• L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.â€

    Henry Miller (1891-1980)
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino

L'aggressività nei bambini

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gli strumenti a disposizione dei genitori per fare in modo che questo sentimento non si sviluppi in forme di grave malessere

 

Per quel che concerne il temine aggressività, questi ha la stessa origine etimologica della parola “gradino†e “ingressoâ€. Quindi sono entrambe legate al concetto di movimento.

Ecco che la radice latina da cui derivano significa “fare dei passi in avantiâ€, “andare avantiâ€.

Anche “aggressione†e “aggredire†hanno la stessa radice, ma nella nostra lingua hanno assunto il valore di “attacco violentoâ€, di offesa che danneggia qualcun’altro.

Si comprende, quindi, come da un differente utilizzo di termini simili abbiano avuto origine interpretazioni ambigue del comportamento detto “aggressivoâ€.

Ecco che, in questo modo, i termini simili sfumano l’uno nell’altro, come se fossero sinonimi, tutti accomunati dalla lotta per il potere e la sopravvivenza, cui ci costringe spesso anche la nostra società i cui valori si riassumono nel principio secondo cui “il pesce grosso mangia il pesce piccoloâ€.

Per fortuna non è così.

Valori come la solidarietà, l’aiuto reciproco senza tornaconto esistono.

Dal punto di vista psicologico l’aggressività è considerata una manifestazione positiva. Una componente fondamentale della personalità, nel senso che un bambino che ha dell’aggressività è un bambino che si espone, che ha rapporti con altri bambini e che rivolge la parola alle persone senza eccessivi problemi.

L’aggressività, dunque, entra in gioco ogni qual volta ci muoviamo dal nostro ambito personale per incontrare gli altri.

Allora quando diventa sinonimo di patologia?

Lo diventa quando la sua manifestazione attiva modalità che sono distruttive per il bambino e le persone che gli stanno intorno: come picchiare i compagni, picchiare i genitori, reagire con scatti di ira, a volta incontrollabile, ad ogni “no†o ad ogni “criticaâ€â€¦.

Ci sono bambini che tendono ad adottare costantemente atteggiamenti di questo tipo, altri invece che ne prendono le distanze per paura di complicarsi ulteriormente la vita sublimandola però in altri comportamenti, socialmente accettati, come la razionalizzazione, l’eccessivo agonismo sportivo……

Prendiamo l’esempio del bambino che picchia i compagni, o addirittura i genitori. Questi devono imparare a rispettare i genitori e gli altri, non tanto per il principio: “non si deve fareâ€, poiché per un bambino che soffre questo non vuol dire nulla.

Occorre fargli capire il perché emotivo. Poiché se và avanti adottando comportamenti del genere finisce solo per colpevolizzarsi fino a considerarsi indegno e spregevole.

Che fare allora? Come recuperare un energia, come l’aggressività e la paura, che, come abbiamo visto, di per sé sono  vitali, e dargli uno sbocco positivo e costruttivo senza che si ritorca contro il bambino e le persone a lui care?

Di soluzioni preconfezionate sicuramente non ne esistono, e la nostra società ne è una dimostrazione. Però può aiutare il fatto che ognuno di noi ha l’ingrediente per riuscire a lenire simili sentimenti. Mi riferisco al comunicare con il proprio figlio da quando è piccolo.

Si parla tanto di comunicazione dei sentimenti, ma a volte impropriamente a volte erroneamente.

La comunicazione emotiva equivale a dare spazio al proprio sentire emotivo e fisico. Invece spesso tendiamo a razionalizzare i sentimenti, giustificandoci o trovando, per forza delle motivazioni, sul nostro star male o bene.

Spesso alla domanda “come stai?†la risposta tipo è “Tutto bene†o  addirittura “Benissimo!†con un tono a volte scocciato, come se avere una brutta giornata o solamente un brutto momento fosse negativo.

Pensate alla recente pubblicità delle merendine Kinder. Il bambino arriva a casa e alla domanda della mamma “come è andata a scuola oggi†lui risponde “tutto beneâ€. Ma la mamma che sa, pensa come in una moviola, tutto quello che il figlio può aver fatto a scuola. Infine arriva la ricompensa, sempre rappresentata come cibo che gratifica il bambino.

A dire il vero ci starebbe bene solo un abbraccio che sarebbe mille volte più rigenerante di una merendina preconfezionata.

È molto importante, dunque, educare i bambini ad esprimere come si sentono, dando noi il primo esempio. Questo li aiuterà a riconoscere i sentimenti che provano, a esprimerli e rispettarli in loro e negli altri.

Ad un sentimento aggressivo, che evolutivamente è normale, oggi si sente sempre più spesso parlare in termini di aggressività, prepotenza, di violenza, di abusi, di sopraffazione, di massacri, di estinzione….. A comunicarlo quasi sempre sono i media tramite la cronaca, i documentari oppure i film. Ma allora, quelle dei bambini sono solo reazioni aggressive volte ad affermarsi e di paura volte a blocco o piuttosto sono reazioni al sentimento di sentirsi, costantemente e impercettibilmente aggrediti? E da chi?.

Per rispondere a simili quesiti e bene soffermarsi un attimo su un aspetto: ossia, su quelle emozioni che a volte ci ritroviamo addosso senza sapere il perché. Sappiamo solo che ci irritano e che necessitano di essere scaricate. Ma a volte, non abbiamo ben chiaro il perché le proviamo.

Ebbene, se questo accade a noi adulti, quando magari nell’ambiente di lavoro sono tutti molto tesi, o durante le chilometriche file al supermercato, magari quando su 5 casse solo una è aperta e nessuno si attiva per aprirne un’altra, pensate come e quanto si confonde il bambino, che non solo non conosce e sa distinguere bene le sfumature delle emozioni, ma le percepisce come sue e non come indotte dall’esterno.

Per un bambino è devastante tutto ciò ed è motivo di scoppi di “ira†e di profonda confusione interiore se non viene aiutato a capire, fino a sfociare, nel disagio psicologico.

Spesso i bambini che si sentono così “arrabbiati†sono votati all’autosqualifica e alla disistima di sé, che si amplifica quando genitori e insegnanti, inconsapevolmente, rimarcano questo loro comportamento.

In questi casi è indispensabile aiutarli, dando loro ascolto, sostegno e fiducia, altrimenti finiscono solo per farsi del male, autoconvincendosi di essere una persona negativa.

Ecco che, se per un genitore educare un figlio è già difficile, diventa un impresa ancor più ardua se lasciamo che il sociale ambiguo interferisca in termini di: erotismo esasperato, di attaccamento al denaro, ricerca del potere, lasciarsi andare al panico irragionevole e alla perdita di fiducia in sé stessi e nei PROPRI GENITORI, fino a lasciare che le emozioni tramite reazioni psicosomatiche (ulcera, mal di cuore, palpitazioni, ipertensione, collasso) parlino per noi e per i nostri figli.

La via del dialogo e dell’ascolto attivo sono le uniche percorribili affinché il rapporto genitore figlio cresca all’unisono.

 

 

5 gennaio 2007

 

Barbara CAMILLI

 

 

 

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