Voglia di vivere una vita serena
Il mio nome è Mina ed ho 41 anni quest’anno.
Lo so che quello che sto per scrivere vi sembrerà una mia paranoia a perseverare nel fare le scelte sbagliate, posso garantire che avete perfettamente ragione.
Infatti, c’è anche il sbagliare umano perseverare è disumano.
Ma io come al solito non lo faccio per cattiveria oppure perché sia interdetta, ma solo perché credo nella buona fede degli altri, ma mi accorgo che alla fine sono io quella che soffre sta male e fa soffrire chi gli è accanto.
Mi spiego meglio lo so che tutti abbiamo pregi e difetti, ma spesso bisogna anche avere il coraggio di saperli ammettere e porre anche la parola fine anche se questo potrebbe portare diversi problemi e diverse problematiche anche di tipo economico.
Io purtroppo dopo che è venuto a mancare mio padre, non ho più avuto una famiglia felice, come quella del mulino bianco.
Anche se a dire il vero mi sarebbe piaciuta una famiglia armoniosa pronta ad aiutarsi a vicenda, io alcune famiglie così le conosco e le invio tantissimo.
E’ ovvio da piccolini con i propri fratelli e sorelle si litiga ma almeno io con mia sorella con la quale ho 13 mesi di differenza ci siamo sempre cercate eravamo davvero molto unite, ma poi si cresce si cerca il compagno della propria vita e il rapporto tra fratelli e sorelle può capitare che s’interrompe perché si provano esperienze nuove e ci si crede di essere delle donne mature ed emancipate, invece non è così, abbiamo ancora molto da crescere.
Poi c’è il momento più brutto della nostra vita, la perdita di un genitore, ci riunisce solo lo sconforto, ma in alcuni casi come nel mio è brutto da dire seppellita la persona cara, prende il sopravvento sulla ragione sull’amore fraterno, la maledetta parola “EREDITA”, portando così a vari ed inutili dissapori soprattutto quando in vita vi è ancora un genitore.
Io purtroppo nei miei primi 40 anni di vita, non ho avuto molte gioie, alcune sono durati solo attimi, ma poi il nulla e tutta ora è così.
Nel 1985 conobbi un uomo per fantastico, non mi faceva mancare nulla, era pieno d’attenzioni, d’amore, deciso a dividere la sua vita con me.
Dopo tanti ma davvero tanti ostacoli ed avversità siamo riusciti a coronare il nostro sogno quello di diventare marito e moglie, eravamo felici, avevamo qualche problema soprattutto perché lui aveva voluto aprire una officina meccanica e portava gran tensione, a causa di clienti che non pagavano, alla sete di grandezza da parte di lui, il quale purtroppo non aveva mai staccato il cordone ombelicale con la madre, si faceva comandare da tutti, ed io dovevo soccombere per la riuscita del mio matrimonio.
Ma nulla, lui incominciò a raccontare bugie, menzogne, se n’andò, io ne soffri davvero molto soprattutto perché mi ero sposata con amore, convinta in un matrimonio eterno con dei figli, ma nulla dall’oggi all’indomani chiese la separazione ed ancora oggi sinceramente vorrei capire il perché.
Eravamo molto uniti, ci piaceva avere amici a pranzo e ci aiutavamo a vicenda a cucinare, lavorando entrambi ci si aiutava a vicenda, sicuramente non bastava.
Nonostante la sua richiesta di separazione continuammo a vederci di nascosto dal suo avvocato e genitori, io lo so che stavo sbagliando soprattutto per nel mio cuore sapevo benissimo che non sarebbe più tornato, ma n’ero davvero innamorata.
Quando mi lasciò tentai di togliermi la vita, poi mi chiusi in un tunnel dal quale ci volle anni, ed avevo perso perfino parecchi chili, chi mi vedeva affermava che camminavano solo i pantaloni.
Con il passare degli anni mi rassegnai, decisi di trovare una persona dolce, seria, sincera che mi volesse bene, per quello che ero per com’ero, cioè una ragazza con una gamba più corta, ma all’orizzonte solo lo sconforto.
Così decisi di aprire con mia sorella un laboratorio d’ombrelloni visto che in passato li avevo già fatti e sapevo come poter andare avanti cercando di mantenermi visto che il mio ex marito non mi aiutava in nulla.
Ma anche li fu un altro insuccesso, avevo già lavorato in passato con la sorella maggiore la quale dall’oggi all’indomani decise di non venire più a lavorare ma prima si era fatta anticipare una bella cifra dalla ditta per cui lavoravamo (non so ancora oggi il perché), a me era rimasto su groppone il debito da pagare.
