• Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

L'adozione

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

L’adozione ha origini molto antiche, tanto che se ne ritrovano tracce nel codice di Hammurabi del XVIII sec. a.C. in Mesopotamia (Montevecchi, 1986).

Nell’antichità questo istituto giuridico aveva una funzione patrimoniale, in quanto assicurava diritto di eredità ai figli nati al di fuori del matrimonio, risolvendo, così, problemi di successione nelle famiglie che non avevano discendenza.

Nel passato, si trattava di bambini abbandonati per strada, sulla porta di una chiesa, o nelle ruote dei brefotrofi, bambini nati da donne in condizioni di estrema povertà, donne nubili incapaci di reggere la vergogna dell’adulterio, donne vittime di violenze intrafamiliari, insomma, bambini non desiderati.

Ai nostri giorni, l’adozione garantisce il legame affettivo tra la famiglia adottiva e il minore lasciato in stato di abbandono, tanto che si parla di patto adottivo, sottolineando il rapporto di reciprocità e scambio di bisogni, aspettative, storia e affetto fra il figlio e la coppia di genitori (Scabini, Cigoli, 2000).

Etimologicamente, “adottare” deriva dal latino optare preceduto da ad e indica l’atto di scegliere; la coppia genitoriale non solo sceglie di adottare un figlio, ma questa scelta continua ad essere rinnovata , così, come il minore è chiamato a scegliere di essere il figlio di quei genitori (Scabini, Cigoli, 2000).

L’adozione è un fenomeno molto delicato, implica delle sfide e dei rischi, in quanto, ci si scontra con temi difficili quali la differenza, la sterilità che può colpire una coppia, quindi con il dolore e le delusioni che possono portare alla decisione adottiva vista come unica via per colmare un vuoto e poter  sperimentare la maternità e la paternità, o l’abbandono in cui può essere lasciato un bambino.

Significa aprire uno spazio d’accoglienza al figlio adottivo non solo fisico, ma soprattutto mentale all’interno della propria famiglia.

Adottare, vuol dire, anche, modificare i pattern relazionali preesistenti nella famiglia.

La famiglia adottiva e il figlio sono chiamati ad assolvere a compiti di sviluppo, affinché, il legame possa essere costruttivo.

I genitori cercano di essere legittimati nel loro ruolo, di accompagnare il figlio nel suo inserimento nel mondo sociale (Guidi, Tosi, 1996) e sostenerlo lungo il travaglio della ricerca di una propria identità personale (Macie, 1985).

Il compito del figlio, invece, consiste nel riconoscere l’appartenenza alla nuova famiglia, riconoscere la storia familiare con la consapevolezza delle origini diverse (Saviane Kaneklin, 1995).

Il figlio adottivo deve fare i conti con il tema dell’abbandono e della perdita, con i relativi sentimenti che l’accompagnano, quali il senso di colpa, di collera, di inadeguatezza che si intensifica, soprattutto, durante l’adolescenza, momento in cui è chiamato a rielaborare le proprie origini e dare finalmente senso a ciò che è passato, presente e futuro.

L’adolescenza costituisce una fase particolarmente critica nello sviluppo di ciascun individuo.

È il momento in cui le sfide precedentemente affrontate vengono riattualizzate, portando ad uno sforzo di sintesi e superamento di ogni traguardo evolutivo fino ad allora raggiunto.

Il risultato finale sarà la fine della condizione infantile e il passaggio all’età adulta, attraverso un percorso di separazione e individuazione.

Durante questo periodo, infatti, nel ragazzo avviene un cambiamento fisico, si presentano nuove pressioni culturali date dall’assunzione di nuovi ruoli sociali e nell’adolescente sorgono nuovi valori e aspettative personali.

L’adolescente è in continuo conflitto tra il bisogno di acquisire maggior autonomia, indipendenza emotiva e cognitiva e la paura di non poter più godere delle certezze dategli fino ad ora dall’ambiente protetto della famiglia.

I legami di attaccamento con la famiglia subiscono una riorganizzazione, in quanto il ragazzo inizia ad aprirsi al mondo esterno e crea nuovi legami.

In questa fase di rivoluzione generale, l’adozione costituisce un evento molto delicato e critico, in quanto, non solo il soggetto si trova ad apprendere nuovi compiti di sviluppo tipici dell’adolescenza, ma deve far fronte a problematiche quali l’identità d’origine, il senso di appartenenza e il tema dell’abbandono da parte della famiglia biologica.

Per l’adolescente adottato, l’ identità prende forma attraverso la memoria, le tracce del proprio passato, conciliando passato e presente.

