddo e molto ruvido.
Questo fu un periodo d’oro per gli affari della strega.
La situazione però si complicava ogni giorno di più per i bambini e gli adulti di quel paese.
I caldomorbidi che una volta erano disponibili come l’aria, divennero una cosa di grande valore e questo fece sì che gli adulti fossero disposti ad ogni sorta di inganno per averne qualcuno.
C’era chi li rubava, chi si fingeva medico dei caldomorbidi per curarli e invece poi li rubava.
In certi casi i caldomorbidi venivano presi con un po’ di violenza e quando questo avveniva succedeva una cosa strana …. Che questi caldomorbidi non sorridevano più e s’illuminavano poco poco di un colore amaro.
Prima che la strega facesse la sua apparizione i bambini e gli adulti usavano stare in gruppi di tre o di quattro o cinque persone senza minimamente preoccuparsi di chi fosse a dare i caldomorbidi.
Dopo la venuta della strega Divoragioia adulti e bambini cominciarono a tenere per sé tutti i caldomorbidi e a darli al massimo ad un’altra persona.
Qualche volta succedeva che i bambini che davano dei caldomorbidi ad altri bambini estranei alla loro classe o alla loro scuola o al loro paese, si sentivano male perché pensavano che il proprio amico del cuore (quello a cui volevano dare il caldomorbido con più gioia possibile) molto probabilmente ne sarebbe stato dispiaciuto e geloso.
( bambini avete anche voi un amico del cuore? Come fate a capire che è proprio lui o lei l’amico-l’amica del cuore?)
Succedeva anche che alcune persone camuffavano i ferroruvidi dietro un’apparenza piacevole e morbida e li spacciavano per caldomorbidi.
Questi caldomorbidi falsi venivano chiamati caldomorbidi di plastica, ma neanche quello servì e la situazione peggiorava di giorno in giorno.
I caldomorbidi erano sempre più rari e a volte anche guardati con sospetto perché si confondevano con quelli falsi di plastica.
I ferroruvidi erano abbondanti, sgradevoli ma sembrava che tutti volessero essere generosi nel regalarli agli altri.
Nessuno riusciva più ad accettarsi e volersi bene e questa cosa succedeva sia ai bambini che agli adulti
C’era molta tristezza nei cuori, paura tanta diffidenza e paura che l’altro bambino volesse “fregare e prendere in giro gli amici”
( bambini a voi capita mai di avere paura che un vostro amico vi freghi o vi prenda in giro?)
Ma tutto questo non era nel vero cuore dei bambini, infatti sappiamo che tutto era iniziato con la venuta della strega che aveva convinto le persone che a forza di scambiarsi caldomorbidi un giorno non lontano avrebbero potuto cercare nel proprio sacchetto caldo e scoprire che erano finiti.
Ma la situazione era molto triste infatti certi bambini si picchiavano perché dicevano “è mio questo caldomorbido perché me lo rubi?” –
Altri bambini dicevano “tu mi hai preso in giro io ti ho dato un caldomorbido e invece tu in cambio mi hai dato un caldomorbido falso”
Altri bambini ancora quando giocavano a pallone erano diventati così ferroruvidi che non passavano più il pallone agli altri bambini compagni di squadra.
(c’è qualcuno tra voi bambini che si lamenta perché nessuno gli passa il pallone durante la partita? C’è qualcuno tra di voi bambine che si sente esclusa dalle altre bambine?).
Cosi oltre ad esserci in giro molti bambini tristi perché non giocavano mai, anche la squadra del paese perdeva sempre tutte le partite.
E poi nei bambini c’era sempre tanta rabbia e insoddisfazione
(bambini quando vi capita di provare rabbia e insoddisfazione?)
Gli altri bambini, compagne e compagni di classe erano diventati tutti dei nemici o dei falsi amici.
La strega era riuscita così tanto a confondere le idee che i bambini non credevano più neanche ai caldomorbidi che gli davano i loro genitori
La strega era riuscita a convincere tutti che i caldomorbidi erano finiti e che nessuno avrebbe voluto darne in agli altri.
Ma non era vero, non era vero che i caldomorbidi erano finiti, solo che nessuno
Ci credeva più a questa verità e cioè al fatto che i caldomorbidi non potevano finire.
Perché la felicità ritornasse nei bambini e negli adulti di quel paese occorreva che i bambini tornassero a comprendere che i caldomorbidi che gli davano i genitori davvero non sarebbero mai finiti. E che anche nel caso della morte del genitore avrebbero potuto sentire ugualmente il suo affetto.
