Alla ricerca della perla che colora la gioia
Nelle acque del Mare della Gioia, viveva un gruppo di delfini che nuotavano e giocavano insieme al caldo del sole, protetti dall'acqua loro amica, dalla sabbia del fondo marino e dalle rocce dell' Isola della Pace.
Da tantissimi anni, in un periodo stabilito dalla natura, i delfini femmina si riunivano vicino alla costa dell'Isola della Pace per dare alla luce i loro piccoli, accompagnate dai delfini maschi.
Anche quel giorno dell'anno millenovecentochepassò, in quel luogo nacquero tanti piccoli delfini maschi e femmine, che subito si misero vicino alla pancia di papà e mamma delfino per stare con loro, imparare a nuotare e vedere bene come si muovevano le pinne dei loro genitori.
Com'era bello stare lì vicino alla pancia del papà e della mamma delfino, com'erano tranquille e calde le acque dell'Isola della Pace.
Anche le persone che qualche volta per fare una gita, arrivavano fino alle rive dell'isola, erano felici di vedere giocare i piccoli delfini con i loro papà e le loro mamme. I bambini, vedendo i piccoli nuotare e saltare nell'acqua, di fianco alla pancia dei loro papà e delle loro mamme esclamavano sempre: "grazie papà e mamma che ci avete portati in quest' isola per vedere queste cose meravigliose. E' come se vedessimo la gioia in persona che viene a giocare davanti a noi" .
Insomma, non solo erano contenti i piccoli delfini, ma riuscivano anche a fare contente le famiglie e i bambini che li vedevano nuotare.
Ad ogni salto fuori dall'acqua, la loro pelle così liscia, luccicava ai raggi del sole e i loro occhi sembravano dire a tutti: "siamo vivaci, ma molto buoni".
Spesso anche gli uomini che li osservavano invidiavano quella loro felicità e si domandavano quale segreto della natura aveva reso così gioiosi e felici di vivere, questi animali del mare.
Lo capivano perché nel vederli nuotare, la gioia di questi delfini si trasmetteva anche a loro, che rimanevano per un po' a bocca aperta pieni di meraviglia a sognare.
Qual era il segreto della gioia di questi delfini?
Era un segreto tramandato da anni e anni e anni, da generazioni e generazioni, un segreto nato con la nascita stessa del mare.
I papà dei papà dei papà e le mamme delle mamme delle mamme delfino, lo avevano insegnato e trasmesso per anni, secoli, millenni in fondo al mare, nel silenzio più assoluto.
Infatti gli anni erano passati, i secoli erano trascorsi , sopra il mare tante cose erano cambiate, la barca a remi, era diventata a vapore, poi con il motore e la benzina, ma sotto il mare le leggi rimanevano immutate per secoli e così pure i segreti.
Dovete sapere infatti che fin dal tempo della creazione del mare, dopo qualche giorno dalla nascita dei piccoli, papà e mamma delfino li portavano in una piccola grotta sotterranea sotto le rocce dell' Isola della Pace, dove c'erano delle bellissime conchiglie chiuse.
Papà e mamma delfino posavano il loro muso sulle conchiglie, come se volessero gentilmente bussare alla loro porta e le conchiglie puntualmente da secoli e secoli, si aprivano.
Appariva sempre una grossa perla scintillante di luce, messa lì come Gesù Bambino nella culla che illumina tutto il presepe.
La mamma e il papà delfino mostravano questa perla piena di luce ai piccoli e dicevano loro che li avevano portati a vedere la luce di queste perle affinché si ricordassero sempre che il loro amore per loro era lucente così come quelle perle.
Del resto anche le conchiglie da millenni e millenni si schiudevano sempre all'arrivo dei delfini, per mostrare come grande regalo, la luce della loro perla.
Papà e mamma delfino stavano molto tempo in questa grotta con i piccoli delfini e parlavano molto con i loro piccoli in quella grotta davanti alle conchiglie con le perle.
Parlavano molto di quella luce spiegando questo segreto.
"QUESTA LUCE DELLE PERLE CHE IL BUON DIO E LA NATURA DA SEMPRE PREPARANO PER NOI E' SOLO PER VOI PICCOLI”.
Papà e mamma delfino spiegavano che quella luce era proprio particolare per ogni piccolo e che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. E così anche loro avrebbero poi fatto con i loro piccoli, una volta diventati delfini grandi.