Con la seconda io lavoravo dalla mattina presto alla sera tardi sabato e domenica, per portarci avanti e lei mi rispose scusa ma io ho anche una famiglia, ma poi lo stipendio lo si doveva dividere a metà, dopo aver chiuso perché non si andava più d’accordo lei incassò i soldi dall’ultima ditta per cui avevamo lavorato e tra una scusa e l’altra io non vidi nulla.
Su i vari sbagli famigliari che ho commesso potrei stare qui una vita, non lo faccio con cattiveria io credo moltissimo in certi valori e nell’unione tra genitori e figli e fratelli, ma non è il mio caso.
Nel 1999 dopo una relazione con un ragazzo Argentino che mi ha strappato il cuore, sono rimasta incinta di mio figlio, all’inizio dico la verità non la presi davvero molto bene la notizia di aspettare un bambino.
Ma poi mi misi a guardare i giornali che evidenziavano i cambiamenti della pancia e del feto, incominciai a parlare con lui, a addormentarmi con le mani sulla pancia, dicevo visto che non trovo l’uomo che mi ami per tutta la vita, me lo faccio da sola, ignara delle varie sofferenze che avrei dovuto passare.
Il padre di mio figlio dopo che lui nacque decise di stare con noi perché diceva che eravamo la sua famiglia, che ci voleva bene, ed io come una povera cretina ci cresi tantissimo.
Ma il bellissimo sogno durò pochissimo, lui conobbe una molto più giovane con i soldi e spesso e sovente stava fuori casa con lei, fregandosene di noi.
Io incomincia a star male ed a soffrire tantissimo, mio spiace per mio figlio che si trovò ad assistere a varie discussioni, io che ero arrivata dalla disperazione e dalla rabbia delle sue continue menzogne e mancanza di rispetto a spaccare piatti e bicchieri.
La vita tra noi due era davvero insostenibile, poi arrivò il brutto giorno in cui lui decise di tornare nel suo paese, a me disse per lavoro, ma io nel mio cuore sapevo che quello sarebbe stato un addio e così, infatti, fu.
Al momento del saluto mi disse “mi raccomando il bambino, fino a quando non torno “, ed io si ma tanto tu non torni più, e lui perché non devo tornare ci siete voi.
Ma non mi sbagliai sparì per sempre.
Poi nel 2002 mi fu diagnosticato un arto protesi all’anca sinistra, per me fu un vero dramma, significava la perdita del lavoro, il non avere i soldi per mantenere il mio bambino e pagare le bollette e l’affitto.
Così mi dovetti rivolgere a mia madre, subire così da parte sua una serie d’umiliazioni davvero pesanti.
Con il passare del tempo riuscì a raggiungere non dico la completa autonomia, ma decisamente riuscivo a camminare senza ne lusso ne vizzi ma si andava avanti.
L’unica cosa che mi sono sempre colpevolizzata, sicuramente ho sbagliato perché così ho permesso a mio figlio di prendere il sopravvento, stato il non avergli dato una famiglia normale, composta da un papà e una mamma, degli zii, cugini con cui giocare o litigare, dei nonni amorevoli, che ti viziano.
Io tutte queste figure le ho sempre dovute fare da sola, sobbarcandomi i problemi degli altri, cercando di risolverli sopra ponendoli ai miei.
Nonostante le varie umiliazioni inflittami da mia madre me la sono sempre tenuta vicina, anche perché avevo dei grossi problemi economici, per due anni completamente disoccupata, poi un lavoro a tempo per 4 mesi con false promesse che si persero nel vuoto, così via via.
Poi mi presi carico della mia mamma, consapevole che con il passare degli anni sarebbe peggiorata, ma per me era comunque un aiuto visto la mia instabilità, cmq un aiuto reciproco.
Mi ricordo che in varie occasioni mi diceva “ MA IO HO BISOGNO DI TE”, ed io gli rispondevo ma anch’io di te, ci si aiuta a vicenda, Lei si hai ragione.
Ma poi lei si chiuse in un riccio sempre più profondo ed io non riuscivo a farla risalire nonostante la spronassi obbligandola a pulire la casa o a lavare i piatti.
Il nulla ormai la stava travolgendo sempre di più, lei si era chiusa in questo angolo oscuro della sua mente, vivendo e rivivendo i ricordi dei 4 nipoti che per 16 anni aveva fatto da nonna, da mamma da papà, accudendoli, crescendoli, preparandogli i loro piatti preferiti, aspettandoli davanti la porta che tornavano da scuola.
All’improvviso il nulla, il vuoto assoluto intorno a lei solo silenzio, perché noi essendo in due non c’eravamo mai.
Sicuramente si sarebbe arrivati comunque a una situazione così pesante, ma l’anno scorso i Servizi Sociali, decisero di dichiararmi una mamma di M…a, mi allontanarono il bambino.
