Piante che purificano i locali
Aristotele nella Politica scriveva “La natura non fa nulla di inutile”. Tutto ciò che la natura crea ha un senso biologico che l’uomo se vuole può comprendere. Studi della Nasa prima e dei botanici poi hanno dimostrato e verificato l’importanza della vicinanza del mondo vegetale all’uomo e questo perché oltre a produrre ossigeno depurano l’aria dove si soggiorna.
Quindi via libera a piante in ufficio, a casa e nella zona notte.
La Nasa nel 1980 nell’ambito degli studi per creare un sistema ecologico per purificare l’aria della navicella da mandare nello spazio, ha eseguito tutta una serie di esperimenti sulle piante. Risultato: molte piante rimuovono il 50% delle sostanze tossiche come il benzene o la formaldeide. La formaldeide, ad esempio, è prodotta dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica, dagli abiti di tintoria, da smalti e vernici, stoffe, tendaggi. Lo Xilene e il toluene nascono da schermi di computer, fotocopiatrici, adesivi. Il benzene dal fumo di sigaretta e dalla benzina verde. Ammoniaca in eccesso può poi provenire da bagni e detersivi.
Queste sostanze sono assorbite dalle foglie e trasportate dal fusto alle radici dove sostanze e microrganismi le metabolizzano eliminandole.
Provate a tenere la gerbera o il crisantemo in casa, se non dura più di qualche giorno vuol dire che l’aria di casa va purificata. Se è presente un buon clima nei locali dove si soggiorna (casa, scuola, uffici, studi) si vive nella condizione di rendere ottimale qualunque attività si stia svolgendo.
In molti ambienti (uffici, scuole ma anche case) l’aria è troppo secca. I disturbi lamentati più frequentemente sono gola secca, mal di testa, capogiri, spossatezza, irritazioni agli occhi, alle vie respiratorie e tosse. Se in questi locali si potesse introdurre delle piante ad azione purificante di sicuro la maggior parte di questi disturbi si potrebbe ridurre, e questo perchè le piante emanano vapore acqueo nell’aria, assorbono il calore ed i rumori, inoltre sono in grado di assimilare e distruggere la maggior parte delle sostanze nocive.
Tra l’altro, i posti di lavoro e le scuole dotate di piante sono percepiti da chi vi soggiorna come più gradevoli, familiari e per questo accoglienti, contribuendo ad un visibile calo dello stress e dei sintomi della cosiddetta sick building sindrome quali mal di testa e spossatezza.
A tal proposito molte piante vengono in soccorso:
il Ficus Benjamina può eliminare la formaldeide (12mcg all’ora) e aumentare del 30-60% l’umidità con la traspirazione naturale delle sue foglie;
Quindi via libera a piante in ufficio, a casa e nella zona notte.
La Nasa nel 1980 nell’ambito degli studi per creare un sistema ecologico per purificare l’aria della navicella da mandare nello spazio, ha eseguito tutta una serie di esperimenti sulle piante. Risultato: molte piante rimuovono il 50% delle sostanze tossiche come il benzene o la formaldeide. La formaldeide, ad esempio, è prodotta dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica, dagli abiti di tintoria, da smalti e vernici, stoffe, tendaggi. Lo Xilene e il toluene nascono da schermi di computer, fotocopiatrici, adesivi. Il benzene dal fumo di sigaretta e dalla benzina verde. Ammoniaca in eccesso può poi provenire da bagni e detersivi.
Queste sostanze sono assorbite dalle foglie e trasportate dal fusto alle radici dove sostanze e microrganismi le metabolizzano eliminandole.
Provate a tenere la gerbera o il crisantemo in casa, se non dura più di qualche giorno vuol dire che l’aria di casa va purificata. Se è presente un buon clima nei locali dove si soggiorna (casa, scuola, uffici, studi) si vive nella condizione di rendere ottimale qualunque attività si stia svolgendo.
In molti ambienti (uffici, scuole ma anche case) l’aria è troppo secca. I disturbi lamentati più frequentemente sono gola secca, mal di testa, capogiri, spossatezza, irritazioni agli occhi, alle vie respiratorie e tosse. Se in questi locali si potesse introdurre delle piante ad azione purificante di sicuro la maggior parte di questi disturbi si potrebbe ridurre, e questo perchè le piante emanano vapore acqueo nell’aria, assorbono il calore ed i rumori, inoltre sono in grado di assimilare e distruggere la maggior parte delle sostanze nocive.
Tra l’altro, i posti di lavoro e le scuole dotate di piante sono percepiti da chi vi soggiorna come più gradevoli, familiari e per questo accoglienti, contribuendo ad un visibile calo dello stress e dei sintomi della cosiddetta sick building sindrome quali mal di testa e spossatezza.
A tal proposito molte piante vengono in soccorso:
il Ficus Benjamina può eliminare la formaldeide (12mcg all’ora) e aumentare del 30-60% l’umidità con la traspirazione naturale delle sue foglie;

