Parole come bene e male, modi di dire come dire “è bianco o nero!”, sopra o sotto, aperto o chiuso. Sono parole unilaterali e non danno possibilità di fuga, di respiro.
E tutto quello che sta nel mezzo?
Dove lo mettiamo?
Eppure c'è, eccome se c'è!!
Parole così assolutistiche rischiano di far soccombere ogni splin di libertà creativa. Sono espressioni che ingabbiano in una posizione che non permette la flessibilità che invece è insita nel nostro animo umano.
Animo che se imbrigliato e cementato in schemi rigidi riflette nel corpo sofferente tutti quei disagi che richiamano alla rigidità (contratture, tensioni muscolari....)
Le parole hanno un potere evocativo enorme. Quando si parla ci si dovrebbe rendere conto del potere e dell'effetto che le parole possono avere ed avranno su chi le ascolta. Oltre alle parole anche il tono di voce, la postura adottata, l'emozione che voglio comunicare.
Leggete cosa ha scritto Jung nei suoi ultimi pensieri:
“Non dobbiamo perciò più soggiacere a nulla, nemmeno al bene. Un cosiddetto bene, al quale si soccombe, perde il carattere etico. Non che diventi cattivo in sé, ma è il fatto di esserne succubi che può avere cattive conseguenze.
Ogni forma di intossicazione è un male, non importa se si tratti di alcool o morfina o idealismo.
Dobbiamo guardarci dal considerare il male e il bene come due opposti.”
(Carl Gustav Jung, “Ricordi, sogni, riflessioni” Ed Bur, pag 387)
Diamoci quindi il diritto di accettare ogni parte di noi, con le tante variegate sfumature che caratterizzano l'animo umano e la sua sensibilità.
Dire “sono fatto/a così!”, “non ce la farò mai”, “è impossibile cambiare alla mia età” blocca il libero fluire di un esistenza che è in costante crescita e il corpo lo comunica benissimo con tutti i suoi cambiamenti e trasformazioni.
Guardate le vostre foto, dall'infanzia ad oggi, ma anche da un anno all'altro e sarà palese sotto i vostri occhi che non si può bloccare la crescita ed il cambiamento.
Parole assolute, richiamano alla sentenza: vivere un esistenza felice, sopravvivere o annaspare.
La vita è vita.
Impariamo ad accoglierla, con tutte le sue sfumature, imparando a gestire il sentimento che rassicura chi si irrigidisce nelle posizioni e nell'uso delle parole: ….. la paura!
Barbara Camilli