Questo ancor più vuoto intorno a lei, il mio non essere a casa, la tensione che io emanavo sempre di più, la mia voglia di gridare di distruggere tutto ciò che avevo davanti, ma per non peggiorare la situazione dovetti stare zitta ed assorbire altre umiliazioni, ma questa volta mi arrivarono anche da l’unica persona per la quale io avevo sempre dedicato la mia vita sacrificandomi e togliendomi qualsiasi tipo di distrazione, praticamente venni annullata.
Si penso che si capisca di chi parlo, è proprio lui, “MIO FIGLIO”.
Non credo che l’abbia fatto per cattiveria, a lui non piace la scuola e non accetta il distacco dalla sua unica fonte ed il suo attaccamento nei miei confronti è morboso, d'altronde lo è anche il mio nei suoi confronti, noi viviamo l’uno per l’altro.
Incominciò a raccontare delle bugie a fare lo schiocchino per attirare l’attenzione della gente, ma nello stesso frangente diceva cose non vere sulla sua mamma, ma anche chi ruotava intorno si era messa a fantasticare ed ad analizzare la situazione usandolo e raggirando le sue parole, colpendo sempre di più me alle mie spalle.
Io che sono sempre stata presente, l’ho sempre seguito correggendo ciò che sbagliava, riprendendo i suoi errori, ma a differenza di certi genitori io prima tento il dialogo spiegando dov’è l’errore e il perché poi allora si castiga, ma tanto con lui non serve ne uno ne l’altro metodo, almeno in certi momenti.
Non è un bambino cattivo, ma è solo vivace, in certi momenti ti tira fuori dalle grazie di dio, in altre invece è tanto tenero che ti fa sentire una mamma realizzata ed appagata.
Io ammetto che l’aver deciso di vivere con mia mamma è stata una vera fesseria, ma tale decisione è stata presa solo a scopo di bene.
Il tornare nella mia vecchia casa ci permetteva una vita economica meno rigida, una casa più spaziosa, con un cortile dove lui poteva giocare serenamente e fare tutto ciò che voleva, però non avevo pensato alle varie conseguenze.
Poi sotto consiglio di una geriatra per tutelare mia madre, decisi di diventare l’amministratore di sostegno, da li la catastrofe.
Firmai la nomina, mi venne portato via mio figlio, iniziai la mia battaglia per portarlo a casa, lei che peggiorava sempre di più a raffica, le mie forze io le dovevo usare per lui.
Per fortuna che trovai persone che mi sorressero, come una Psicologa la Dottoressa Camilli Barbara, pronta a parlare con me tutte le volte che ne avevo bisogno.
La Dottoressa Camilli, mi aveva avvisato che quando sarebbe finito tutto questo avrei avuto un crollo, infatti quello ci fu ma io non ebbi il tempo di riprendermi, mi mamma incominciò ad avere dei problemi d’incontinenza fino al punto di diventare ingestibile almeno per me.
Tutte vi domandere “ ma le tue sorelle”.
Loro sono state più furbe, se l’erano sfruttata per bene quando era in gamba, a me era toccato un altro calvario più grande di quello che avevo appena superato.
Infatti il problema sta proprio che mia mamma essendo sempre stata una persona arrogante e prepotente ed autoritaria, ad oggi non si riesce a gestire proprio perché non vuole collaborare.
Voi direte che non capisco che è la malattia, ma io che la conosco vi posso garantire che non è proprio così, si la malattia avrà anche la sua parte di colpa ma è anche lei che ha deciso di farsi servire e riverire.
Ma io essendo da sola non ce la faccio, le mie sorelle se ne lavano le mani, ed io non posso rivolgermi ai Servizi Sociali, perché in quell’ente non mi fido, comunque non vorrei che se la riprendessero con mio figlio, rischiando così di perdere ancora lui.
Io ammetto che spesso mi arrabbio, ed ho delle crisi di nervi ma è anche dovuta dal fatto che mio figlio, siccome non vuole studiare ha ricominciato a inventarsi cose non vere infierendo su di me.
Voi direte:
- ma non capisci che lui non riesce a vivere in una situazione così?
Ed io vi rispondo:
- si lo so, non la sopporto più neppure io, figuriamoci un bambino di 8 anni che si trova spesso e sovente in una casa, dove vi è la nonna che si fa tutto addosso e non vuole farsi cambiare, che spesso mangia con le mani.
- Tale situazione non reggo neppure io, ma bisogna avere pazienza e sono sicura che si metterà a posto.
Io non posso lasciare li mia mamma, verrei denunciata e lui portato via.
