• La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola

Siamo capaci di sentirci? E di ascoltare l'altro?

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La storia di ognuno di noi è contrassegnata da tante vite che ci affiancano e ci accompagnano nel nostro cammino. Un cammino fatto di tanti ostacoli e tante vie che si intrecciano, a volte anche vorticosamente, man mano che si procede.

Nel nostro incedere per il mondo viviamo situazioni di ogni tipo: a casa, al lavoro, a scuola, con gli amici, con i parenti, nel tempo libero. Qui si respirano ogni genere di emozioni. La nostra pelle vi assorbe una infinità di stati d’animo che, uno dopo l’altro, giorno dopo giorno, possono diventare una seconda, terza, quarta pelle. Ma questa seconda terza o quarta pelle altro non è che un rivestimento alla prima, la nostra vera pelle!

Dalla gioia alla tristezza, dalla noia alla rabbia, dall’entusiasmo alla fatica, dalla frustrazione all’impotenza..….

Tali e tantissimi altri sentimenti per l’intensità e profondità con cui vengono vissuti, ora dopo ora, giorno dopo giorno sono fonte di cambiamento.

Una persona che respira in un ambiente imbrattato di tristezza, malinconia, angoscia finirà per trasudare essa stessa simili sentimenti. Lo sguardo, la postura e l’eloquio esprimeranno questi sentimenti nelle piegature del volto, nell’andatura lenta e incerta, nel colore opaco della sua pelle, negli occhi assenti che sembrano non riflettere l’immagine dell’altro e nel timbro della voce, roca, stridente o flebile. Una persona così è letteralmente trasformata e allontanata dalla sua vera indole. Alla nascita infatti non era certo così! Basta guardarne le foto. L’espressione degli occhi, ad esempio, dice molto di com’era una persona da piccola. Spesso sono occhi spalancati, aperti al tutto. Sono occhi assetati di sapere che vogliono gustare il mondo in ogni modo e forma.

Sempre che il mondo gli venga offerto!

Chi vive in un ambiente dove la rabbia è il primo sentimento che si respira al mattino e l’ultimo che si respira prima di coricarsi la sera non potrà che fare suo un simile stato d’animo, allontanando sempre di più molti altri sentimenti. Quelli non contemplati dalla rabbia innanzitutto, come la calma, la pace interiore, la comprensione.

Ecco che, il clima emotivo respirato in famiglia fin da bambini, diventa la linfa che nutre la nostra mente, il nostro cuore e il nostro corpo. Alimentati a sazietà, avremo sufficienti energie mentali, affettive e corporee per orientarci nel mondo, intraprendendo una via piuttosto che un'altra, seguendo alcuni sentieri più volentieri rispetto ad altri.

Chi al contrario non viene nutrito a sufficienza dalla figura genitoriale, chi non ha la pancia piena di coccole, amore, tenerezze e contatto fisico finirà per peregrinare alla ricerca di qualcosa o qualcuno/a che lo faccia stare bene. Che soddisfi i suoi bisogni. In pratica, che gli dia la sensazione di vivere, dando un valore alla sua esistenza!

Le emozioni vissute e condivise da bambino nell’ambiente affettivo di riferimento, determinano la seconda pelle. L’ambiente scolastico, di lavoro, le amicizie e il tempo libero andranno ad incidere su questa seconda pelle generando una terza o quarta pelle, a seconda.

Gli stati d’animo che incontriamo quindi, non ci sono mai indifferenti. Mai!

A volte, in piena coscienza, si pensa che sia così. Che tutto e tutti ci scivolano addosso, come fossimo un impermeabile. In realtà non è così. Noi non siamo un impermeabili altrimenti saremmo morti dentro. Al contrario, in quanto esseri viventi, assorbiamo tutto ciò che ci ruota attorno. Tutto risuona in noi. Alcune note poi, più di altre.

Sicuramente in molte circostanze possiamo e decidiamo di non voler sentire, come cita il famoso detto delle tre scimmie: “non vedo, non sento e non parlo”. Lo facciamo perché avvertiamo che questa è la cosa più giusta per noi in quel momento. E va bene.

Il problema infatti non sorge in quel frangente, tutt’altro. In alcuni momenti staccare l’interruttore dell’ascolto, della vista e della parola è una efficace strategia per tirarsi fuori da situazioni in cui non vogliamo stare o per evitare di respirare sentimenti per noi non gestibili, in quel momento lì.

Quando diventa un problema? Quando il “non sentire” si trasforma nell’unico modo possibile di porsi in relazione agli altri. Un modo di essere che non contempla più né l’ascolto di sé, né l’ascolto empatico dell’altro.

Quando i nostri occhi, che sembrano guardare e ascoltare l’altro, in verità oltrepassano il suo sguardo.

Ne consegue che, la seconda, terza o quarta pelle, non è più una pelle, bensì una crosta difensiva spessa e bitorzoluta. Una crosta che ha un significato emotivo profondo: rappresenta un involucro che protegge e nasconde dal dolore lacerante della propria storia. Spesso, si tratta di una storia contrassegnata dal non ascolto e dalla non accettazione di sé come persona.

In questi casi ecco apparire gli occhi di chi non sa più guardare, ascoltare e sentire per quello che l’altro è veramente. Gli occhi che non riflettono più, ma al contrario, oltrepassano lo sguardo. Questi sono gli occhi di chi si é perso. Di chi è smarrito dentro ad un corpo e una mente che non sa più come accedere al sentimento.

Come fare a ricontattarsi?

Non è certo facile, né tanto meno immediato. Anche se molti hanno la presunzione di pensarlo!

In genere le soluzioni cercate per sentirsi meglio allontanano l’emotivo anziché avvicinarlo. Stordirsi di musica-televisione-videogame, bere, fumare, alimentarsi oltre la sazietà, parlare ovunque cercando il surrogato dell’ascolto, consumare step, cyclette o altri attrezzi ginnici in palestra e non, massacrarsi di lavoro, cercare il mercato del sesso o “sniffare di ogni”, scarica sì la tensione accumulata ponendoci in uno stato di inibizione, ma il problema, oramai stratificato, rimane.

È fondamentale la piena consapevolezza di essersi smarriti. Di non saper ascoltare più empaticamente l’altro (ossia sentire ciò che prova l’altro in una determinata situazione), né se stessi.

Come fare allora per uscirne e ritrovarsi?

Attraverso un percorso emotivo guidato è possibile recuperare la strada, ormai interrotta, tra la mente, il cuore e il corpo. La comunicazione tra queste parti di noi permette di vivere in perfetta armonia. Di essere un tutt’uno con il mondo sociale.

Non solo. Cercare nello sguardo di chi ci ama la propria immagine riflessa può aiutarci e sostenerci per non perdersi ulteriormente.

Delimitare i propri confini psichici, affettivi e fisici aiuta a stabilizzare e consolidare l’idea reale di sé.

In tutto ciò poi, molto può fare l’abbraccio con il genitore omologo (dello stesso sesso). Per abbraccio non intendo la pacca sulla spalla o la toccata e fuga che permette solo di sentire l’odore del contatto fisico. Bensì la vicinanza di due corpi che, stretti l’uno all’altra, avvertono la reciproca diversità vibrano all’unisono.

Se si vuole stare bene veramente e riaccarezzare la nostra prima e seconda pelle è necessario quindi liberarsi da quanto, nel proteggerci, ci ha allontanato da essa.

Farlo costa sicuramente molta fatica.

Ottenerlo, però, ripaga di tutto.


Barbara CAMILLI

 

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