I piccoli delfini trascorrendo giorni felici con i loro padri e le loro madri in mezzo alla bellissima luce irradiata delle perle di questa grotta provavano un'immensa felicità.
QUESTO ERA IL SEGRETO DEI SEGRETI DELLA LORO GIOIA DI VIVERE.
E così si andava avanti per generazioni e generazioni, ma un brutto giorno accadde qualcosa!!!!
Un' enorme nave di pescatori si avvicinò all' Isola della Pace. Non era una nave di pescatori come tutte le altre aveva qualcosa di diverso. Questa vi calò le sue reti che erano così grandi e intessute cosi strette strette da arrivare nel luogo dove di solito nuotavano questi delfini.
I delfini piccoli, che non avevano mai visto la rete non capivano che essa poteva rappresentare un pericolo, continuavano a giocare imperterriti, senza chiedere spiegazioni a papà e mamma.
Papà e mamma delfino sapevano, dai racconti fatti dai loro nonni quanto fossero pericolose le navi dei pescatori. Questi ogni tanto arrivavano fino alle coste dell’isola per pescare, ma i genitori si resero conto che quei pescatori non erano come tutti gli altri. Altro non erano che gli Acchiappadelfini. I pericolosi Acchiappadelfini! Questo tipo di pescatore con le sue reti adescava i giovani cetacei per portarli via dalle loro case, per poi venderli, ucciderli oppure addomesticarli.
Quando le mamme e i papà si resero conto del pericolo non fecero in tempo ad avvisare i loro piccoli che, incuriositi, si erano già avvicinati.
I piccoli, inesperti, si trovarono impigliati nella rete e che paura quando sentirono che la rete stava iniziando a muoversi risalendo alla superficie del mare.
Che paura!! Che paura!!
Stavano per andare incontro alla morte, perché ad ogni creatura marina se gli togli l'acqua come sapete muore.
Ma ad un certo punto si trovarono chiusi come in un sacco dentro un grande buco sotto le rocce dell'Isola della Pace; la rete non si muoveva più ... era accaduto qualcosa.
Loro un po' erano contenti, perché non sarebbero usciti dall'acqua, ma rimanevano però nello stesso tempo imprigionati nella rete e nel buco.
Era accaduto che il comandante di questa nave non conoscendo bene i fondali dell'Isola della Pace, si era avvicinato troppo alla costa e la nave si era incagliata tra gli scogli sottomarini non riuscendo più a muoversi.
I piccoli delfini erano ora prigionieri nella rete, in un buco sotto le rocce dove c’era un gran buio e dove faceva tanto freddo. Tutti avevano paura e dal freddo iniziavano a battere i denti.
La paura era così tanta, ma così tanta che di colpo gli si erano chiusi gli occhi e non riuscivano neanche a vedere papà e mamma delfino i quali avevano seguito tutto ciò che accadeva ai loro piccoli. Anzi erano lì, proprio fuori dalla rete che continuavano a mandare grida e segnali ai loro piccoli :
"siamo qui siamo qui, non abbiate paura, non vi abbiamo abbandonati! Ora con i nostri denti proveremo a rompere la rete".
Ma i piccoli delfini erano diventati come ciechi dalla paura e poi si sentivano così lontani dalla mamma e dal papà e così spaventati da non vedere ne sentire le grida di richiamo e gli sforzi dei loro genitori.
La notte intanto stava arrivando e il mare in quel buco sotto le rocce diventava freddo.
Passato un po' di tempo, visto che la rete non si muoveva più, i piccoli delfini cercarono di prendere un po' di coraggio.
Dissero : " non riusciamo più a vedere i nostri genitori ma se ci aiutiamo tutti insieme, forse riusciamo a tornare da loro”.
Disse un delfino: "facciamo così ognuno di noi esprime un' idea un pensiero per come fare a uscire da questa rete - prigione, tutti gli altri stanno in silenzio e ascoltano, poi sceglieremo l'idea più bella . Forza incominciate a pensare, dobbiamo fare presto perchè passata la notte domattina presto, la nave verrà riparata e anche la rete sarà tirata in superficie."
Dopo due ore di silenzio e di pensiero si iniziò la riunione dei piccoli delfini, era la mezzanotte precisa.
A turno, i piccoli delfini maschi e femmine dissero la loro.