E per primi proprio Luca e Vera, (quelli che la strega era riuscita a convincere) dovevano tornare ad avere fiducia in questo.
Ma come fare con tutta quella paura, quella diffidenza, quella confusione, quella rabbia?
Sembrava che non ci fosse più niente da fare, finché Luca e Vera trovarono il coraggio di scrollarsi di dosso la loro tristezza e si rivolsero al loro papà e alla loro mamma dicendo:
“ Noi siamo stanchi di vedere che anche tu e la mamma non vi scambiate più caldomorbidi e noi come faremo ad andare avanti se abbiano paura di non riceverli più neanche da voi? Moriremo di freddo. E poi nel paese tutti litigano e non si trova più uno spazio per giocare, e tutti hanno paura a parlarsi, va a finire che moriremo tutti di tristezza.”
Allora la mamma di Vera e il papà di Luca dissero: “Vi aiuteremo ad affrontare la strega Divoragioia che si trova nel suo castello.
Però poterete superare questa prova solo se avrete tanta fiducia in noi e nei nostri consigli.
(bambini, come fate voi ad avere fiducia nei vostri genitori e quando ascoltate i loro consigli?)
Intanto dovete sapere che la strega Divoragioia abita in castello così in alto che dovrete camminare per duecentoventiduemiladuecentoventidue scalini per arrivarci
(bambini proviamo a ripetere …duecentoventiduemiladuecentoventidue non si riesce a finire la parola che manca un po’ di fiato – farlo ripetere un po’ a loro)
Ma dovrete fare tutti questi gradini solo di notte perché la strega di giorno vola dal castello ai villaggi del bosco per vendere le sue pozioni e vi vedrebbe sicuramente.
Invece di notte sta chiusa nel suo laboratorio.
“Ma come faremo a camminare per duecentoventiduemiladuecentoventidue scalini ?” dissero Luca e Vera, “e come faremo a non stancarci e non addormentarci sui gradini così al mattino la strega ci potrebbe catturare”
“Cari figli” risposero il papà di Luca e la mamma di Vera, “Per fare questa grande fatica dovete prima fare un lungo abbraccio con noi e ogni volta che avrete paura di non avere la forza per farcela dovrete fermarvi e dire:
-io ho la forza dell’abbraccio dei miei genitori”
Poi ricordatevi sempre che nei momenti di maggior paura dovete ripetere nel vostro cuore questa frase: “Anche se non sono qui vicino, i miei genitori mi vogliono bene e io ho fiducia in loro”
(bambini anche a voi capita di sentire la mancanza del papà e della mamma? Quando? Quando vorreste sentire la loro vicinanza?)
“Coraggio Luca e Vera è meglio che partite subito perché la notte è corta e il cammino molto lungo e faticoso, coraggio partite, noi siamo sempre con voi e vi diamo forza con il nostro pensiero e le nostre preghiere.
Ma prima venite qui facciamo un lungo abbraccio” dissero i genitori.
E così fu.
Vera fece un lungo abbraccio con la madre mentre Luca lo fece con il papà.
Poi si incamminarono verso il castello della strega con tanta forza e tanto calore dell’abbraccio dei loro genitori.
Ma dopo due ore di cammino su per quella salita di ripidi e stretti scalini cominciarono a sentire stanchezza e tanta paura di non farcela e l’idea che sarebbe presto arrivata la luce dell’alba, cosi la strega si poteva accorgere di loro.
Ma si ricordarono del consiglio del papà e della mamma che avevano detto loro: “Ogni volta che avrete paura di non farcela e vi sentite tanto scoraggiati fermatevi un momento e dite – io ho la forza dell’abbraccio della mamma – io ho la forza dell’abbraccio del papà.”
E così i bambini fecero ogni volta che si sentivano molto scoraggiati
(e voi bambini vi capita di sentirvi molto scoraggiati? Cosa fate per riprendere coraggio e fiducia? Lo chiedete un abbraccio ai vostri genitori? Gli chiedete aiuto?)
Così dopo avere fatto la fatica di camminare per duecentoventiduemiladuecentoventidue scalini, Vera e Luca arrivarono davanti alla porta del laboratorio della Strega Divoragioia
Dentro al laboratorio si sentiva un gran rumore di ferraglia perché la strega continuava a fabbricare Ferroruvidi.
Con molta apprensione bussarono alla porta dicendo che erano venuti per comprare tante pozioni magiche per i bambini di tutta la loro scuola.
