Chimica e gravidanza: un pericolo
Lo scorso maggio, Greenpeace ha effettuato le analisi del sangue su alcune gestanti che si sono offerte volontariamente, presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Roma.
I risultati dell’indagine, pubblicati sul rapporto “La chimica in grembo” presentato dall’associazione ecologista, confermano la presenza, nei campioni testati, di inquinanti utilizzati come additivi.
L’accumulo di queste sostanze nocive che attraverso la placenta raggiungono il feto, comportano gravi danni alla crescita e sul sistema ormonale, e in alcuni casi possono essere evidenziati soltanto parecchi anni dopo la contaminazione, addirittura in età adulta.
E’ importante agire a livello preventivo, con una legislazione che regolamenti la produzione e l’utilizzo di sostanze chimiche, ma la salvaguardia della salute si scontra spesso con interessi economici molto forti e molto potenti.
Infatti, il tentativo di revisionare la normativa sulle sostanze dannose presso l’Unione Europea, è stato fortemente ostacolato ed ha subito innumerevoli modifiche volte a contrastare l’idea di irrigidire l’ordinamento, ammorbidito nel corso di vari “interventi”.
Si spera che possa venire approvato quanto prima, perché il trascorrere del tempo favorisce l’inefficacia del progetto di legge in maniera direttamente proporzionale al danno che potrà conseguirne, e di conseguenza la tutela della nostra salute.
05 febbraio 2007