Il primo disse: "non ce l'ho fatta a pensare, mi dispiace, ma lontano dalla mamma e dal papà mi sento così tanto solo che ho passato tutto questo tempo a piangere"
Il secondo disse: "è tutta colpa nostra che ci siamo allontanati dal papà, dovremmo vergognarci di quello che abbiamo fatto, ora come faremo?"
Una terza piccola delfina disse: "come mi manca la vicinanza con la pancia della mia mamma, quando io nuotavo con lei e toccavo la sua pelle mi sentivo al sicuro"
Una volta interpellata la quarta delfina, invece di parlare continuò a sbattere rabbiosamente le sue piccole pinne contro la rete e gli scogli fino a farsi male.
Dovettero aiutarla a fermarsi, perchè così la situazione non si sarebbe risolta, anzi lei stessa avrebbe rischiato la vita.
Per fortuna questa delfina ascoltò gli altri suoi amici.
Un quinto piccolo continuava a sospirare: " ah se solo potessi trovare qualcuno che mi proteggesse proprio adesso che ne ho un gran bisogno"
Ma nel frattempo erano già arrivate le due di notte e nessuno aveva ancora trovato una buona soluzione, tutti si lamentavano e basta.
Decisero quindi di darsi ancora un'ora di tempo e si sforzarono di stare tutti zitti zitti a pensare nel silenzio delle fondo del mare.
Da tantissimi anni, in un periodo stabilito dalla natura, i delfini femmina si riunivano vicino alla costa dell'Isola della Pace per dare alla luce i loro piccoli, accompagnate dai delfini maschi.
Anche quel giorno dell'anno millenovecentochepassò, in quel luogo nacquero tanti piccoli delfini maschi e femmine, che subito si misero vicino alla pancia di papà e mamma delfino per stare con loro, imparare a nuotare e vedere bene come si muovevano le pinne dei loro genitori.
Com'era bello stare lì vicino alla pancia del papà e della mamma delfino, com'erano tranquille e calde le acque dell'Isola della Pace.
Anche le persone che qualche volta per fare una gita, arrivavano fino alle rive dell'isola, erano felici di vedere giocare i piccoli delfini con i loro papà e le loro mamme. I bambini, vedendo i piccoli nuotare e saltare nell'acqua, di fianco alla pancia dei loro papà e delle loro mamme esclamavano sempre: "grazie papà e mamma che ci avete portati in quest' isola per vedere queste cose meravigliose. E' come se vedessimo la gioia in persona che viene a giocare davanti a noi" .
Insomma, non solo erano contenti i piccoli delfini, ma riuscivano anche a fare contente le famiglie e i bambini che li vedevano nuotare.
Ad ogni salto fuori dall'acqua, la loro pelle così liscia, luccicava ai raggi del sole e i loro occhi sembravano dire a tutti: "siamo vivaci, ma molto buoni".
Spesso anche gli uomini che li osservavano invidiavano quella loro felicità e si domandavano quale segreto della natura aveva reso così gioiosi e felici di vivere, questi animali del mare.
Lo capivano perché nel vederli nuotare, la gioia di questi delfini si trasmetteva anche a loro, che rimanevano per un po' a bocca aperta pieni di meraviglia a sognare.
Qual era il segreto della gioia di questi delfini?
Era un segreto tramandato da anni e anni e anni, da generazioni e generazioni, un segreto nato con la nascita stessa del mare.
I papà dei papà dei papà e le mamme delle mamme delle mamme delfino, lo avevano insegnato e trasmesso per anni, secoli, millenni in fondo al mare, nel silenzio più assoluto.
Infatti gli anni erano passati, i secoli erano trascorsi , sopra il mare tante cose erano cambiate, la barca a remi, era diventata a vapore, poi con il motore e la benzina, ma sotto il mare le leggi rimanevano immutate per secoli e così pure i segreti.
Dovete sapere infatti che fin dal tempo della creazione del mare, dopo qualche giorno dalla nascita dei piccoli, papà e mamma delfino li portavano in una piccola grotta sotterranea sotto le rocce dell' Isola della Pace, dove c'erano delle bellissime conchiglie chiuse.
Papà e mamma delfino posavano il loro muso sulle conchiglie, come se volessero gentilmente bussare alla loro porta e le conchiglie puntualmente da secoli e secoli, si aprivano.
Appariva sempre una grossa perla scintillante di luce, messa lì come Gesù Bambino nella culla che illumina tutto il presepe.