La strega contenta di vendere pozioni per 100 bambini aprì la porta del suo laboratorio.
(registrazione della porta che si apre)
Come videro la strega, Luca e Vera si spaventarono molto.
Il suo volto infatti era davvero terribile
(bambini come può essere il volto terribile della strega?”)
I bambini chiusero gli occhi per la paura e per la paura non avevano in coraggio di riaprirli perché questo avrebbe voluto dire rivedere il volto terribile della strega.
Passarono alcuni secondi di grande paura in cui i bambini avrebbero voluto ridiscendere di corsa i duecentoventiduemiladuecentoventidue ripidi scalini, pur di non essere lì davanti a quel volto terribile della strega.
Allora i bambini si ricordarono del consiglio dei loro genitori che gli avevano detto; “quando avrete tanta paura dite nel vostro cuore mamma papà aiuto - mamma papà ho fiducia in te” .
Così i bambini fecero e riuscirono a sopportare la paura di trovarsi davanti alla bruttissima faccia della strega.
La strega disse: “Avete i soldi per pagare le 100 pozioni per i bambini della scuola?”
“Certo” risposero Luca e Vera, “li abbiamo qui nel sacco sulle nostre spalle. Ma prima facci vedere bene come fai a fare queste pozioni magiche?
Perché noi dobbiamo spiegare ai bambini di cosa sono fatte le tue pozioni se no i bambini non si fidano a berli sai come sono i bambini che non vorrebbero mai prendere le medicine”
(voi bambini vi fidate di prendere le medicine? E di fare le punture?)
“Va bene” disse la strega “ ma prima voi dovette mettere giù quel sacco perché ho paura che volete prendermi all’improvviso per buttarmi dentro”
Poi portò i bambini vicino al pentolone dove ribollivano le pozioni e disse “ io non ho mai vissuto la gioia per questo vado in giro cercando di mangiarla a tutti quelli che incontro ed è per questo che mi chiamo Strega Mangiagioia.
Con queste pozioni io rubo la gioia ai bambini e alle persone adulte e me la tengo tutta per me.”
A Vera scappò di dire “Ma come fai ad avere gioia e a dare gioia con un viso così brutto?”
La strega si arrabbiò e disse : “ in questa stanza non ci sono specchi, ma vi farò vedere io come solo specchiandomi nell’acqua del pentolone delle pozioni il mio viso diventerà bellissimo e pieno di gioia. Avanti bambini, guardate bene”
Mentre la strega si specchiava nell’acqua della pozione Luca disse: “Strega, vai un po’ più vicino all’acqua perché noi siamo bambini piccoli e non vediamo nulla”
La strega si avvicinò ancora all’acqua.
Vera disse: “ Strega, vai sopra una sedia perché altrimenti non riesci ad arrivare all’altezza dell’acqua perché il tuo pentolone è molto alto”
La strega andò in piedi su un piccolo sgabello e si curvò con la faccia vicino all’acqua
Stava per dire “Avete visto come è bello il mio viso?” quando con un gesto di abilità Luca e Vera la spinsero dentro il pentolone delle pozioni.
La strega ci finì dentro tutta, proprio come quando si fa un tuffo in piscina e bevve bevve e bevve tanta di quella pozione da scoppiare.
Dopo aver bevuto tutta quella pozione la strega si sentì mancare e si sentì davvero tanto male e tanto triste e capì come si poteva sentire la gente del villaggio.
Così inizio a piangere e pianse, pianse, pianse per un giorno intero che le sue lacrime arrivarono come pioggia su tutto il villaggio e caddero sui caldomorbidi finti facendoli ridiventare veri e suoi ferroruvidi trasformandoli in caldomorbidi.
Da quel giorno in paese tutto tornò alla normalità e i suoi abitanti impararono la lezione, ma soprattutto i bambini impararono a non perdere mai la fiducia nell’amore dei loro genitori.
Impararono a non scoraggiarsi mai e cercare sempre forza e coraggio nell’amore dei loro genitori che è come il sacchettino in cui si possono sempre trovare dei caldomorbidi.
Anzi è lì che bisogna cercare perché ci sono dei caldomorbidi che non finiscono mai.
E impararono che non c’è niente che possa essere più forte dell’amore dei loro genitori.
FINALE CON DANZA - MUSICA DI LOU DAFIN (n° 3)
Maurizio Molteni
(fiaba per aiutare i bambini – e gli adulti- a stare bene con gli altri)
C’era una volta un luogo, molto tempo fa dove vivevano delle persone felici.