Bisogna fare le cose con giudizio, bussare alla porta di chiunque, prima o poi qualcuno aprirà e sicuramente umanamente mi aiuterà.
Ma dall’altra parte lo so che da lui essendo piccolo pretendo molto, ma deve solo pensare a studiare e a giocare per il resto ci pensa la mamma.
Io non posso continuare a vivere con l’angoscia che se qualcuno raggira le sue parole, se lo possono portare via, ed io vi garantisco non avrei di sicuro la forza d’iniziare un’altra battaglia del genere.
Lui è piccolo e vorrebbe solo vivere con la sua mamma e i nostri animali, in uno spazio tutto e solo nostro, ma al memento non è facile, io ho solo un part time, questo è un grandissimo problema potrebbero attaccarsi a questo.
Al momento la soluzione è rimanere li, pregare dio di riuscire nel più breve tempo possibile di mettere la parola fine, che lui si rassereni, la sua mamma gli vuole bene, farà di tutto per proteggerlo e dargli una casa serena e tranquilla.
Vorrei dare un consiglio a chiunque crede ancora nei valori della famiglia come vi erano una volta, vi posso garantire che non è così.
Vivete la vostra vita, lontano dai genitori, suoceri, e parenti vari, andateli a trovare ogni tanto ma nulla di appiccicoso, perché poi rischiate d’entrare in un circolo vizioso come sono entrata io e fate molta fatica ad uscire.
Soprattutto perché nel mio caso ormai si è creato un grosso gomitolo aggrovigliato, soltanto una persona piena di cuore può aiutarmi a sgrovigliarlo ma ci vuole del tempo.
Lo so e ne sono pienamente consapevole di questa situazione così ingarbugliata, ma se riuscissi a far capire a mio figlio che nessuno gli sta togliendo la sua mamma, che io ci sono, ma ho bisogno anch’io di alcuni miei spazzi per riflettere su come muovermi, in maniera che nessuno ci vada di mezzo e nessuno si faccia male.
Lui deve pensare anche se non gli piace che comunque la scuola è obbligatoria e deve farla, chi non è addetta ai lavori piantarla di puntare il dito su di me.
Nel mondo ci sono bambini che hanno si dei grossi disagi perché hanno dei genitori che li picchiano e li maltrattano o gli stanno il minimo necessario, siccome non è il caso di mio figlio, mi lascino libera di vivere.
Io sarei meno nervosa .
Ora quello che vorrei è essere lasciata stare, purtroppo tornare indietro non si può, ma neppure cancellare questo inferno, c’è solo da trovare un Avvocato serio che non pensi solo ai soldi ma mi aiuti veramente.
Io ammetto di essere stanca ed esaurita, ma so che ne ho superate tante e con un adeguata pace, riuscirei a mettere a fuoco la situazione e a trovare la soluzione.
Nella vita non bisogna arrendersi mai, ma ora il mio scopo è quello di riuscire a trovare il mio angolo di paradiso, dove vivere i miei anni con mio figlio e nostri animali, in piena serenità ed armonia.
Lo so che siamo stati tutti piccoli e i nostri genitori ci hanno accudito e cresciuto e pulito, ma quando si è sole come lo sono io certe responsabilità non si possono prendere, io credevo di esserne capace e di riuscire a gestire la cosa ma una volta che mi hanno toccato il cuore e la mia fonte d’energia, sono riusciti a togliermi le forze ed ad annullarmi, non completamente.
Ma essendo un susseguirsi di fattori il mio fisico purtroppo ora dice basta, devo staccare la spina e ritrovare la mia pace interiore per poter andare avanti e dare il meglio di me.
Nella vita dobbiamo essere consapevoli che nessuno è perfetto, tutti abbiamo pregi e difetti che possiamo modificare.
Io posso dire che nel mio lungo e penoso cammino ho trovato grazie ad una Associazione “TU SEI MIO FIGLIO”, una persona davvero squisita umana che si è presa cura di noi e lo sta facendo ancora oggi, vi posso garantire che come lei la Dottoressa Camilli, non ve ne sono.
Un grazie di cuore per quello che ha fatto per me e che continua a fare, devo guardare dentro di me più spesso e trovare la forza di andare avanti senza farmi venire crisi oppure dubbi.
L’AMORE VERO DI UNA VERA MAMMA TRIONFA SEMPRE, su tutti e su tutto basta crederci e metterlo in pratica non solo con le parole ma anche con i fatti.
Ed io ho finalmente capito che così non posso continuare devo fermarmi riflettere rimettermi serena, troverò la soluzione giusta e meno in dolore per tutti soprattutto per la mia fonte di vita: MIO FIGLIO.
Un grazie sincero alla DOTTORESSA CAMILLI.
Se voglio cambiare la mia vita ci devo mettere più impegno e meno rabbia.
