•  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant

La gioia e la paura nel crescere...

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…in una società dove si loda l’emulazione e l’obbedienza

 

Oggi emanciparsi è molto più difficile di quanto si pensi. Molto più che in passato. Essere autonomi dal punto di vista fisico è sicuramente più facile, anche se non sempre è così. Più difficile è conquistare l’autonomia mentale e affettiva, a volte.

Il bambino nel suo crescere impara tutta una serie di comportamenti e abitudini in maniera quasi automatica grazie all’imitazione con le figure genitoriale. Egli impara a lavarsi, vestirsi e mangiare da solo.

Per i bambini  essere autonomi è molto importante. Vuol dire prima di tutto sapersela cavare da soli nelle piccole cose e senza dover chiedere nulla a mamma e papà. Per loro conquistare l’autonomia vuol dire aver acquisito delle sicurezze che lo fanno stare bene.  Gradatamente queste sicurezze si trasformeranno in certezze interiore: queste saranno la forza che lo aiuteranno a tollerare e a reggere le variegate frustrazioni che la vita inevitabilmente pone.

La conquista verso l’autonomia deve avvenire per gradi e in base ai ritmi evolutivi di ogni  singolo bambino. Ci sono bambini che imparano a camminare a 9 o 10 mesi, mentre altri imparano dopo l’anno o più in là. Ci sono bambini che imparano a parlare prima dell’anno, mentre altri dopo la fase delle lallazioni e dei balbettii imparano a pronunciare delle frasi verso i 12/15 mesi o addirittura dopo i 2/3 anni. Ci sono bambini che imparano a mangiare autonomamente impugnando sommariamente il cucchiaino prima dell’anno, mentre altri si fanno imboccare ancora, fino a volte dopo i 2/3 anni.

Queste diversità non vogliono dire che i bambini dei primi esempi sono dotati e i secondi no, supponendo magari dei ritardi per questo. Assolutamente no!

Esclusi possibili ritardi (che comunque ci possono essere, per malattia contratta in gravidanza, per una qualche forma di ereditarietà…) tutti i bambini fanno le proprie conquiste in base agli stimoli affettivi, mentali e motori che ricevono in famiglia. Se un bambino è coinvolto nelle pratiche giornaliere dai suoi genitori, egli amerà fare ciò che fanno mamma e papà. Lo amerà a tal punto che vorrà mangiare dal piatto della mamma, bere dal bicchiere della mamma e del papà, sedersi sulla loro sedia impugnando le loro posate. Un bambino che si comporta così si è letteralmente appassionato alle cose di mamma e papà.

L’amore per i genitori lo manifesta a suo modo: appropriandosi delle loro cose, come se le volesse fare sue incamerandone proprietà e sentimenti.

Il senso dell’autonomia fisica, mentale ed emotiva permette a chiunque, in special modo ai bambini, di esprimere tutto sé stessi. Permette di far fronte ad ogni situazione esterna utilizzando all’occorrenza le proprie risorse, queste ultime sono date da quel bagaglio di esperienze acquisite attraverso l’amorevole cura del genitore. 

Nella nostra società purtroppo si assiste senza mezzi termini all’utilizzo di facili soluzioni. Non siamo più abituati a fare fatica, a volte anche a sudare: e allora ecco che non si cammina più. Le domeniche una volta riservate alle passeggiate all’aria aperta, diventano camminate tra gli scaffali dei centri commerciali, magari comprando al proprio figlio la “moto polizia” con batterie ricaricabili, o l’auto elettrica con la potenza di 6w, oppure la moto elettrica nella versione boy o girl con un’autonomia di 2 ore, giusto per “non stancarli troppo”.

I bambini, in modo particolare, hanno il diritto di correre, di stancarsi, di sudare, di sporcarsi mani e viso, e soprattutto, di mettere la loro impronta in ogni cosa che fanno, dalla terra, ai fogli di carta, al cibo. Questo è oltremodo importante per stimolarlo a dire la sua, nelle cose che fa, che esprime, che sente; altrimenti il rispetto per il pensiero dell’adulto e l’accettazione si trasformerà in emulazione e obbedienza fino a renderli passivi, inespressivi e a volte anche anaffettivi.