Per poter comprendere quanto erano felici dobbiamo spiegare come erano solite andare le cose in quel tempo e in quel luogo.
Vedete, in quei giorni felici, quando un bambino nasceva, trovava nella sua culla vicino a dove appoggiava il pancino un piccolo soffice sacchetto morbido
E quando il bambino infilava la sua manina nel sacchetto, poteva sempre estrarne ….un caldomorbido.
Questo caldomorbido ricordava ai bambini l’emozione che essi provavano quando sentivano vicino vicino il loro genitore, la loro mamma e il loro papà.
Quando venivano abbracciati e coccolati.
Questa naturale abitudine a farsi voler bene dai genitori aveva fatto di quel paese un luogo pieno di pace.
Infatti, sentendosi amati e sapendo che anche gli altri, i bambini e gli adulti avevano i loro caldomorbidi, essi non avevano paura a voler bene agli altri bambini.
Perché, infatti, l’amore non può che portare pace
Così in quel tempo i caldomorbidi erano molto diffusi tra i bambini a scuola e tra gli adulti al lavoro.
Infatti, in qualunque momento un bambino o un adulto ne sentiva il bisogno poteva prenderne uno e così si ricordava subito delle coccole e dell’abbraccio del suo papà e della sua mamma, sentendosi rassicurato e pieno di fiducia.
Se per qualche motivo i bambini o gli adulti non avessero avuto con una certa regolarità il calore dei caldomorbidi, correvano il rischio che dentro di loro si sviluppasse una strana malattia che partiva dalla spina dorsale e che lentamente li portava ad incurvarsi
(fare il gesto di incurvarsi e farlo fare ai bambini)
In quei giorni quindi era molto facile avere dei Caldomorbidi e s’incontrava sempre qualcuno che ne chiedeva e qualcuno che ne dava volentieri
Quando un bambino cercando nel suo sacchetto, tirava fuori un caldomorbido, questo aveva la forma di due mani calde che abbracciavano e davano un calore caldo e tenero.
Subito, vedendo la luce del giorno le piccole mani, sbocciavano in un grande e vellutato cuore caldomorbido
Quando il caldomorbido veniva posto sulla spalla di una persona o sulla testa o sul petto e veniva accarezzato, piano piano si scioglieva ed entrava nella pelle e permetteva a questa persona di sentirsi bene a lungo.
( bambini quando voi vi sentite di stare bene, di sentirvi bene per tanto tempo, contenti, caldi e sicuri come questi bambini della fiaba?)
Le persone di quel paese e soprattutto i bambini delle scuole ovviamente si frequentavano molto e si scambiavano reciprocamente i caldomorbidi
Naturalmente erano sempre gratis ed averne a sufficienza non era mai un problema.
Con tutta quest’abbondanza di caldomorbidi, in questo paese tutti erano felici e contenti, caldi e morbidi e sicuri per la maggior parte del tempo.
Sapendo poi che anche gli altri bambini avevano questi caldomorbidi, nessuno dei bambini aveva paura degli altri bambini o pensava di essere sopraffatto da loro, perché sapeva che anche gli altri bambini erano in pace.
Ma un brutto giorno la strega Divoragioia che viveva da quelle parti si arrabbiò perché era molto invidiosa e pensava di non poter essere mai contenta e gioiosa come le persone di quel paese e decise di mettere in atto un piano per rubare la gioia alle altre persone.
( bambini, a voi capita di sentirvi invidiosi)
In una bella mattina di primavera mentre una bambina di nome Vera giocava serena in un prato con gli altri bambini suoi compagni di classe, la strega avvicinò un suo compagno di classe di nome Luca e gli sussurrò all’orecchio: “ Guarda Luca, guarda come Vera sta sprecando tutti i caldomorbidi che ha, perché li sta dando alla tua amica Elisa.
Sai, se Elisa se li prende tutti, può darsi che a lungo andare non ne rimanga più nessuno per te ”
Luca rimase a lungo a pensare alle parole della strega
Poi si voltò verso di lei e disse: “ Intendi dire che può darsi che non troveremo più un caldo morbido nel nostro sacchetto tutte le volte che lo cercheremo?”
