• Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson


  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

Superare il disagio al lavoro

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

 

Vivere bene nel posto di lavoro è possibile?

Nella quotidiana pratica clinica mi capita sempre più spesso di venire a contatto con situazioni di malessere vissute nel posto di lavoro. È all’ordine del giorno sentire utenti che manifestano un grande disagio dovuto e causato da quello che vivono in quest’ambiente. Tralasciando la personale capacità di reagire a certi stimoli esterni, quello che preme evidenziare ora è proprio la scarsa evoluzione di molte dinamiche collegate al mondo del lavoro.

Ancora troppo spesso e, come dicevo, con dinamiche più ottocentesche che da secondo millennio, l’unico parametro di valutazione all’interno di moltissime aziende rimane il solo profitto e nulla più. È ovvio che il profitto sia e debba essere l’obiettivo finale di ogni attività, ma il come perseguirlo deve essere in continuo divenire, esattamente come lo è l’essere umano e la nostra società.

Intendo, ad esempio, che se la capacità di valutare le risorse umane si limita alle ore di straordinario, alla disponibilità a trasferte o spostamenti improvvisi, a valutazioni “cottimistiche”dell’operato, o peggio, alla disponibilità a subire budget sfidanti o soprusi vari al limite del mobbing, ecco allora che sorgono i problemi. Queste situazioni finiscono sempre per sfociare nel disagio psicologico (depressione, attacchi di panico, esaurimento nervoso, sindromi ossessive..) o in somatizzazioni più o meno gravi (mal di stomaco, cefalee, tachicardie, ulcere…).

Quale potrebbe essere allora una risposta adeguata e realistica a queste dinamiche?

Da sempre ed in tutte le aziende si sente dire che le risorse umane sono la vera ricchezza che ogni imprenditore ha; ma come questa ricchezza viene impiegata? C’è veramente la capacità di valorizzare e far fruttare le ricchezze intrinseche ad ogni persona, oppure vige una situazione in cui la ricchezza umana si sfrutta fino al logoramento?

È ovvio che la risposta è variegata: esistono moltissimi casi di eccellenza in cui la gestione della qualità e quindi l’attenzione all’umano la fanno da padroni, ma troppo spesso ho a che dare con persone che subiscono e, cosa più grave, lentamente si spengono nel tormento dell’impotenza che vivono dentro e intorno a se. Un paziente mi disse:“mi sembra di gridare ad una folla che non ascolta. Ci sei ma nessuno ti vede!”.

Datori di lavoro, direttori del personale, superiori e capi ufficio sordi ed incapaci di percepire il disagio, o a loro volta naufragati oramai da tempo nel mare del vivere male, sono il tracollo di ogni realtà produttiva, sia essa pubblica che privata. In tutte queste realtà si è perso di vista un aspetto, che tra l’altro è alla base dell’evoluzione umana. Sto parlando del fatto che ogni persona (dirigente, direttore, imprenditore, impiegato, operaio, libero professionista, artigiano…) ha dentro di sé un grandissimo potenziale, e che l’entusiasmo insito in se stesso è la forza che gli permetterà di raggiungere mete ambiziose.

Dove c’è malessere, dove impera il disagio psicologico, dove si respira la totale insoddisfazione, non c’è più la strada dell’entusiasmo. Questa si è interrotta, nella personale convinzione di non avere più risorse, né certezze personali cui attingere nei momenti di difficoltà. Ecco che il lavoro diventa asfissiante, l’ufficio una galera dove l’anima si sente soffocare da vissuti come la paura, la tensione, l’ansia, ecc.

Questi sentimenti per l’intensità dolorosa con cui sono sentiti vengono allontanati in tutti i modi possibili, fino ad anestetizzarli. La parola d’ordine allora diventa:“non sentire più!”,“non empatizzare!”,“non perdere tempo!”.

I sentimenti nei luoghi di lavoro nel timore di non riuscire a gestirli spesso sono demonizzati. In realtà ogni sentimento nella loro valenza positiva ci sanno sempre “regalare” dinamicità e capacità di reazione sorprendenti.

In un contesto di disagio lavorativo ci si chiede: “come è possibile ridare valore, spessore e fiducia alle risorse e al potenziale umano in ambito lavorativo?”, “Come stimolare i dipendenti a vivere serenamente sé stessi ed il proprio lavoro?”, “Come agevolare efficacemente l’espressione di sé avendo fiducia nelle personali capacità di sentire?”

Noi pensiamo che una risposta può essere l’Osservatorio Permanente delle Utilità

11 dicembre 2006

 

Barbara CAMILLI

 

* *