La mamma e il papà delfino mostravano questa perla piena di luce ai piccoli e dicevano loro che li avevano portati a vedere la luce di queste perle affinché si ricordassero sempre che il loro amore per loro era lucente così come quelle perle.
Del resto anche le conchiglie da millenni e millenni si schiudevano sempre all'arrivo dei delfini, per mostrare come grande regalo, la luce della loro perla.
Papà e mamma delfino stavano molto tempo in questa grotta con i piccoli delfini e parlavano molto con i loro piccoli in quella grotta davanti alle conchiglie con le perle.
Parlavano molto di quella luce spiegando questo segreto.
"QUESTA LUCE DELLE PERLE CHE IL BUON DIO E LA NATURA DA SEMPRE PREPARANO PER NOI E' SOLO PER VOI PICCOLI”.
Papà e mamma delfino spiegavano che quella luce era proprio particolare per ogni piccolo e che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. E così anche loro avrebbero poi fatto con i loro piccoli, una volta diventati delfini grandi.
I piccoli delfini trascorrendo giorni felici con i loro padri e le loro madri in mezzo alla bellissima luce irradiata delle perle di questa grotta provavano un'immensa felicità.
QUESTO ERA IL SEGRETO DEI SEGRETI DELLA LORO GIOIA DI VIVERE.
E così si andava avanti per generazioni e generazioni, ma un brutto giorno accadde qualcosa!!!!
Un' enorme nave di pescatori si avvicinò all' Isola della Pace. Non era una nave di pescatori come tutte le altre aveva qualcosa di diverso. Questa vi calò le sue reti che erano così grandi e intessute cosi strette strette da arrivare nel luogo dove di solito nuotavano questi delfini.
I delfini piccoli, che non avevano mai visto la rete non capivano che essa poteva rappresentare un pericolo, continuavano a giocare imperterriti, senza chiedere spiegazioni a papà e mamma.
Papà e mamma delfino sapevano, dai racconti fatti dai loro nonni quanto fossero pericolose le navi dei pescatori. Questi ogni tanto arrivavano fino alle coste dell’isola per pescare, ma i genitori si resero conto che quei pescatori non erano come tutti gli altri. Altro non erano che gli Acchiappadelfini. I pericolosi Acchiappadelfini! Questo tipo di pescatore con le sue reti adescava i giovani cetacei per portarli via dalle loro case, per poi venderli, ucciderli oppure addomesticarli.
Quando le mamme e i papà si resero conto del pericolo non fecero in tempo ad avvisare i loro piccoli che, incuriositi, si erano già avvicinati.
I piccoli, inesperti, si trovarono impigliati nella rete e che paura quando sentirono che la rete stava iniziando a muoversi risalendo alla superficie del mare.
Che paura!! Che paura!!
Stavano per andare incontro alla morte, perché ad ogni creatura marina se gli togli l'acqua come sapete muore.
Ma ad un certo punto si trovarono chiusi come in un sacco dentro un grande buco sotto le rocce dell'Isola della Pace; la rete non si muoveva più ... era accaduto qualcosa.
Loro un po' erano contenti, perché non sarebbero usciti dall'acqua, ma rimanevano però nello stesso tempo imprigionati nella rete e nel buco.
Era accaduto che il comandante di questa nave non conoscendo bene i fondali dell'Isola della Pace, si era avvicinato troppo alla costa e la nave si era incagliata tra gli scogli sottomarini non riuscendo più a muoversi.
I piccoli delfini erano ora prigionieri nella rete, in un buco sotto le rocce dove c’era un gran buio e dove faceva tanto freddo. Tutti avevano paura e dal freddo iniziavano a battere i denti.
La paura era così tanta, ma così tanta che di colpo gli si erano chiusi gli occhi e non riuscivano neanche a vedere papà e mamma delfino i quali avevano seguito tutto ciò che accadeva ai loro piccoli. Anzi erano lì, proprio fuori dalla rete che continuavano a mandare grida e segnali ai loro piccoli :
"siamo qui siamo qui, non abbiate paura, non vi abbiamo abbandonati! Ora con i nostri denti proveremo a rompere la rete".
Ma i piccoli delfini erano diventati come ciechi dalla paura e poi si sentivano così lontani dalla mamma e dal papà e così spaventati da non vedere ne sentire le grida di richiamo e gli sforzi dei loro genitori.
La notte intanto stava arrivando e il mare in quel buco sotto le rocce diventava freddo.