E la strega rispose:
“Quando i caldomorbidi saranno finiti saranno finiti . E non ne avrai assolutamente più”
Detto questo volò via sghignazzando fra sé
Luca fu molto colpito da quanto gli aveva detto la strega e da quel momento cominciò ad essere timoroso e turbato perché gli piaceva l’emozione di sicurezza e d’amore che davano i caldomorbidi e non voleva proprio rimanerne senza
E pensava pure che la sua amica Vera non facesse una cosa buona dando tutti quei caldomorbidi ai bambini e alle altre persone.
Così cominciò ad intristirsi tutte le volte che vedeva Vera dare un caldomorbido a qualcun altro.
(vi capita mai bambini d’essere gelosi o tristi perché qualche amico o amica ha più giochi di voi o ne ha qualcuno che voi vorreste assolutamente avere?)
La sua amica Vera si accorse della tristezza di Luca e poiché gli voleva molto bene, essa smise di dare così spesso caldomorbidi agli altri bambini riservandoli invece per lui.
I bambini vedendo questo cominciarono naturalmente a pensare che fosse una cosa cattiva dar via caldomorbidi a chiunque e in qualsiasi momento venissero richiesti o si desiderasse farlo
E piano piano, senza quasi nemmeno accorgersene diventavano sempre più timorosi di perdere qualcosa.
Così anch’essi divennero più esigenti.
Tennero d’occhio i loro genitori e quando vedevano che uno di loro dava un caldomorbido all’altro, essi impararono ad intristirsi.
E così anche i loro genitori per non vedere i figli tristi se ne davano sempre di meno e anche lo facevano di nascosto, perché così pensavano che non avrebbero fatto soffrire i loro bambini.
Sappiamo bene come siano contagiosi i timori e le paure
(bambini cosa sono secondo voi i timori e le paure? In quali occasioni vi sembra di provarli?).
Cosi in men che non si dica queste paure si sparsero in tutto il paese e sempre meno bambini, sempre meno adulti si scambiavano i caldomorbidi.
Nonostante ciò i bambini potevano comunque sempre trovare un caldomorbido nel loro sacchetto tutte le volte che lo cercavano.
Ma essi cominciarono a cercare sempre meno nel loro sacchettino e contemporaneamente a non volerne dare più agli altri.
Presto tutti i bambini pensarono che non c’erano più dei caldomorbidi e iniziarono così a sentire meno caldo e meno morbido a sentirsi meno protetti e meno sicuri (bambini quando vi capita di sentirvi poco protetti?) e alcuni di loro cominciarono ad incurvarsi e appassire.
Questa malattia dovuta alla paura di dare i caldomorbidi agli altri bambini, che prima della venuta della strega era una malattia molto rara, ora colpiva sempre più spesso.
E sempre più la strega Divoragioia riusciva a vendere pozioni e unguenti per guarire da questa malattia.
Essa faceva dei grandi affari, ma nonostante questo i bambini non stavano per nulla meglio e la situazione stava diventando di giorno in giorno sempre più drammatica.
A pensarci bene la strega cattiva in realtà non desiderava che la gente morisse, poiché i morti non comprano balsami o pozioni, così cominciò a studiare un nuovo piano.
La strega fece distribuire gratuitamente a ciascuno un sacchetto in tutto simile al sacchetto dei caldomorbidi eccetto per il fatto che questo era freddo mentre l’altro era caldo.
Dentro il sacchetto della strega infatti c’erano i ferroruvidi.
(bambini, cosa vuol dire la parola ruvido- cosa è una cosa ruvida?)
Questi ferroruvidi non facevano sentire i bambini sicuri , ma li facevano sentire freddi e ruvidi, per esempio nessun bambino aveva più voglia di cercare compagni per giocare, tutti volevano rubare i giocattoli agli altri bambini e qualcuno anche romperli perché pensava: “Se io non li ho allora neanche gli altri bambini li devono avere”
Così tutte le volte che qualcuno diceva: “Desidero un caldomorbido”, i bambini e gli adulti che erano arrabbiati e spaventati perché avevano paura di darli, rispondeva:
“Non ti posso dare un caldomorbido, gradisci però un ferroruvido?”
A volte capitava che due bambini che giocavano insieme durante l’intervallo delle lezioni scolastiche, dentro di loro pensavano che avrebbero anche potuto scambiarsi dei caldomorbidi, ma o un bambino o l’altro , aspettava che fosse l’altra o l’altro ad offrirglielo.
Così nessuno però si muoveva e tutti e due , finivano per cambiare idea sullo scambiarsi dei caldomorbidi, ma si cambiavano solo i ferroruvidi.