Mina
Lo so che quello che sto per scrivere vi sembrerà una mia paranoia a perseverare nel fare le scelte sbagliate, posso garantire che avete perfettamente ragione.
Infatti, c’è anche il sbagliare umano perseverare è disumano.
Ma io come al solito non lo faccio per cattiveria oppure perché sia interdetta, ma solo perché credo nella buona fede degli altri, ma mi accorgo che alla fine sono io quella che soffre sta male e fa soffrire chi gli è accanto.
Mi spiego meglio lo so che tutti abbiamo pregi e difetti, ma spesso bisogna anche avere il coraggio di saperli ammettere e porre anche la parola fine anche se questo potrebbe portare diversi problemi e diverse problematiche anche di tipo economico.
Io purtroppo dopo che è venuto a mancare mio padre, non ho più avuto una famiglia felice, come quella del mulino bianco.
Anche se a dire il vero mi sarebbe piaciuta una famiglia armoniosa pronta ad aiutarsi a vicenda, io alcune famiglie così le conosco e le invio tantissimo.
E’ ovvio da piccolini con i propri fratelli e sorelle si litiga ma almeno io con mia sorella con la quale ho 13 mesi di differenza ci siamo sempre cercate eravamo davvero molto unite, ma poi si cresce si cerca il compagno della propria vita e il rapporto tra fratelli e sorelle può capitare che s’interrompe perché si provano esperienze nuove e ci si crede di essere delle donne mature ed emancipate, invece non è così, abbiamo ancora molto da crescere.
Poi c’è il momento più brutto della nostra vita, la perdita di un genitore, ci riunisce solo lo sconforto, ma in alcuni casi come nel mio è brutto da dire seppellita la persona cara, prende il sopravvento sulla ragione sull’amore fraterno, la maledetta parola “EREDITA”, portando così a vari ed inutili dissapori soprattutto quando in vita vi è ancora un genitore.
Io purtroppo nei miei primi 40 anni di vita, non ho avuto molte gioie, alcune sono durati solo attimi, ma poi il nulla e tutta ora è così.
Nel 1985 conobbi un uomo per fantastico, non mi faceva mancare nulla, era pieno d’attenzioni, d’amore, deciso a dividere la sua vita con me.
Dopo tanti ma davvero tanti ostacoli ed avversità siamo riusciti a coronare il nostro sogno quello di diventare marito e moglie, eravamo felici, avevamo qualche problema soprattutto perché lui aveva voluto aprire una officina meccanica e portava gran tensione, a causa di clienti che non pagavano, alla sete di grandezza da parte di lui, il quale purtroppo non aveva mai staccato il cordone ombelicale con la madre, si faceva comandare da tutti, ed io dovevo soccombere per la riuscita del mio matrimonio.
Ma nulla, lui incominciò a raccontare bugie, menzogne, se n’andò, io ne soffri davvero molto soprattutto perché mi ero sposata con amore, convinta in un matrimonio eterno con dei figli, ma nulla dall’oggi all’indomani chiese la separazione ed ancora oggi sinceramente vorrei capire il perché.
Eravamo molto uniti, ci piaceva avere amici a pranzo e ci aiutavamo a vicenda a cucinare, lavorando entrambi ci si aiutava a vicenda, sicuramente non bastava.
Nonostante la sua richiesta di separazione continuammo a vederci di nascosto dal suo avvocato e genitori, io lo so che stavo sbagliando soprattutto per nel mio cuore sapevo benissimo che non sarebbe più tornato, ma n’ero davvero innamorata.
Quando mi lasciò tentai di togliermi la vita, poi mi chiusi in un tunnel dal quale ci volle anni, ed avevo perso perfino parecchi chili, chi mi vedeva affermava che camminavano solo i pantaloni.
Con il passare degli anni mi rassegnai, decisi di trovare una persona dolce, seria, sincera che mi volesse bene, per quello che ero per com’ero, cioè una ragazza con una gamba più corta, ma all’orizzonte solo lo sconforto.
Così decisi di aprire con mia sorella un laboratorio d’ombrelloni visto che in passato li avevo già fatti e sapevo come poter andare avanti cercando di mantenermi visto che il mio ex marito non mi aiutava in nulla.
Ma anche li fu un altro insuccesso, avevo già lavorato in passato con la sorella maggiore la quale dall’oggi all’indomani decise di non venire più a lavorare ma prima si era fatta anticipare una bella cifra dalla ditta per cui lavoravamo (non so ancora oggi il perché), a me era rimasto su groppone il debito da pagare.
