Diventare genitori
L’arrivo di un bambino comporta inevitabilmente un rivoluzionamento delle abitudini consolidate nella coppia, che per quanto preparata e desiderosa di vivere la genitorialità, si trova ad affrontare un grande cambiamento, sia nella vita del singolo che nella relazione a due.
Il primo scoglio da superare è il rapporto del neonato col sonno: se ha difficoltà a dormire, soprattutto di notte, i genitori si trovano ad affrontare ore interminabili tentando di tranquillizzare il bambino che spesso, oltre a non dormire, piange a lungo.
Questa situazione comporta una stanchezza cronica che rende difficile la concentrazione al lavoro o nello svolgimento delle faccende domestiche, e dà la sensazione di non essere in grado di dedicare tempo alla cura di sé.
Una reazione perfettamente fisiologica e molto comune è la gelosia del neopadre, sia nei confronti del figlio che assorbe tutte le attenzioni della mamma, che in relazione alla moglie, considerata privilegiata perché ha la possibilità di trascorrere molto più tempo col bimbo.
Nella donna, invece, la stanchezza dovuta all’accudimento del neonato, unita alla modificazione del corpo che la gravidanza ha creato, concorre a farla sentire poco desiderabile fisicamente, e questa sensazione può portarla ad eludere i rapporti sessuali nelle settimane immediatamente successive al parto.
Inoltre, l’arrivo del piccolo può far emergere divergenze educative per cui può capitare che ci si accusi reciprocamente di viziare o al contrario di ignorare le richieste del bambino, oppure di litigare perché uno accusa l’altro di non dargli una mano, costringendolo a sovraccaricarsi di lavoro.
Sono situazioni di tensione amplificate dalla stanchezza e dallo stress dovuto allo stravolgimento dei propri ritmi, che però non vanno sottovalutate, ma chiarite al momento con la dovuta calma, evitando che si accumulino dando vita a una polveriera.
Possono succedere dei malintesi, ad esempio se il marito si sente inadeguato ad occuparsi del bambino, lasciando alla moglie tutto il peso della cura, facendola sentire sola ad affrontare un momento particolarmente impegnativo da ogni punto di vista: parlandosi apertamente, senza attaccare o accusare, ma spiegando ciò che si sente e di cui si ha bisogno, si dà modo all’altro di capire e di poter essere d’aiuto.
E’ importante che ci sia il tempo necessario per poter parlare, consapevoli che la stanchezza può provocare una visione amplificata del problema, spinti dalla volontà di esprimersi e di ascoltare l’altro.
Un chiarimento costruttivo porta a risolvere i problemi insieme: può essere sufficiente lasciarsi reciprocamente una serata libera dedicando del tempo a se stessi, rivedendo la gestione della casa in maniera più equa.
Non bisogna dimenticare di essere una coppia, ritagliando del tempo da trascorrere insieme fuori casa, lasciando il bambino dai nonni o con una baby sitter fidata, oppure preparare una cenetta speciale da consumare dopo aver messo a nanna il piccolo.
Bisogna coltivare il piacere di confrontarsi su ciò che accade nel mondo, di raccontarsi cosa è accaduto mentre uno dei due era fuori casa: è sufficiente dedicare qualche minuto alla condivisione per mantenere vivo il rapporto.
E infine, programmare momenti da trascorrere tutti e tre insieme, durante il tempo libero, facendo qualcosa che appassioni e rilassi: aiuterà a creare armonia e a ricaricare le pile per tutto il resto della settimana.
Ogni cambiamento crea disagi e paure, ma il tempo è sempre amico e aiuta a superare tutto, dando la possibilità di vivere al meglio le gioie della genitorialità.
3 gennaio 2007