Stando così le cose ormai meno gente moriva di quella malattia, ma un sacco di bambini e di adulti erano sempre infelici perché sentivano molto freddo e molto ruvido.
Questo fu un periodo d’oro per gli affari della strega.
La situazione però si complicava ogni giorno di più per i bambini e gli adulti di quel paese.
I caldomorbidi che una volta erano disponibili come l’aria, divennero una cosa di grande valore e questo fece sì che gli adulti fossero disposti ad ogni sorta di inganno per averne qualcuno.
C’era chi li rubava, chi si fingeva medico dei caldomorbidi per curarli e invece poi li rubava.
In certi casi i caldomorbidi venivano presi con un po’ di violenza e quando questo avveniva succedeva una cosa strana …. Che questi caldomorbidi non sorridevano più e s’illuminavano poco poco di un colore amaro.
Prima che la strega facesse la sua apparizione i bambini e gli adulti usavano stare in gruppi di tre o di quattro o cinque persone senza minimamente preoccuparsi di chi fosse a dare i caldomorbidi.
Dopo la venuta della strega Divoragioia adulti e bambini cominciarono a tenere per sé tutti i caldomorbidi e a darli al massimo ad un’altra persona.
Qualche volta succedeva che i bambini che davano dei caldomorbidi ad altri bambini estranei alla loro classe o alla loro scuola o al loro paese, si sentivano male perché pensavano che il proprio amico del cuore (quello a cui volevano dare il caldomorbido con più gioia possibile) molto probabilmente ne sarebbe stato dispiaciuto e geloso.
( bambini avete anche voi un amico del cuore? Come fate a capire che è proprio lui o lei l’amico-l’amica del cuore?)
Succedeva anche che alcune persone camuffavano i ferroruvidi dietro un’apparenza piacevole e morbida e li spacciavano per caldomorbidi.
Questi caldomorbidi falsi venivano chiamati caldomorbidi di plastica, ma neanche quello servì e la situazione peggiorava di giorno in giorno.
I caldomorbidi erano sempre più rari e a volte anche guardati con sospetto perché si confondevano con quelli falsi di plastica.
I ferroruvidi erano abbondanti, sgradevoli ma sembrava che tutti volessero essere generosi nel regalarli agli altri.
Nessuno riusciva più ad accettarsi e volersi bene e questa cosa succedeva sia ai bambini che agli adulti
C’era molta tristezza nei cuori, paura tanta diffidenza e paura che l’altro bambino volesse “fregare e prendere in giro gli amici”
( bambini a voi capita mai di avere paura che un vostro amico vi freghi o vi prenda in giro?)
Ma tutto questo non era nel vero cuore dei bambini, infatti sappiamo che tutto era iniziato con la venuta della strega che aveva convinto le persone che a forza di scambiarsi caldomorbidi un giorno non lontano avrebbero potuto cercare nel proprio sacchetto caldo e scoprire che erano finiti.
Ma la situazione era molto triste infatti certi bambini si picchiavano perché dicevano “è mio questo caldomorbido perché me lo rubi?” –
Altri bambini dicevano “tu mi hai preso in giro io ti ho dato un caldomorbido e invece tu in cambio mi hai dato un caldomorbido falso”
Altri bambini ancora quando giocavano a pallone erano diventati così ferroruvidi che non passavano più il pallone agli altri bambini compagni di squadra.
(c’è qualcuno tra voi bambini che si lamenta perché nessuno gli passa il pallone durante la partita? C’è qualcuno tra di voi bambine che si sente esclusa dalle altre bambine?).
Cosi oltre ad esserci in giro molti bambini tristi perché non giocavano mai, anche la squadra del paese perdeva sempre tutte le partite.
E poi nei bambini c’era sempre tanta rabbia e insoddisfazione
(bambini quando vi capita di provare rabbia e insoddisfazione?)
Gli altri bambini, compagne e compagni di classe erano diventati tutti dei nemici o dei falsi amici.
La strega era riuscita così tanto a confondere le idee che i bambini non credevano più neanche ai caldomorbidi che gli davano i loro genitori
La strega era riuscita a convincere tutti che i caldomorbidi erano finiti e che nessuno avrebbe voluto darne in agli altri.
Ma non era vero, non era vero che i caldomorbidi erano finiti, solo che nessuno
Ci credeva più a questa verità e cioè al fatto che i caldomorbidi non potevano finire.
Perché la felicità ritornasse nei bambini e negli adulti di quel paese occorreva che i bambini tornassero a comprendere che i caldomorbidi che gli davano i genitori davvero non sarebbero mai finiti. E che anche nel caso della morte del genitore avrebbero potuto sentire ugualmente il suo affetto.