Con la seconda io lavoravo dalla mattina presto alla sera tardi sabato e domenica, per portarci avanti e lei mi rispose scusa ma io ho anche una famiglia, ma poi lo stipendio lo si doveva dividere a metà, dopo aver chiuso perché non si andava più d’accordo lei incassò i soldi dall’ultima ditta per cui avevamo lavorato e tra una scusa e l’altra io non vidi nulla.
Su i vari sbagli famigliari che ho commesso potrei stare qui una vita, non lo faccio con cattiveria io credo moltissimo in certi valori e nell’unione tra genitori e figli e fratelli, ma non è il mio caso.
Nel 1999 dopo una relazione con un ragazzo Argentino che mi ha strappato il cuore, sono rimasta incinta di mio figlio, all’inizio dico la verità non la presi davvero molto bene la notizia di aspettare un bambino.
Ma poi mi misi a guardare i giornali che evidenziavano i cambiamenti della pancia e del feto, incominciai a parlare con lui, a addormentarmi con le mani sulla pancia, dicevo visto che non trovo l’uomo che mi ami per tutta la vita, me lo faccio da sola, ignara delle varie sofferenze che avrei dovuto passare.
Il padre di mio figlio dopo che lui nacque decise di stare con noi perché diceva che eravamo la sua famiglia, che ci voleva bene, ed io come una povera cretina ci cresi tantissimo.
Ma il bellissimo sogno durò pochissimo, lui conobbe una molto più giovane con i soldi e spesso e sovente stava fuori casa con lei, fregandosene di noi.
Io incomincia a star male ed a soffrire tantissimo, mio spiace per mio figlio che si trovò ad assistere a varie discussioni, io che ero arrivata dalla disperazione e dalla rabbia delle sue continue menzogne e mancanza di rispetto a spaccare piatti e bicchieri.
La vita tra noi due era davvero insostenibile, poi arrivò il brutto giorno in cui lui decise di tornare nel suo paese, a me disse per lavoro, ma io nel mio cuore sapevo che quello sarebbe stato un addio e così, infatti, fu.
Al momento del saluto mi disse “mi raccomando il bambino, fino a quando non torno “, ed io si ma tanto tu non torni più, e lui perché non devo tornare ci siete voi.
Ma non mi sbagliai sparì per sempre.
Poi nel 2002 mi fu diagnosticato un arto protesi all’anca sinistra, per me fu un vero dramma, significava la perdita del lavoro, il non avere i soldi per mantenere il mio bambino e pagare le bollette e l’affitto.
Così mi dovetti rivolgere a mia madre, subire così da parte sua una serie d’umiliazioni davvero pesanti.
Con il passare del tempo riuscì a raggiungere non dico la completa autonomia, ma decisamente riuscivo a camminare senza ne lusso ne vizzi ma si andava avanti.
L’unica cosa che mi sono sempre colpevolizzata, sicuramente ho sbagliato perché così ho permesso a mio figlio di prendere il sopravvento, stato il non avergli dato una famiglia normale, composta da un papà e una mamma, degli zii, cugini con cui giocare o litigare, dei nonni amorevoli, che ti viziano.
Io tutte queste figure le ho sempre dovute fare da sola, sobbarcandomi i problemi degli altri, cercando di risolverli sopra ponendoli ai miei.
Nonostante le varie umiliazioni inflittami da mia madre me la sono sempre tenuta vicina, anche perché avevo dei grossi problemi economici, per due anni completamente disoccupata, poi un lavoro a tempo per 4 mesi con false promesse che si persero nel vuoto, così via via.
Poi mi presi carico della mia mamma, consapevole che con il passare degli anni sarebbe peggiorata, ma per me era comunque un aiuto visto la mia instabilità, cmq un aiuto reciproco.
Mi ricordo che in varie occasioni mi diceva “ MA IO HO BISOGNO DI TE”, ed io gli rispondevo ma anch’io di te, ci si aiuta a vicenda, Lei si hai ragione.
Ma poi lei si chiuse in un riccio sempre più profondo ed io non riuscivo a farla risalire nonostante la spronassi obbligandola a pulire la casa o a lavare i piatti.
Il nulla ormai la stava travolgendo sempre di più, lei si era chiusa in questo angolo oscuro della sua mente, vivendo e rivivendo i ricordi dei 4 nipoti che per 16 anni aveva fatto da nonna, da mamma da papà, accudendoli, crescendoli, preparandogli i loro piatti preferiti, aspettandoli davanti la porta che tornavano da scuola.
All’improvviso il nulla, il vuoto assoluto intorno a lei solo silenzio, perché noi essendo in due non c’eravamo mai.
Sicuramente si sarebbe arrivati comunque a una situazione così pesante, ma l’anno scorso i Servizi Sociali, decisero di dichiararmi una mamma di M…a, mi allontanarono il bambino.