Il ragazzo, infatti, deve riorganizzare (soprattutto se adottato in tarda età), una condizione ormai consolidata di disagi e negazioni, deve cercare di sostituire le aspettative costruite sulla base delle esperienze passate con la realtà di una nuova vita, di nuovi contatti, deve ritrovare fiducia negli adulti.

A volte, può capitare che i figli adottivi ritardino l’entrata reale nell’adolescenza per paura di perdere di nuovo ciò che hanno acquisito con tanta fatica.

I risultati di molte ricerche, condotte negli ultimi 10 anni, hanno sottolineato l’importanza di un ambiente familiare supportivo e responsivo e di un contesto sociale accogliente e collaborativo.

La costruzione di buone relazioni all’interno della famiglia adottiva, come in quella del gruppo di pari, e l’inserimento nel proprio contesto sociale sono variabili determinanti.

 

 

REQUISITI PER L’ADOZIONE:

 

I requisiti per l’adozione nazionale e internazionale sono previsti dall’art.6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001) che disciplina l’adozione e l’affidamento:

l’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno 3 anni, o che raggiungano tale periodo sommando alla durata del matrimonio il periodo di convivenza prematrimoniale, e tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto e che siano idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendano adottare”.

 

la differenza minima d’età tra adottante e adottato è di 18 anni;

 

la differenza massima d’età tra adottanti e adottato è di 45 anni per uno dei coniugi, di 55 per l’altro coniuge. Il limite può essere derogato se vengono adottati 2 o più fratelli, o se hanno un figlio minorenne biologico o adottivo;

 

Questo limite è funzionale per garantire al bambino dei genitori idonei ad allevarlo e seguirlo fino all’età adulta, in una condizione simile a quella di una famiglia naturale.;

 

per adottare bisogna essere in 2 ;

 

bisogna essere coniugati al momento della presentazione della dichiarazione di disponibilità;

 

documentare di non avere in corso nessun procedimento di separazione;

 

provare con documenti e testimonianze, se il matrimonio è stato contratto da meno di 3 anni, che la convivenza è stata stabile, continua;

 

gli italiani residenti all’estero possono adottare secondo la legge dello Stato ospitante se vi risiedono da almeno da 2 anni;

 

la fedina penale deve essere pulita;

 

la domanda deve essere inviata al Tribunale dei Minorenni (può essere fatta in più tribunali contemporaneamente, l’importante è segnalare dove si è fatta richiesta). La domanda rimane 3 anni in Tribunale, al termine decade e può essere riproposta.;

 

i coniugi devono ottenere l’idoneità psicofisica;

 

i coniugi devono presentare certificati di reddito;

 

i coniugi devono presentare certificato di residenza;

 

i coniugi devono presentare certificato di matrimonio;

 

la dichiarazione di disponibilità deve essere vagliata

 

la dichiarazione di disponibilità deve essere inviata ai Servizi Territoriali e vista dai Carabinieri. I coniugi verranno visitati da un’Assistente Sociale che stilerà un’anamnesi; seguiranno dei colloqui con lo psicologo che stilerà una relazione. Il tutto verrà inviato al Tribunale per i Minorenni.

 

 

PERCORSO ADOTTIVO:

 

gli aspiranti genitori adottivi presentano la dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i minorenni;

 

il Tribunale, entro 15 giorni, richiede ai Servizi Socio-assistenziali di predisporre una relazione che permetterà di valutare le risorse e potenzialità della coppia;

 

i Servizi, entro 4 mesi, convocano la coppia, acquisiscono tutti gli elementi necessari e trasmettono al Tribunale per i Minorenni la relazione;

 

il Tribunale per i Minorenni, acquisita la relazione dei Servizi, convoca la coppia per sentirla direttamente. Esamina la situazione ed entro 2 mesi decide di accogliere la disponibilità e dichiara l’idoneità o di rigettarla motivandone le ragioni;

 

il decreto di idoneità verrà trasmesso dall’ufficio giudiziario minorile alla Commissione per le Adozioni internazionali o nazionali e all’Ente autorizzato ed accreditato;

 

la coppia, ricevuto la dichiarazione di idoneità, ha un anno di tempo per dare mandato ad uno degli Enti accreditati e autorizzati;

 

se il Tribunale rigetta l’idoneità, la coppia può impugnare il provvedimento presso la Corte di Appello – Sezione Minorenni;

 

la coppia inizia la pratica con l’Ente autorizzato accredita prescelto e seguirà un percorso.

 

 

22 dicembre 2006

 

Laura Pensini  

* *