L’emulazione è l’estremità negativa dell’imitazione. Una buona dose di imitazione è efficace e funzionale al processo di crescita perché serve al bambino nel momento in cui conosce le cose del mondo: basti pensare ai bambini che giocano a fare il lavoro della mamma o del papà. In questi giochi i bambini imitano nel ruolo i genitori, per i contenuti invece ci pensano loro personalizzando ciò che fanno o dicono. Questo aspetto del gioco è vitale perché nell’imitazione ci mettono del loro. È un po’ come per le ricette in cucina; uno impara come si fa una torta e dopo, quando la pratica rende sicuri, si può sperimentare cose nuove, a volte più gustose dell’originale. Lo stesso avviene nei bambini. Loro imitano perché così si sperimentano, ma nel farlo hanno bisogno di mettere il proprio ingrediente. Se ciò non avviene possono perdere gradatamente interesse nelle cose che fanno, oppure fare passivamente e senza interesse; ecco allora le risposte del tipo “lo faccio perché lo fanno tutti!”. Quest’ultimo atteggiamento molto diffusi tra i giovani, ma anche tra gli adulti, porta alla emulazione, e con essa alla perdita di conoscenza di sé stessi e dei propri desideri.

Il genitore in tutto questo è la persona che può dare al figlio un bagaglio di esperienze e di sentimenti cui potrà attingere e fare riferimento quando ne avrà bisogno, come un amuleto da utilizzare in caso di necessità o in situazioni che per il bambino possono essere di estrema difficoltà.  Questo mettere a disposizione tutto sé stesso da parte del genitore induce il bambino alla gioia e al desiderio di crescere, di sperimentare e di relazionarsi con gli altri senza paura di sbagliare. Al contrario, quando l’interferenza (rappresentata dalle diverse realtà, lavoro, scuola) si frappone tra la coppia genitoriale e il figlio si genera la fatica, il dolore e la paura nel crescere, fino al rifiuto. In questi casi il bambino può reagire in diversi modi, in genere prende a modello tutto ciò che gli viene proposto dal sociale, media compresi, per acquisire un senso di sicurezza che li fa star bene con gli altri. Una sicurezza comunque molto precaria che alla prima difficoltà vera, li può mandare in crisi. Oppure può subentrare la fatica a sperimentare la realtà, fino ai casi in cui evitano di cadere in qualche marachella che comporta uno sgridata o una punizione. In questa situazione il bambino non riesce perché ha paura di confrontarsi con l’esterno; egli teme che una svalutazione o una squalifica troppo forte possa incrinare la propria autostima, di per sé già così fragile, e così sono ossequiosi tanto a volte da preoccupare i genitori.

Per i bambini di oggi è molto difficile essere sé stessi fuori di casa poiché la nostra società, per sottostare alle leggi del mercato, gratifica e apprezza chi si conforma alla massa, chi assorbe come una spugna tutto ciò che viene detto rispetto a chi pone delle domande o dei dubbi, spesso e volentieri legittimi. I bambini perciò devono poter capire e conoscere sé stessi anche  attraverso l’aiuto del genitore omologo. Mi è capitato parlando con dei bambini di sentirli dire che un loro desiderio è quello di entrare nella casa del grande fratello o fare la velina per guadagnare tanti soldi. A questi bambini di queste realtà non interessa nulla perché è il mondo dei grandi che loro voglio imitare. Per questi, e per tutti i bambini è molto più efficace una poesia, una fiaba o un racconto per calarsi in una realtà dove sono loro i veri protagonisti.

Cosa fare dunque?

È importante dare ampio spazio all’ascolto attivo, alla narrazione e alla creatività di un bambino, questo per aiutarlo ad esprimere e a comprendere, emozioni, bisogni e conflitti che ogni situazione comporta. In questo modo lo si incoraggia a gestire se stessi e a capire, soprattutto quando sarà in età di scelte, cosa vuole fare lui o lei. Solo così i bambini divenuti ragazzi potranno fare delle scelte e prendere delle decisioni che sono veramente consapevoli e non dettate dalla paura.

 

11 dicembre 2006

 

Barbara CAMILLI

 

 

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