Adolescenza - corsi
Alcuni titoli dei corsi realizzati
- Come gestire i conflitti
- Il linguaggio dell’accettazione
- Esserci e ascoltare
- Raccontiamoci
- Imparare il linguaggio dei sensi
- Comunicare efficacemente
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Progetto di EDUCAZIONE alla SALUTE
a favore delle classi della scuola media
Premessa
Il periodo della PREADOLESCENZA e ADOLESCENZA è quella fase di passaggio che separa l’infanzia dall’età adulta ed ha come momento cruciale la pubertà.
Senza dubbio l’adolescenza e la preadolescenza assomigliano maggiormente ad una SECONDA NASCITA che si realizza in tappe progressive.
Il questa fase della vita di ogni ragazzo/a, se da un lato ci si sente sicuri di sé e pronti ad “abbandonare” la protezione familiare per essere “autonomi”, dall’altro non ci si sente ancora maturi e pronti per farlo. Spesso, però, i ragazzi non si ascoltano. Non vogliono ascoltarsi per paura, per rabbia, per vergogna.
E così il loro mondo emotivo viene messo sotto anestesia e l’identità psichica, che di per sé già vacilla, vive in preda alle paure e all’insicurezza di non essere capaci, di non essere competenti, di essere inadeguati.
In un discorso di prevenzione primaria il progetto rivolto ai ragazzi della scuola media intende favorire l’espressione dei sentimenti, nel senso che i ragazzi verranno aiutati a riflettere su come stanno loro, cosa sentono e come vedono il mondo.
Obiettivi del lavoro preventivo:
- la psicologia della Prevenzione ha sviluppato una molteplicità di orientamenti, ma in generale si può dire che i diversi indirizzi teorici e metodologici abbiano tutti recepito l’importanza di sostenere il ragazzo e la ragazza nell’affrontare le sue difficoltà e i suoi problemi di tipo emotivo o pratico.
- la prevenzione estesa ai ragazzi, quindi, ha come obiettivo principale quello di sorreggerli durante il processo di crescita, perché in questa specifica fase della loro vita sono più a rischio di chiusura emotiva e di blocco che li induce a NON CHIEDERE aiuto all’adulto significativo (genitore, insegnante).
In quest’ottica l’analista psicologa, in collaborazione con gli insegnanti, intende realizzare degli spazi di riflessione all’interno del gruppo classe stimolando i ragazzi ad esprimersi emotivamente. Inoltre si cercherà di offrire un’occasione di confronto fra i compagni sulle situazioni evolutive cui sono chiamati a rispondere, orientandoli verso le figure di riferimento (genitore, insegnanti) alle quali ci si può rivolgere per chiedere AIUTO NEI MOMENTI DI DIFFICOLTA’, DI PAURA E DI SCONFORTO.
Metodologia degli interventi per le classi I° e II°:
Con i ragazzi delle classi prime si affronteranno tematiche individuate dagli stessi. Nello specifico: “stare bene a scuola” e “migliorare le interazioni e i rapporti con i coetanei”.
Gli argomenti riflettono in maniera molto sentita il tema della convivenza e dell’intenso lavoro affettivo che si sviluppa in ogni classe. Soprattutto in questo periodo della loro vita.
Và ricordato che ogni classe è anzitutto un “gruppo” dove si muovono affetti cui spesso non viene prestata la giusta attenzione. Così facendo spesso il gruppo classe viene sottoutilizzato come risorsa.
Il “clima affettivo” che alberga in ogni classe se se ne conoscono le dinamiche, potrebbe andare a beneficio del benessere e dell’apprendimento di ogni singolo ragazza e ragazzo.
Alla luce di quanto detto, e data la complessità dell’argomento, i ragazzi saranno guidati e stimolati a riflettere sull’argomento dall’analista psicologa. Questo avverrà tramite l’ausilio di racconti, storie, fiabe o articoli corrispondenti alle necessità emotive della classe, segnalate tempestivamente dalla professoressa referente.
All’interno della classe verranno inoltre attivati gruppi di brainstorming per indurre i ragazzi a riflettere e “dire il proprio pensiero” su quanto emergerà dalle letture.
L’analista psicologa prevede (se i tempi lo consentono) di vedere ogni classe per 2 volte. Questo per ottimizzare il dialogo costruito durante il primo incontro e per dare feed-back a coloro i quali hanno fatto richieste e domande specifiche durante il precedente incontro.
Struttura degli interventi:
1. Nella fase preliminare il progetto prevede l’incontro con tutte le insegnanti referenti, per concordare l’intervento e l’attività che sarà svolta con i ragazzi. (1h.)
2. Dopodiché ci sarà un primo incontro con la classe della durata di due moduli (un modulo da 50 min).
3. In seguito all’elaborazione su quanto emerge dall’incontro, attivazione di un secondo incontro con la classe della durata di due moduli.
4. Al termine del lavoro con i ragazzi, restituzione finale fatta a ciascun referente di classe, da parte dell’analista psicologa, attraverso una relazione scritta. (2h.)
