• Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...

Lavoro ed allattamento al seno

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Che la donna lavori non è un fatto insolito. In ogni epoca e in ogni luogo le donne hanno sempre lavorato (dal lavoro nei campi, al lavoro domestico). La diversità rispetto ad oggi è che questi lavori in genere venivano svolti non lontani da casa. ecco che il bambino in questo modo poteva rimanere vicino alla mamma ed il lavoro di questa non era un ostacolo al fatto di poter allattare.

Quando è iniziato ad essere un problema allattare?

Quando le donne sono diventate delle lavoratrici stipendiate, con assenze prolungate da casa sia per orario di lavoro che per spostamento casa-luogo di lavoro. Tutto ciò ha avuto inizio a seguito della rivoluzione industriale del XX secolo.

E oggi?

Studi di statistica hanno evidenziato un dato: paradossalmente ad allattare al seno più frequentemente sono donne che hanno fatto studi superiori o che esercitano una professione.

Bene direte!

Si è vero, se non fosse che la maggior parte di queste donne svezzano i propri figli al momento della ripresa al lavoro, anticipando o forzando (in alcuni casi) le tappe evolutive. Spesso uno svezzamento precoce pone il bambino a rischio di allergie o intolleranze alimentari.

A questo punto c’è da porsi una domanda: “è necessario anticipare o forzare il bambino allo svezzamento?”.

La risposta è “assolutamente no!” . L’esperienza dimostra che è possibile continuare ad allattare pur lavorando questo a beneficio della mamma e del bambino. Bisogna tener presente che svezzando il bambino poco prima di riprendere il lavoro si crea una situazione di maggiore difficoltà nella separazione tra madre e bambino, unita ad uno svezzamento precoce che implica tutta un’altra modalità di relazione e di “calore” nella relazione.

È importante interrompere l’equazione: ripresa del lavoro = svezzamento definitivo del bambino.

È importante sapere, a cominciare dai medici, che continuare ad allattare al seno non è un impresa eroico e al di fuori delle possibilità umane. No! Anche perché questo vuol dire squalificare le capacità di una donna-mamma .

È importante che l’allattamento vada oltre i due o tre mesi.

Perché è importante allattare?

Il latte materno è un alimento altamente digeribile, che si adatta alle esigenze fisiologiche ed evolutive del bambino, è sempre diverso in qualità,offre una miglior protezione contro i rischi allergici e contro le infezioni recidive della laringe e dell’orecchio.

Per il bambino che durante l’assenza della madre per motivi di lavoro dovrà passare del tempo fuori casa (magari al nido o con la baby sitter) e si troverà a contatto con molti germi nuovi, bere il latte materno significa assimilare gli anticorpi che gli permettono di contrastare questi germi.

Non solo, i benefici psicologici non impareggiabili: si assiste a un senso di separazione addolcita per il bambino e per la madre, minima gelosia tra la madre e la baby sitter, gioia nel ritrovarsi e ciucciare, sicurezza data da questo legame salvaguardato.

Delle mamme raccontano: “quando tornavo dal lavoro, era festa, ci accoccolavamo tutti e due nel letto, la bimba succhiava e recuperavamo il tempo della separazione in un meraviglioso momento di tenerezza”. E un’altra: “mi è stato meno difficile lasciare mia figlia al nido la mattina, sapendo che c’era qualcosa di me nel suo corpo”.

Come farlo?

Come è possibile farlo? Qual è il segreto?

L’unico segreto è sapere che è possibile farlo, che non si tratta di un esperienza riservata a poche elette strano o masochiste. Ma di una reale possibilità per tutte le donne che desiderano farlo. È fondamentale però che la madre sia sostenuta da chi le stà intorno, innanzitutto dal padre del bambino, poi la famiglia di origine, il proprio medico e la vicinanza di altre donne che stanno vivendo (o che hanno vissuto) la stessa esperienza.

È utile tener presente due cose:

1 continuare ad allattare al seno fino alla ripresa al lavoro senza preoccuparsi se il bambino rifiuta il biberon o il cucchiaio, questi li accetterà dalla persona che si prenderà cura di lui perché ne capirà allora la necessità e l’utilità. Questo per evitare angosce e conflitti che possono portare ad un “tour de force”, nella certezza che allattamento ben avviato non si esaurisce.

2 dopo la ripresa al lavoro continuare ad allattare a richiesta appena si ha il bambino con se (mattino, sera, notte, ferie, fine settimana). Il bambino non necessita di avere lo stesso ritmo che ha al nido o con la baby sitter quando è con voi. Questo di fatto lo aiuterà a distinguere tra quando è con la mamma e può succhiare a quando la mamma non c’è e non può succhiare.

Questo permette di avere un buon numero di poppate e quindi una buona quantità di latte.

 

Le paure più frequenti

Una prima paura riguarda la perdita del latte. È normale che se il bambino succhia di meno la madre avrà meno latte. Se non c’è stimolazione alla produzione del latte il corpo umano si arresta nella produzione. Ecco perché è importante che la mamma mantenga un buon numero di poppate quando è con il bambino. Da qui anche l’interesse (se lo sceglie la madre) a tirarsi il latte. Comunque finché il bambino succhia di latte ce ne sarà sempre, certo è che se succhia poco in conseguenza ci sarà poco latte.

Una seconda paura è la stanchezza: spesso si punta il dito imputando sistematicamente la stanchezza all’allattamento. È certo vero che stanca avere un lavoro, avere un bambino piccolo, avere una casa da portare avanti ma continuare ad allattare non aumenterà questa stanchezza, al contrario, una madre diceva: “non è certo sempre facile ma l’allattamento ci porta ad avere uno sguardo diverso sui compiti che si hanno, o che si crede di avere riconoscendo le priorità. È vero, bisogna organizzarsi, ma è una tale gioia allattare un bambino che questo cancella tutto il resto e mette le ali!”.

Una terza paura sono gli ingorghi e le perite di latte sui vestiti. Questo può realmente accadere i primo giorni e la madre dovrà imparare a fare attenzione e alleviare la tensione eventuale dei seno tirandosi un po’ di latte, specialmente se ne ha in abbondanza. Per evitare le fuoriuscite di latte esistono in commercio delle pratiche coppette assorbilatte da mettere tra il seno e il reggiseno.

   

In conclusione

Certo è che più le condizioni sono favorevoli più facile conciliare lavoro e allattamento al seno: per esempio se la mare può riprendere il lavoro quando il bambino è un po’ più grande, se lo può portare sul posto di lavoro, se è circondata da persone collaborative e attente.

Va detto che le disposizioni legislative come maternità prolungata, possibilità del part-time, di orari flessibili, dei nidi sul posto di lavoro, migliorerebbero enormemente la situazione.

Comunque anche in circostanze meno favorevoli è possibile continuare ad allattare. Ci sono molte donne che lo hanno fatto. Una mamma, ostetrica, dopo tre mesi dal parto ha ripreso a lavorare con gli orari che il suo lavoro comporta. Riferisce: “non è stancante, al contrario, mi ha aiutato a sopportare queste separazioni perché so che lui e io avevamo questo nostro piccolo giardino, questa relazione privilegiata che neanche l’assenza può offuscare”.

   

29 dicembre 2006

 

Dottoressa CAMILLI Barbara

 

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