E per primi proprio Luca e Vera, (quelli che la strega era riuscita a convincere) dovevano tornare ad avere fiducia in questo.
Ma come fare con tutta quella paura, quella diffidenza, quella confusione, quella rabbia?
Sembrava che non ci fosse più niente da fare, finché Luca e Vera trovarono il coraggio di scrollarsi di dosso la loro tristezza e si rivolsero al loro papà e alla loro mamma dicendo:
“ Noi siamo stanchi di vedere che anche tu e la mamma non vi scambiate più caldomorbidi e noi come faremo ad andare avanti se abbiano paura di non riceverli più neanche da voi? Moriremo di freddo. E poi nel paese tutti litigano e non si trova più uno spazio per giocare, e tutti hanno paura a parlarsi, va a finire che moriremo tutti di tristezza.”
Allora la mamma di Vera e il papà di Luca dissero: “Vi aiuteremo ad affrontare la strega Divoragioia che si trova nel suo castello.
Però poterete superare questa prova solo se avrete tanta fiducia in noi e nei nostri consigli.
(bambini, come fate voi ad avere fiducia nei vostri genitori e quando ascoltate i loro consigli?)
Intanto dovete sapere che la strega Divoragioia abita in castello così in alto che dovrete camminare per duecentoventiduemiladuecentoventidue scalini per arrivarci
(bambini proviamo a ripetere …duecentoventiduemiladuecentoventidue non si riesce a finire la parola che manca un po’ di fiato – farlo ripetere un po’ a loro)
Ma dovrete fare tutti questi gradini solo di notte perché la strega di giorno vola dal castello ai villaggi del bosco per vendere le sue pozioni e vi vedrebbe sicuramente.
Invece di notte sta chiusa nel suo laboratorio.
“Ma come faremo a camminare per duecentoventiduemiladuecentoventidue scalini ?” dissero Luca e Vera, “e come faremo a non stancarci e non addormentarci sui gradini così al mattino la strega ci potrebbe catturare”
“Cari figli” risposero il papà di Luca e la mamma di Vera, “Per fare questa grande fatica dovete prima fare un lungo abbraccio con noi e ogni volta che avrete paura di non avere la forza per farcela dovrete fermarvi e dire:
-io ho la forza dell’abbraccio dei miei genitori”
Poi ricordatevi sempre che nei momenti di maggior paura dovete ripetere nel vostro cuore questa frase: “Anche se non sono qui vicino, i miei genitori mi vogliono bene e io ho fiducia in loro”
(bambini anche a voi capita di sentire la mancanza del papà e della mamma? Quando? Quando vorreste sentire la loro vicinanza?)
“Coraggio Luca e Vera è meglio che partite subito perché la notte è corta e il cammino molto lungo e faticoso, coraggio partite, noi siamo sempre con voi e vi diamo forza con il nostro pensiero e le nostre preghiere.
Ma prima venite qui facciamo un lungo abbraccio” dissero i genitori.
E così fu.
Vera fece un lungo abbraccio con la madre mentre Luca lo fece con il papà.
Poi si incamminarono verso il castello della strega con tanta forza e tanto calore dell’abbraccio dei loro genitori.
Ma dopo due ore di cammino su per quella salita di ripidi e stretti scalini cominciarono a sentire stanchezza e tanta paura di non farcela e l’idea che sarebbe presto arrivata la luce dell’alba, cosi la strega si poteva accorgere di loro.
Ma si ricordarono del consiglio del papà e della mamma che avevano detto loro: “Ogni volta che avrete paura di non farcela e vi sentite tanto scoraggiati fermatevi un momento e dite – io ho la forza dell’abbraccio della mamma – io ho la forza dell’abbraccio del papà.”
E così i bambini fecero ogni volta che si sentivano molto scoraggiati
(e voi bambini vi capita di sentirvi molto scoraggiati? Cosa fate per riprendere coraggio e fiducia? Lo chiedete un abbraccio ai vostri genitori? Gli chiedete aiuto?)
Così dopo avere fatto la fatica di camminare per duecentoventiduemiladuecentoventidue scalini, Vera e Luca arrivarono davanti alla porta del laboratorio della Strega Divoragioia
Dentro al laboratorio si sentiva un gran rumore di ferraglia perché la strega continuava a fabbricare Ferroruvidi.
