• Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino

Il genitore omologo

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L’importanza assunta dal genitore omologo (dello stesso sesso) nel processo di socializzazione dei figli

 

 

Oggi più che mai il ruolo del genitore è sottoposto a tutta una serie di pressioni, provenienti non solo dal lavoro, dalla famiglia di origine, dal contesto sociale di riferimento, ma anche dai media, film, telefilm soap opere, che danno indicazioni su come muoversi nel mondo della genitorialità.

Cosa significa diventare genitori!

La genitorialità non scatta automaticamente con la nascita di un figlio, come per magia. Tutt’altro! La nascita di un figlio porta a rivedere sè stessi in qualità di figli, soprattutto sé il bambino è dello stesso sesso del padre o della madre. Con il divenire genitori e con il crescere dei figli scattano vecchie paure, rancori, conflitti, timori accantonati per tanto tempo. Non solo, nel loro riemergere questi vissuti si manifestano con un intensità emotiva amplificata da anni di rimozione e/o negazione.

Chi ha sperimentato il rapporto con il proprio genitore omologo, beneficiando del suo amore ma anche scontrandosi con il suo carattere e le sue idee, è avvantaggiato, perché ha potuto sperimentare, libero da ogni interferenza, il rapporto con il medesimo. Al contrario, chi non ha potuto o voluto confrontarsi con il genitore omologo si potrà sentire incompleto, rifugiando in contesti o ricercando persone che possono compensare al meglio questa sensazione di “vuoto”.

Perché è importante il rapporto con il genitore omologo (dello stesso sesso)?

Il rapporto con il genitore omologo mette il bambino nelle condizioni di sperimentare sé stesso attraverso il suo riferimento affettivo omologo: il padre per il figlio maschio e la madre per la figlia femmina.

Il rapporto con il genitore omologo inoltre fornisce al bambino tutta una serie di conferme che lo aiutano nel lungo e complesso processo di socializzazione. Infatti a differenza di quanto comunemente si crede, nel processo di socializzazione non riveste un ruolo di fondamentale importanza il precoce rapporto con i coetanei. Affinché il bambino possa sviluppare serenamente il naturale processo di separazione dalla famiglia e di avvicinamento con i coetanei, deve aver prima acquisito la sicurezza di base e la tranquillità emotiva che solo il rapporto con il genitore, ancor più se omologo, gli può dare. Una volta acquisito tutto ciò (la sicurezza e la fiducia di base) sarà pronto per gestire le relazioni e il confronto con gli altri.

Il processo di socializzazione si configura dunque, come un momento educativo che si realizza prima di tutto all’interno della famiglia. Giocare, interagire, ridere ma anche arrabbiarsi e dibattersi con il genitore nella prima infanzia è importante per il bambino, perché comunque vada il genitore lo confermerà sempre con il suo amore. E’ pertanto illusorio pensare che il solo fatto di stare insieme a tanti bambini, per di più all’interno di una situazione scolastica, che è per sua indole giudicante, possa aiutarlo a socializzare e a superare le difficoltà.

Molte esigenze e necessità educative ce le siamo create noi con il benessere (asilo nido e scuola materna), occorre però ricordare che il bambino è in via di sviluppo, che la sua identità è in via di formazione, che il senso del giudizio è agli albori, che lo sviluppo sessuale in senso psichico sarà decisivo nel periodo della preadolescenza, lo stesso vale per lo sviluppo emozionale.

Con questo voglio dire che ci sono dei periodi nella vita della persona che vanno rispettati, a maggior ragione per un bambino e non accelerati e forzati. Le tappe evolutive di ognuno sono soggettive: ci sono bambini che anticipano dei processi (cognitivi o motori) a scapito di altri e viceversa. Questo vale anche nella capacità e voglia di stare con i coetanei: ci sono bambini che lo desiderano perché incuriositi mentre altri manifestano un certo disinteresse. Forzarli a interagire è un errore. Il genitore che lo fa dovrebbe domandarsi se è un suo bisogno, una sua necessità. Se così fosse si dovrebbe assecondare cercando delle occasioni per “socializzare”.

