Nuotare vicino alla pancia dei genitori

La prima parte della fiaba prosegue con la descrizione della pace che deriva nel bambino dal vivere questo rapporto simbiotico, di reciprocità; questo rapporto d’amore genitori figli.
La gioia che scaturisce come frutto di questa pace è rappresentata dai delfini che nuotano vicino alla pancia dei genitori.
La gioia viene da questo contatto, qualcosa che assomiglia a un abbraccio più che a un “prendere per, mano”.
Per vedere la conchiglia i genitori portano per mano i figli delfini, quando invece si tratta di rassicurarli o farli gioire li tengono vicino alla loro pancia: li abbracciano.
L’abbraccio tra figli e genitori è un gesto antico come quello di sollevare i figli al cielo.
Perché questo gesto è terapeutico e rappresenta un rinforzo dell’ identità e contribuisce a far crescere l’identità del bambino?
La pelle prende origine dall’ectoderma, lo stesso che creerà gli organi di senso e dal sistema nervoso, quando ancora l’embrione non ha occhi né orecchi, la pelle funziona già come organo di difesa e adattamento all’ambiente.
Dopo la nascita, ogni centimetro quadrato contiene più di cinquemila recettori.
Il grosso delle informazioni vengono inviate al cervello, tramite questi numerosi microfoni
Il neonato non riesce ancora a comprendere con la ragione il significato delle parole “ti vogliamo bene” o a vedere concretamente come questo bene è dimostrato.
Il contatto corporeo è la prima relazione appagante per il bambino , il messaggio verbale è codificato dalla pelle dell’uno che tocca e viene toccata da quella dell’altro.
Il bambino sente vicino il genitore che vuol bene non perché questo gli tiene grandi discorsi ma poiché appaga il suo bisogno di calore fisico ed affettivo insieme con la vicinanza.
Anche la ricerca ha dimostrato abbondantemente che i piccoli che hanno una buona stimolazione epidermica, andranno incontro negli anni ad una minore incidenza di disturbi.
Dottoressa Barbara Camilli
Dottor Maurizio Molteni