Con molta apprensione bussarono alla porta dicendo che erano venuti per comprare tante pozioni magiche per i bambini di tutta la loro scuola.
La strega contenta di vendere pozioni per 100 bambini aprì la porta del suo laboratorio.
(registrazione della porta che si apre)
Come videro la strega, Luca e Vera si spaventarono molto.
Il suo volto infatti era davvero terribile
(bambini come può essere il volto terribile della strega?”)
I bambini chiusero gli occhi per la paura e per la paura non avevano in coraggio di riaprirli perché questo avrebbe voluto dire rivedere il volto terribile della strega.
Passarono alcuni secondi di grande paura in cui i bambini avrebbero voluto ridiscendere di corsa i duecentoventiduemiladuecentoventidue ripidi scalini, pur di non essere lì davanti a quel volto terribile della strega.
Allora i bambini si ricordarono del consiglio dei loro genitori che gli avevano detto; “quando avrete tanta paura dite nel vostro cuore mamma papà aiuto - mamma papà ho fiducia in te” .
Così i bambini fecero e riuscirono a sopportare la paura di trovarsi davanti alla bruttissima faccia della strega.
La strega disse: “Avete i soldi per pagare le 100 pozioni per i bambini della scuola?”
“Certo” risposero Luca e Vera, “li abbiamo qui nel sacco sulle nostre spalle. Ma prima facci vedere bene come fai a fare queste pozioni magiche?
Perché noi dobbiamo spiegare ai bambini di cosa sono fatte le tue pozioni se no i bambini non si fidano a berli sai come sono i bambini che non vorrebbero mai prendere le medicine”
(voi bambini vi fidate di prendere le medicine? E di fare le punture?)
“Va bene” disse la strega “ ma prima voi dovette mettere giù quel sacco perché ho paura che volete prendermi all’improvviso per buttarmi dentro”
Poi portò i bambini vicino al pentolone dove ribollivano le pozioni e disse “ io non ho mai vissuto la gioia per questo vado in giro cercando di mangiarla a tutti quelli che incontro ed è per questo che mi chiamo Strega Mangiagioia.
Con queste pozioni io rubo la gioia ai bambini e alle persone adulte e me la tengo tutta per me.”
A Vera scappò di dire “Ma come fai ad avere gioia e a dare gioia con un viso così brutto?”
La strega si arrabbiò e disse : “ in questa stanza non ci sono specchi, ma vi farò vedere io come solo specchiandomi nell’acqua del pentolone delle pozioni il mio viso diventerà bellissimo e pieno di gioia. Avanti bambini, guardate bene”
Mentre la strega si specchiava nell’acqua della pozione Luca disse: “Strega, vai un po’ più vicino all’acqua perché noi siamo bambini piccoli e non vediamo nulla”
La strega si avvicinò ancora all’acqua.
Vera disse: “ Strega, vai sopra una sedia perché altrimenti non riesci ad arrivare all’altezza dell’acqua perché il tuo pentolone è molto alto”
La strega andò in piedi su un piccolo sgabello e si curvò con la faccia vicino all’acqua
Stava per dire “Avete visto come è bello il mio viso?” quando con un gesto di abilità Luca e Vera la spinsero dentro il pentolone delle pozioni.
La strega ci finì dentro tutta, proprio come quando si fa un tuffo in piscina e bevve bevve e bevve tanta di quella pozione da scoppiare.
Dopo aver bevuto tutta quella pozione la strega si sentì mancare e si sentì davvero tanto male e tanto triste e capì come si poteva sentire la gente del villaggio.
Così inizio a piangere e pianse, pianse, pianse per un giorno intero che le sue lacrime arrivarono come pioggia su tutto il villaggio e caddero sui caldomorbidi finti facendoli ridiventare veri e suoi ferroruvidi trasformandoli in caldomorbidi.
Da quel giorno in paese tutto tornò alla normalità e i suoi abitanti impararono la lezione, ma soprattutto i bambini impararono a non perdere mai la fiducia nell’amore dei loro genitori.
Impararono a non scoraggiarsi mai e cercare sempre forza e coraggio nell’amore dei loro genitori che è come il sacchettino in cui si possono sempre trovare dei caldomorbidi.
Anzi è lì che bisogna cercare perché ci sono dei caldomorbidi che non finiscono mai.
E impararono che non c’è niente che possa essere più forte dell’amore dei loro genitori.
FINALE CON DANZA - MUSICA DI LOU DAFIN (n° 3)
Maurizio Molteni