Questo ancor più vuoto intorno a lei, il mio non essere a casa, la tensione che io emanavo sempre di più, la mia voglia di gridare di distruggere tutto ciò che avevo davanti, ma per non peggiorare la situazione dovetti stare zitta ed assorbire altre umiliazioni, ma questa volta mi arrivarono anche da l’unica persona per la quale io avevo sempre dedicato la mia vita sacrificandomi e togliendomi qualsiasi tipo di distrazione, praticamente venni annullata.
Si penso che si capisca di chi parlo, è proprio lui, “MIO FIGLIO”.
Non credo che l’abbia fatto per cattiveria, a lui non piace la scuola e non accetta il distacco dalla sua unica fonte ed il suo attaccamento nei miei confronti è morboso, d'altronde lo è anche il mio nei suoi confronti, noi viviamo l’uno per l’altro.
Incominciò a raccontare delle bugie a fare lo schiocchino per attirare l’attenzione della gente, ma nello stesso frangente diceva cose non vere sulla sua mamma, ma anche chi ruotava intorno si era messa a fantasticare ed ad analizzare la situazione usandolo e raggirando le sue parole, colpendo sempre di più me alle mie spalle.
Io che sono sempre stata presente, l’ho sempre seguito correggendo ciò che sbagliava, riprendendo i suoi errori, ma a differenza di certi genitori io prima tento il dialogo spiegando dov’è l’errore e il perché poi allora si castiga, ma tanto con lui non serve ne uno ne l’altro metodo, almeno in certi momenti.
Non è un bambino cattivo, ma è solo vivace, in certi momenti ti tira fuori dalle grazie di dio, in altre invece è tanto tenero che ti fa sentire una mamma realizzata ed appagata.
Io ammetto che l’aver deciso di vivere con mia mamma è stata una vera fesseria, ma tale decisione è stata presa solo a scopo di bene.
Il tornare nella mia vecchia casa ci permetteva una vita economica meno rigida, una casa più spaziosa, con un cortile dove lui poteva giocare serenamente e fare tutto ciò che voleva, però non avevo pensato alle varie conseguenze.
Poi sotto consiglio di una geriatra per tutelare mia madre, decisi di diventare l’amministratore di sostegno, da li la catastrofe.
Firmai la nomina, mi venne portato via mio figlio, iniziai la mia battaglia per portarlo a casa, lei che peggiorava sempre di più a raffica, le mie forze io le dovevo usare per lui.
Per fortuna che trovai persone che mi sorressero, come una Psicologa la Dottoressa Camilli Barbara, pronta a parlare con me tutte le volte che ne avevo bisogno.
La Dottoressa Camilli, mi aveva avvisato che quando sarebbe finito tutto questo avrei avuto un crollo, infatti quello ci fu ma io non ebbi il tempo di riprendermi, mi mamma incominciò ad avere dei problemi d’incontinenza fino al punto di diventare ingestibile almeno per me.
Tutte vi domandere “ ma le tue sorelle”.
Loro sono state più furbe, se l’erano sfruttata per bene quando era in gamba, a me era toccato un altro calvario più grande di quello che avevo appena superato.
Infatti il problema sta proprio che mia mamma essendo sempre stata una persona arrogante e prepotente ed autoritaria, ad oggi non si riesce a gestire proprio perché non vuole collaborare.
Voi direte che non capisco che è la malattia, ma io che la conosco vi posso garantire che non è proprio così, si la malattia avrà anche la sua parte di colpa ma è anche lei che ha deciso di farsi servire e riverire.
Ma io essendo da sola non ce la faccio, le mie sorelle se ne lavano le mani, ed io non posso rivolgermi ai Servizi Sociali, perché in quell’ente non mi fido, comunque non vorrei che se la riprendessero con mio figlio, rischiando così di perdere ancora lui.
Io ammetto che spesso mi arrabbio, ed ho delle crisi di nervi ma è anche dovuta dal fatto che mio figlio, siccome non vuole studiare ha ricominciato a inventarsi cose non vere infierendo su di me.
Voi direte:
- ma non capisci che lui non riesce a vivere in una situazione così?
Ed io vi rispondo:
- si lo so, non la sopporto più neppure io, figuriamoci un bambino di 8 anni che si trova spesso e sovente in una casa, dove vi è la nonna che si fa tutto addosso e non vuole farsi cambiare, che spesso mangia con le mani.
- Tale situazione non reggo neppure io, ma bisogna avere pazienza e sono sicura che si metterà a posto.
Io non posso lasciare li mia mamma, verrei denunciata e lui portato via.
Bisogna fare le cose con giudizio, bussare alla porta di chiunque, prima o poi qualcuno aprirà e sicuramente umanamente mi aiuterà.
