Lo stress nel lavoro
Da molti anni si parla di mal d’ufficio, ma mai come adesso lo stato di stress attivato nei luoghi di lavoro è così elevato. Il lavoro per molte persone si trasforma più che in una forma di reddito e di soddisfazione in un luogo dove ansia e paranoia crescono e si alimentano vorticosamente portando a devastanti reazioni psicosomatiche: dalla crisi d’ansia all’attacco di panico. L’ansia arriva all’improvviso, anche alla macchinetta del caffè, il drin del telefono o del cellulare fa letteralmente sobbalzare dalla sedia, aprire l’agenda per fissare o controllare gli appuntamenti o le scadenze crea angoscia al punto tale di sentirsi male.
Quando al lavoro si reagisce così, non si è più padroni del proprio stato mentale, fisico ed emozionale. È il lavoro che domina e controlla, manovrando la persona come una pedina in pena.
Secondo lo psichiatra americano Edward Hallowell che dirige il Centre for Cognitive and Emotional Health in Massachusetts queste reazioni rientrano in una nuova sindrome da mal d’ufficio denominata ADT (Attention Deficit Trait) e pare che colpisca un impiegato su tre.
Il professor Edward Hallowell riferisce che:
“l’ADT è un disordine psicologico e neurologico determinato da un sovraccarico del cervello. Il super lavoro e l’eccessivo stress ne sono la causa principale. I sintomi? Irritabilità, distrazione panico, timore di sbagliare e difficoltà a organizzarsi sul lavoro”.
Da tutto ciò è possibile uscirne e guarire ma è importante essere convinti di avere un problema altrimenti si creano altri problemi.
Come si può guarire?
Di sicuro senza psicofarmaci!
Siccome la nostra mente agisce anche in virtù delle abitudini che acquisisce è fondamentale sradicare le brutte abitudini acquisite e causa di tanto malessere. È importantissimo socializzare nell’ambiente di lavoro, questo non vuol dire giocare a battaglia navale o raccontarsela come se si fosse dalla parrucchiera. Bastano dei calorosi saluti di benvenuto, dei sorrisi accoglienti quando ci si incontra per i corridoi, degli accenni di assenso per un lavoro benfatto….insomma guardarsi e comunicare. Al contrario i musi lunghi, la fretta e il dare tutto per scontato azzera il livello di benessere e di soddisfazione che si deve provare quando si è al lavoro.
Quando si lavora inoltre è utile finire una pratica prima di iniziarne un'altra, fare troppe cose contemporaneamente ingorga il cervello di informazioni ed è facile andare in tilt.
Prendetevi del tempo per pianificare le cose da fare e per pensare a come eseguirle.
Imparate a compilare la lista dei compiti da svolgere senza tenere tutto in memoria; al termine della giornata poi prendete l’abitudine di cancellare dalla lista quello che avete fatto, così facendo il livello di compiacimento e di soddisfazione aumenterà.
Per avere altri consigli seguite gli articoli dell’osservatorio, pubblicati in questo sito e su Monster.it, nonché la serie di attività elaborate e proposte con il programma CAM.
25 settembre 2007








