Abruzzo - 19_07_2009
Nono giorno
Faccio veramente tanta fatica nel raccontarvi questa giornata e non è semplice trovare le parole per descrivere le forti emozioni che ho provato. Oggi si parte e si fa rientro a casa.
Mi sono svegliata molto presto per poter lavare i capelli e non mi sono poi mossa dal Campo fino alla partenza. Dopo che le due nuove colleghe sono partite per incontrare Antonella e caricare parte del materiale, ho cercato di riordinare le ultime cose, sistemare le valigie e salutare tutte le persone che ho conosciuto. Verso ora di pranzo è rientrata Antonella con le colleghe ed abbiamo scaricato il materiale senza però riuscire a distogliere l’attenzione dal pensiero della nostra partenza. Antonella ha trascorso con noi qualche ora: abbiamo mangiato insieme, abbiam fatto le ultime foto ed è stata con noi fino a quando non ha visto il bus, destinazione Roma, allontanarsi dalla fermata. Sono convinta (con un po’ di presunzione) che se avesse potuto fermare l’autobus l’avrebbe fatto e mi avrebbe tenuto ancora un po’ li con lei.
Non avevo tante parole oggi, ero visibilmente imbarazzata perché le emozioni se sono troppo intense mi fanno porre in una posizione apparentemente di chiusura.
Non serviva dirci più niente, i nostri occhi parlavano già.
Ho salutato alcune persone fino alla noia. Avete presente quando continui a salutarle salutarle salutarle e salutarle collezionando un mondo di baci….ecco i nostri saluti oggi sono stati così.
Le persone che ho incontrato mi hanno regalato tanto. Oggi sono andata a salutare gli/le abruzzesi ospiti del Campo Centi Colella, conosciuti in questi giorni, e voglio raccontarvi la reazione della mia nonnina: “è arrivata la mia odalisca” – mi ha detto riferendosi ovviamente al mio strano abbigliamento – “sei bella come il sole” e poi si è emozionata, si è messa a piangere abbracciandomi forte e chiedendomi di ritornare a trovarla perché tanto lei sarà lì in quella tenda ad aspettare.
E sperò tanto che l’attesa per questa gente non sia lunga perché i tempi troppo lunghi possono diventare intollerabili per le fasce più deboli (anziani, bambini, disabili) ma anche difficili per tutta la popolazione che potrebbe far fatica a riattivare la quotidianità.
Ho saluto tutti quelli che sono riuscita a salutare, ma mi sento strana, mi sembra di aver dimenticato qualcosa o qualcuno…. chi lo sa?.... in realtà io a L’Aquila ci ho lasciato il mio CUORE.
Questa esperienza mi ha donato veramente tanto sia dal punto di vista personale che professionale e sperò di riuscire a tornare presto in Abruzzo per condividere ancora un po’ del mio tempo con voi. Vorrei vedere (e sostenere) queste persone riprendere in mano la propria vita e ricominciare a sognare. Questo succederà ma oggi non posso che dirvi non arrendetevi mai e continuate a combattere questa sfida a cui la vita vi sta sottoponendo senza paura, ma con quei sorrisi che rimarranno per sempre impressi nel mio cuore.
Il nostro viaggio si conclude alle 23:00 ma l’entusiasmo di questa esperienza e i ricordi di tutti voi non svaniranno mai.
Un caro saluto
Dottoressa Cristina Franchino
Faccio veramente tanta fatica nel raccontarvi questa giornata e non è semplice trovare le parole per descrivere le forti emozioni che ho provato. Oggi si parte e si fa rientro a casa.
Mi sono svegliata molto presto per poter lavare i capelli e non mi sono poi mossa dal Campo fino alla partenza. Dopo che le due nuove colleghe sono partite per incontrare Antonella e caricare parte del materiale, ho cercato di riordinare le ultime cose, sistemare le valigie e salutare tutte le persone che ho conosciuto. Verso ora di pranzo è rientrata Antonella con le colleghe ed abbiamo scaricato il materiale senza però riuscire a distogliere l’attenzione dal pensiero della nostra partenza. Antonella ha trascorso con noi qualche ora: abbiamo mangiato insieme, abbiam fatto le ultime foto ed è stata con noi fino a quando non ha visto il bus, destinazione Roma, allontanarsi dalla fermata. Sono convinta (con un po’ di presunzione) che se avesse potuto fermare l’autobus l’avrebbe fatto e mi avrebbe tenuto ancora un po’ li con lei.
Non avevo tante parole oggi, ero visibilmente imbarazzata perché le emozioni se sono troppo intense mi fanno porre in una posizione apparentemente di chiusura.
Non serviva dirci più niente, i nostri occhi parlavano già.
Ho salutato alcune persone fino alla noia. Avete presente quando continui a salutarle salutarle salutarle e salutarle collezionando un mondo di baci….ecco i nostri saluti oggi sono stati così.
Le persone che ho incontrato mi hanno regalato tanto. Oggi sono andata a salutare gli/le abruzzesi ospiti del Campo Centi Colella, conosciuti in questi giorni, e voglio raccontarvi la reazione della mia nonnina: “è arrivata la mia odalisca” – mi ha detto riferendosi ovviamente al mio strano abbigliamento – “sei bella come il sole” e poi si è emozionata, si è messa a piangere abbracciandomi forte e chiedendomi di ritornare a trovarla perché tanto lei sarà lì in quella tenda ad aspettare.
E sperò tanto che l’attesa per questa gente non sia lunga perché i tempi troppo lunghi possono diventare intollerabili per le fasce più deboli (anziani, bambini, disabili) ma anche difficili per tutta la popolazione che potrebbe far fatica a riattivare la quotidianità.
Ho saluto tutti quelli che sono riuscita a salutare, ma mi sento strana, mi sembra di aver dimenticato qualcosa o qualcuno…. chi lo sa?.... in realtà io a L’Aquila ci ho lasciato il mio CUORE.
Questa esperienza mi ha donato veramente tanto sia dal punto di vista personale che professionale e sperò di riuscire a tornare presto in Abruzzo per condividere ancora un po’ del mio tempo con voi. Vorrei vedere (e sostenere) queste persone riprendere in mano la propria vita e ricominciare a sognare. Questo succederà ma oggi non posso che dirvi non arrendetevi mai e continuate a combattere questa sfida a cui la vita vi sta sottoponendo senza paura, ma con quei sorrisi che rimarranno per sempre impressi nel mio cuore.
Il nostro viaggio si conclude alle 23:00 ma l’entusiasmo di questa esperienza e i ricordi di tutti voi non svaniranno mai.
Un caro saluto
Dottoressa Cristina Franchino