Passato un po' di tempo, visto che la rete non si muoveva più, i piccoli delfini cercarono di prendere un po' di coraggio.
Dissero : " non riusciamo più a vedere i nostri genitori ma se ci aiutiamo tutti insieme, forse riusciamo a tornare da loro”.
Disse un delfino: "facciamo così ognuno di noi esprime un' idea un pensiero per come fare a uscire da questa rete - prigione, tutti gli altri stanno in silenzio e ascoltano, poi sceglieremo l'idea più bella . Forza incominciate a pensare, dobbiamo fare presto perchè passata la notte domattina presto, la nave verrà riparata e anche la rete sarà tirata in superficie."
Dopo due ore di silenzio e di pensiero si iniziò la riunione dei piccoli delfini, era la mezzanotte precisa.
A turno, i piccoli delfini maschi e femmine dissero la loro.
Il primo disse: "non ce l'ho fatta a pensare, mi dispiace, ma lontano dalla mamma e dal papà mi sento così tanto solo che ho passato tutto questo tempo a piangere"
Il secondo disse: "è tutta colpa nostra che ci siamo allontanati dal papà, dovremmo vergognarci di quello che abbiamo fatto, ora come faremo?"
Una terza piccola delfina disse: "come mi manca la vicinanza con la pancia della mia mamma, quando io nuotavo con lei e toccavo la sua pelle mi sentivo al sicuro"
Una volta interpellata la quarta delfina, invece di parlare continuò a sbattere rabbiosamente le sue piccole pinne contro la rete e gli scogli fino a farsi male.
Dovettero aiutarla a fermarsi, perchè così la situazione non si sarebbe risolta, anzi lei stessa avrebbe rischiato la vita.
Per fortuna questa delfina ascoltò gli altri suoi amici.
Un quinto piccolo continuava a sospirare: " ah se solo potessi trovare qualcuno che mi proteggesse proprio adesso che ne ho un gran bisogno"
Ma nel frattempo erano già arrivate le due di notte e nessuno aveva ancora trovato una buona soluzione, tutti si lamentavano e basta.
Decisero quindi di darsi ancora un'ora di tempo e si sforzarono di stare tutti zitti zitti a pensare nel silenzio delle fondo del mare.
Gioco intermezzo: metterli in cerchio e tenendosi per mano con le braccia alzate mimare le onde del mare.
Poi alla fine di nuovo si riunirono e parlarono a turno.
Un piccolo delfino disse: " forse la soluzione è di far finta di niente, non pensare che siamo dentro alla rete, fare come se non ci fossimo, stare zitti zitti, il più zitto degli zitti respirare il meno possibile così magari i pescatori non si accorgono che nella rete ci siamo noi e la lasciano qua"
Un'altra piccola delfina disse:" potremmo cercare di cambiare voce di non fare più la voce dei pesci, potremmo pensare di essere degli animali diversi magari comportarci tutti insieme come pecore o mucche.
Se facciamo tutti il verso della pecora o della mucca non ci riconosceranno come pesci nella rete e ci lasceranno in pace"
Un terzo delfino disse: "potremmo anche rassegnarci a vivere da soli senza mamma e papà delfino in questo piccolo buco di mare sotto le rocce, sperando che i pescatori una volta riparata la nave se ne vadano dimenticandosi della rete. "
Un quarto delfino disse : "potremmo chiedere aiuto agli uccelli marini che si svegliano presto presto alla mattina, e si buttano sotto le onde a cercare i pesci, forse loro ci vedranno prima che i pescatori si sveglino.
Magari con il loro becco gli uccelli potranno rompere la rete e noi saremmo liberi."
Una quinta piccola delfina disse: " potremmo far finta che sia stato tutto un sogno, magari domani ci svegliamo e la rete non c'è più"
Un sesto delfino disse: "potremmo gettarci tutti insieme contro la rete, magari qualcuno di noi potrebbe anche morire, ma forse riusciremmo ad aprire un buco attraverso il quale gli altri passerebbero"
Un ultimo delfino che era il più astuto del gruppo disse: "mentre i pescatori ci tolgono dalle reti potremmo proporre loro che non ci ammazzino, ma ci mettano nei loro acquari a fare i nostri salti.