lo Spatafillo si mangia le tossine dell’acetone e dei trucioli di legno;

la Dieffenbachia può assorbire la formaldeide (5mcg all’ora), lo xilene e il toluene derivati dal benzene riducendo i veleni emessi da pitture, adesivi e sacchetti di plastica;

la Dracena assorbe la formaldeide, il benzene, il monossido di carbonio e lo xilene (8mcg all’ora). Assorbe inoltre il tricloroetilene presente in tutti i toner;

L’Azalea, le Camelie e i Gerani sono in grado di assorbire ed eliminare le particelle di metalli pesanti come il piombo;

il Crisantemo per le società canadesi che si occupano delle malattie ambientali affermano che assorbe il benzene, la formaldeide, il monossido di carbonio e l’ammoniaca;

la Palmetta nelle sue varianti elegans e seifritzii è in grado di assorbire e rimuovere le particelle di formaldeide, di benzene e di monossido di carbonio;

la Sansevieria anche aiuta ad eliminare la formaldeide, il benzene e il monossido di carbonio;

il Potus è particolarmente efficace nella rimozione delle molecole di formaldeide;

l’Edera aiuta ad eliminare le sostanze volatili come formaldeide, benzene e monossido di carbonio;

il Falangio è ideale nelle zone con mobili verniciati perché assorbe ed elimina lo cilene (circa 7 mcg all’ora) e grandi quantità di formaldeide (45 mcg all’ora)

La felce di Boston è in assoluto la pianta in grado di rimuovere più di qualunque altra la formaldeide dall’ambiente, con un tasso di 20 microgrammi per ora

L’Aglaonema crispum pianta robustissima ed elegante, con la speciale caratteristica di incrementare nel tempo la sua capacità di assorbimento di tossine se esposta per tempi lunghi ad ambienti inquinati (tra cui, ad esempio, 7 microgrammi/ora di formaldeide

Spunti per progettare un cambiamento
Per promuovere la salute negli ambienti, soprattutto quelli di lavoro è necessario essere convinti che un ambiente “malato” può essere fonte di malessere.
Se lo credete, allora avete già fatto il primo passo per cambiare voi stessi in rapporto all’ambiente dove trascorrete il vostro tempo, qualunque esso sia.
È dimostrato che un buon numero di piante riducono i disturbi della salute e contribuiscono al miglioramento del benessere delle persone. Per promuovere con successo la cultura dello stare bene nei locali dove si soggiorna è necessario una programmazione.
A tal proposito, segue un elenco di punti che può essere d’aiuto per redigere una programmazione di cambiamento all’interno della propria casa, ufficio o azienda.
Il piano si suddivide in sette fasi:
Attivazione di una cultura per la salute
Costituzione gruppo di lavoro
Analisi della situazione
Progettazione
Realizzazione
Valutazione individuale o collegiale
Adeguamento e radicamento della cultura dello Stare Bene
Barbara Camilli