5. Verrà inoltre redatto un report da dare alle famiglie per coinvolgerle nel lavoro di prevenzione svolto nelle classi.
Metodologia degli interventi per le classi III°:
Considerato l’interesse per i ragazzi/e su argomenti come: “l’uso del tabacco, l’alcool, le droghe. Comportamenti questi su cui riversare le proprie emozioni di crescita” e “i problemi legati alle prime emozioni nel rapporto maschio e femmina” si intendono attivare dei percorsi guidati di riflessione da parte dall’analista psicologa, al fine di creare uno spazio di ascolto e di elaborazione di gruppo delle fantasie comuni sugli argomenti su indicati, unitamente alle scelte e progetti che riguardano il futuro affettivo.
Gli incontri che affrontano le tematiche dei comportamenti a rischio (uso di droghe, alcool, tabacco….) intendono aiutare i ragazzi a sentirsi legittimati nella naturale paura a confrontarsi con simili realtà, dando ascolto alla propria esigenza di darsi del tempo per crescere. Questo perché la ricerca del piacere effimero spesso non è un esigenza reale, quanto indotta da un fine commerciale, di protagonismo…… comunicato dai media.
Il poter dire la propria opinione, anche provocatoriamente, li libera dal peso di sentirsi soli a vivere una battaglia personale, mettendoli contemporaneamente in guardia sul carattere assolutamente dereale di tali fantasie.
Gli incontri che affrontano le tematiche dell’affettività ruoteranno attorno al tema dell’identità e del rapporto con la propria famiglia. Questo perché il desiderio di crescere e di emanciparsi dalla famiglia (come è giusto che sia) spesso viene confuso con la squalifica e la svalutazione della stessa, fino ad agire fughe in avanti che li vede lanciarsi in prove sul campo e agendo la sessualità in anticipo, rispetto al tempo emotivo reale.
Oggi i ragazzi sul tema dell’affettività sono prepotentemente messi in confusione e indotti a trasgredire nei modi e nei tempi a loro non congeniali.
Ecco che per loro il tempo dell’amore è intricato, poco chiaro e ritenuto uguale per tutti.
Per questo è necessario aiutarli a riflettere che è bene che ognuno sappia ASCOLTARSI e RICONOSCA E RISPETTI il proprio tempo emotivo.
Struttura degli interventi, diversificati in itinere sui contenuti:
È previsto un incontro preliminare con le professoresse referenti al fine di impostare il lavoro. (1h.)
Successivamente sono previsti degli incontri in classe (totale quattro moduli) da parte dell’analista psicologa che stimolerà i ragazzi al dibattito. È contemplato l’uso di stimoli video, audio o cartaceo.
È possibile lavorare su un film precedentemente visionato con l’insegnante. Su un testo musicale, redigendo anche un proprio testo, che potrà essere dalla classe prodotto e registrato. Su un racconto, dapprima letto e discusso, per poi crearne uno che rispecchi il loro universo emotivo. Infine è possibile dalla lettura e analisi emotiva di una poesia arrivare ad una loro produzione. Individuale o di gruppo.
Al termine del lavoro con i ragazzi, restituzione finale fatta a ciascun referente di classe, da parte dell’analista psicologa, attraverso una relazione scritta. (2h.)
Verrà inoltre redatto un report da dare alle famiglie per coinvolgerle nel lavoro di prevenzione svolto nelle classi.
Riuscire a creare QUANTI PIU’ MOMENTI POSSIBILI di socializzazione all’interno del gruppo classe è oltremodo importante oggi. Questo perché spesso i ragazzi vedono nella scuola solo la funzione giudicante e repressiva e non il luogo dove affinare le proprie potenzialità emotive, valoriali e sociali.
Con questo tipo di attività si vuole:
- consentire ai ragazzi di vedere e riconoscere negli altri problemi ed emozioni simili ai propri,
- favorire lo scambio di emozioni,
- agevolare la conoscenza di stili relazionali, comportamentali e affettivi che partono da problemi simili, stimolandone il confronto.
La rivista di categoria dei pediatri americani ha pubblicato il risultato di un’inchiesta, svolta per appurare se la vista di programmi televisivi sul sesso possa influenzare il comportamento sessuale degli adolescenti.
Lo studio, che ha coinvolto ragazzi di entrambi i sessi tra i 12 e 17 anni, ed è stato ripetuto ad un anno di distanza per valutare i dati raccolti in precedenza, ha evidenziato che i 2/3 dei programmi televisivi contengono allusioni più o meno evidenti al sesso, attraverso il linguaggio, le immagini o l’abbigliamento discinto delle veline di turno.
I ragazzi in età adolescenziale che guardano molti programmi a contenuto sessuale, (ormai anche le fiction trasmesse in prima serata contengono scene d’amore piuttosto esplicite), hanno una probabilità doppia di avere una vita sessuale attiva in età precoce, rispetto a quelli che non li seguono.
L’influenza è presente anche se l’accenno al sesso è appena abbozzato, e questi ragazzi sono attratti dai rapporti sessuali più disinibiti, normalmente presenti in età più mature.
Sono sempre più frequenti i casi di stupri effettuati da giovanissimi a danno di coetanee: situazioni aberranti che possono essere evitate con azioni preventive. Stimolare i ragazzi alla cultura può aiutarli a crescere in maniera consapevole, come la frequentazione dei coetanei li forma alla comunicazione, senza dimenticare che un’attività sportiva è un ottimo metodo per canalizzare le energie in modo sano.
8 gennaio 2007
Dottoressa Camilli