Tutte le proposte descritte vennero discusse
Ma poi riflettendo i delfini si accorsero che:
"Non possiamo stare zitti zitti e non respirare per non farci notare perchè poi senza respirare moriremmo "
" Non possiamo avere i comportamenti della pecora o della mucca, e neanche imitare i loro versi perchè siamo delfini figli di delfini"
" Non possiamo vivere da soli senza i nostri genitori in questo buco sotto le rocce perchè non sappiamo procurarci il cibo sono ancora mamma e papà delfino che ce lo devono insegnare"
"Non possiamo chiedere aiuto agli uccelli marini perchè non riescono ad arrivare proprio sotto le rocce"
" Non possiamo far finta che sia stato tutto un sogno, questo dolore di essere lontani da papà e mamma delfino lo proveremmo comunque al nostro risveglio"
"Se ci buttiamo tutti contro la rete poi davvero qualcuno di noi potrebbe morire.
Non possiamo rischiare che qualcuno di noi muoia ci vogliamo davvero troppo bene."
Proprio mentre si stava discutendo la proposta dell'ultimo delfino si videro filtrare i primi raggi di sole tra le onde, era quasi l'alba.
La rete iniziò di nuovo a muoversi.
I pescatori erano riusciti a riparare la nave e stavano tirando di nuovo su la rete
Una rete piena di piccoli delfini con gli occhi chiusi che continuavano a dire:
"non possiamo, non possiamo, non possiamo" .
Era quasi l'alba anche per i papà e mamma delfino che fuori dalla rete si affannavano per cercare di farsi vedere e sentire dai loro piccoli e usavano i loro denti per cercare di strappare le corde della rete che era così stretta.
La rete stava proprio uscendo dal buco sotto la roccia in cui si era andata a ficcare e velocemente risaliva in superficie.
Gioco intermezzo:far finta che un gruppo di bambini tirano la rete per spezzarla ma non ci riescono e cadono per terra.
Ma proprio in quel momento, quando si erano perse tutte le speranze il piccolo delfino, da tutti giudicato il più ignorante e il meno capace disse: ”Non possiamo essere sicuri che gli uomini ci vogliano così bene come mamma e papà delfino. Loro ci hanno detto che questo bene è come la luce della perla che abbiamo ammirato con loro nella grotta del segreto. Non so se gli uomini conoscono questa luce che invece noi ben conosciamo perché l'abbiamo vista e l'abbiamo messa nel nostro cuore"
Alle parole di questo piccolo delfino tutti i piccoli sentirono un gran calore al ricordo di quella meravigliosa esperienza e ognuno NEL SUO PICCOLO CUORE DI DELFINO ACCESE QUELLA LUCE. OGNUNO DA SOLO NEL SUO CUORE, ACCESE IL RICORDO DI QUELLA LUCE PORTATA CON SE NELLA GROTTA DELLE PERLE.
Senza neanche accorgersene la buca sotto le rocce IMPROVVISAMENTE SI ILLUMINO' di una luce fortissima e bellissima, composta da tutte le luci dei piccoli delfini che si erano ricordati della perla.
Ecco che questa grande luce venuta la loro cuore illuminò gli occhi dei piccoli delfini che si aprirono e FINALMENTE VIDERO LA FUORI PROPRIO PAPA' E MAMMA DELFINO CHE CON I LORO DENTI, PER TUTTA LA NOTTE AVEVANO CERCATO DI ROMPERE LA CORDA E AVEVANO GRIDATO "NON VI ABBANDONIAMO, SIAMO QUI VICINO".
FINALMENTE LI VIDERO E VIDERO ANCHE CHE NELLA RETE C'ERA UN GROSSO BUCO UN GROSSO BUCO CHE PAPA' E MAMMA AVEVANO FATTO E ATTRAVERSO IL QUALE MAMMA E PAPA' DELFINO INVITAVANO I PICCOLI AD USCIRE.
USCIRONO TUTTI IN FRETTA DALLA RETE NUOTANDO VERSO I LORO GENITORI CHE LI STAVANO ASPETTANDO.
Appena si incontrarono le mamme e i papà diedero una carezza ai loro figli abbracciandoli stretti tra le loro braccia, facendosi promettere di non avventurarsi mai più in situazioni che non conoscono.
I piccoli delfini felici di essere stati liberati nuotarono velocemente a largo felici di essere vicino alla pancia dei loro genitori e saltando felici tra le onde del mare cantavano una bella canzone.
Nel frattempo i pescatori nel tirare su la rete trovarono solo un gran buco con su scritto:
“ciao”.
Fiaba composta da
Barbara Camilli
Maurizio Molteni