Ma dall’altra parte lo so che da lui essendo piccolo pretendo molto, ma deve solo pensare a studiare e a giocare per il resto ci pensa la mamma.
Io non posso continuare a vivere con l’angoscia che se qualcuno raggira le sue parole, se lo possono portare via, ed io vi garantisco non avrei di sicuro la forza d’iniziare un’altra battaglia del genere.
Lui è piccolo e vorrebbe solo vivere con la sua mamma e i nostri animali, in uno spazio tutto e solo nostro, ma al memento non è facile, io ho solo un part time, questo è un grandissimo problema potrebbero attaccarsi a questo.
Al momento la soluzione è rimanere li, pregare dio di riuscire nel più breve tempo possibile di mettere la parola fine, che lui si rassereni, la sua mamma gli vuole bene, farà di tutto per proteggerlo e dargli una casa serena e tranquilla.
Vorrei dare un consiglio a chiunque crede ancora nei valori della famiglia come vi erano una volta, vi posso garantire che non è così.
Vivete la vostra vita, lontano dai genitori, suoceri, e parenti vari, andateli a trovare ogni tanto ma nulla di appiccicoso, perché poi rischiate d’entrare in un circolo vizioso come sono entrata io e fate molta fatica ad uscire.
Soprattutto perché nel mio caso ormai si è creato un grosso gomitolo aggrovigliato, soltanto una persona piena di cuore può aiutarmi a sgrovigliarlo ma ci vuole del tempo.
Lo so e ne sono pienamente consapevole di questa situazione così ingarbugliata, ma se riuscissi a far capire a mio figlio che nessuno gli sta togliendo la sua mamma, che io ci sono, ma ho bisogno anch’io di alcuni miei spazzi per riflettere su come muovermi, in maniera che nessuno ci vada di mezzo e nessuno si faccia male.
Lui deve pensare anche se non gli piace che comunque la scuola è obbligatoria e deve farla, chi non è addetta ai lavori piantarla di puntare il dito su di me.
Nel mondo ci sono bambini che hanno si dei grossi disagi perché hanno dei genitori che li picchiano e li maltrattano o gli stanno il minimo necessario, siccome non è il caso di mio figlio, mi lascino libera di vivere.
Io sarei meno nervosa .
Ora quello che vorrei è essere lasciata stare, purtroppo tornare indietro non si può, ma neppure cancellare questo inferno, c’è solo da trovare un Avvocato serio che non pensi solo ai soldi ma mi aiuti veramente.
Io ammetto di essere stanca ed esaurita, ma so che ne ho superate tante e con un adeguata pace, riuscirei a mettere a fuoco la situazione e a trovare la soluzione.
Nella vita non bisogna arrendersi mai, ma ora il mio scopo è quello di riuscire a trovare il mio angolo di paradiso, dove vivere i miei anni con mio figlio e nostri animali, in piena serenità ed armonia.
Lo so che siamo stati tutti piccoli e i nostri genitori ci hanno accudito e cresciuto e pulito, ma quando si è sole come lo sono io certe responsabilità non si possono prendere, io credevo di esserne capace e di riuscire a gestire la cosa ma una volta che mi hanno toccato il cuore e la mia fonte d’energia, sono riusciti a togliermi le forze ed ad annullarmi, non completamente.
Ma essendo un susseguirsi di fattori il mio fisico purtroppo ora dice basta, devo staccare la spina e ritrovare la mia pace interiore per poter andare avanti e dare il meglio di me.
Nella vita dobbiamo essere consapevoli che nessuno è perfetto, tutti abbiamo pregi e difetti che possiamo modificare.
Io posso dire che nel mio lungo e penoso cammino ho trovato grazie ad una Associazione “TU SEI MIO FIGLIO”, una persona davvero squisita umana che si è presa cura di noi e lo sta facendo ancora oggi, vi posso garantire che come lei la Dottoressa Camilli, non ve ne sono.
Un grazie di cuore per quello che ha fatto per me e che continua a fare, devo guardare dentro di me più spesso e trovare la forza di andare avanti senza farmi venire crisi oppure dubbi.
L’AMORE VERO DI UNA VERA MAMMA TRIONFA SEMPRE, su tutti e su tutto basta crederci e metterlo in pratica non solo con le parole ma anche con i fatti.
Ed io ho finalmente capito che così non posso continuare devo fermarmi riflettere rimettermi serena, troverò la soluzione giusta e meno in dolore per tutti soprattutto per la mia fonte di vita: MIO FIGLIO.
Un grazie sincero alla DOTTORESSA CAMILLI.
Se voglio cambiare la mia vita ci devo mettere più impegno e meno rabbia.
Mina