Ricordo il caso di una bambina, che chiamerò Giulia, di tre anni che con la mamma stava facendo l’inserimento alla scuola materna.

La bambina per i suoi tre anni sembrava molto più grande, era infatti più alta dei suoi coetanei, gracile e per questo molto pallida. In gruppo non sorrideva mai. Quando la mamma la accompagnava, stava un po’ con lei e poi la lasciava con gli altri bambini ma Giulia si metteva subito a piangere, non voleva sentire ragioni all’idea di staccarsi da sua mamma. Questa per un po’ rimaneva ma poi doveva andare. Nel resto della giornata la bambina non giocava con nessuno, non partecipava a nessuna attività educativa, stava da sola ad aspettare che sua mamma la venisse a prendere. Al momento del pasto poi non mangiava, e se forzata andava in bagno a vomitare, a volte anche solo acido gastrico.

Il tutto viene fatto presente alla madre la quale dice che anche a casa mangia poco ma ritiene giusto mandare sua figlia a scuola, anche se lei è a casa dal lavoro. La bambina sta sviluppando un principio di anoressia, e rifiutando il cibo vive il conflitto con la madre.

La madre aveva deciso di mandare la figlia a scuola perché erano scattati i tre anni. Età in cui si accede alla scuola materna.

In realtà questa bambina non era pronta emotivamente a stabilire delle relazioni con altri bambini perché non aveva ancora acquisito una sua serenità emotiva. A differenza degli altri bambini aveva bisogno di più tempo, soprattutto di tempo da trascorrere con la madre.

Come spesso accade questa mamma voleva aderire all’uso di portare la figlia alla scuola materna giunti i tre anni, senza valutare se la figlia era pronta per una esperienza così nuova e intensa.

Per concludere vorrei sottolineare due aspetti; innanzitutto che nel contesto sociale attuale, dove imperano le interferenze di ogni tipo; economiche, sociali e culturali, la famiglia può facilmente trovarsi spaesata e non sapere come orientarsi, di fronte a tanti messaggi. Il vissuto comune è di sentirsi diversi, se non si aderisce ai modelli sociali oltre che ai canoni estetici proposti e imposti dalla nostra società.

Ecco che per formarsi e per crescere la famiglia necessita del nutrimento e del contributo di tutti i suoi componenti, altrimenti la legge dell’economico, quindi il dare per avere, cancella non solo ogni possibilità di esprimere l’amore, ma anche di comunicare.

Consiglio sempre di dare ampio spazio all’interno della famiglia ai rapporti simbiotici, cioè di seguire la naturale spinta all’amore, che è nell’indole di un genitore, quindi abbracciarsi, scambiarsi dei massaggi, raccontarsi storie, esprimere le emozioni verbalizzando, ad esempio, cosa si prova nelle varie esperienze quotidiane: gioia per essere insieme alla mamme al papà, tristezza perché non vede il nonno, paura perché ha visto un cane abbaiare all’improvviso, rabbia perché ha litigato con l’amico…., questo al fine di condividere le gioie e i dolori.

Prestare ascolto al mondo emotivo del proprio figlio, ma anche al proprio, ci permette di crescere insieme a lui. Noi abbiamo molto da dire e da raccontare, ma anche nostro figlio ha molto da insegnarci in termini di umiltà, capacità di ascolto, determinazione, entusiasmo, gusto per la scoperta, il piacere della novità e del dolce far niente.

A tal proposito una madre di tre figli maschi tempo fa mi disse, che a loro aveva dato tanto, “amore, coccole, momenti di tenerezza. Aveva condiviso le crisi evolutive, i pianti, le richieste ossessive, ma proprio per questo da loro aveva imparato molte cose. Aveva tratto insegnamento e voglia di fare dall’inesauribile energia che questi figli sprigionavano in ogni cosa che facevano e che a lei, per tanti motivi, era sempre mancato”.

 

3 gennaio 2007

  

Barbara CAMILLI  

 

 

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