• L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe

Imparo ad usare le braccia e le mani

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MA SE ALLUNGO LE MANI AFFERRO LE COSE!!!

Per buona parte del tempo nelle prime settimane dopo la nascita il neonato lo si può vedere tutto intento ad agitare le mani e le braccia. Questo genere di movimenti sono dettati dai riflessi incondizionati finalizzati a irrobustire i muscoli.

A tre mesi inizia a muovere le braccia, anche se le mani le tiene chiuse a pugno, con l’intenzione di afferrare un oggetto che lo interessa.

Intorno ai quattro mesi le mani da chiuse e poco articolate diventano lo strumento del piccolo per afferrare le cose. Con uno sforzo e una concentrazione immane il piccolo inizia intenzionalmente ad aprire le mani chiuse a pugno per prendere le cose.

Nel osservarlo lo si può vedere concentratissimo.

Ed infatti così è, anche perché l’operazione di afferrare sembra semplice ma non lo è: quando afferriamo qualcosa il cervello riceve delle informazioni in merito, dopodiché interpreta e trasforma il messaggio in una azione del braccio, che afferra la cosa.

Come per l’adulto anche il cervello del bambino funziona così, la differenza stà nel grado di maturazione e sviluppo. Al neonato infatti mancano ancora dei collegamenti tra le diverse aree del cervello ed è per questo che non riesce a elaborare velocemente i dati che gli arrivano.

Nel maturare a livello cognitivo le azioni che a noi sembrano insignificanti per il neonato non lo sono. Per lui imparare a regolare la propria mira significa evitare errori futuri.

Ecco che al sesto mese non solo riuscirà ad afferrare gli oggetti, ma prenderà anche quelli in movimento. Questa cosa implica una capacità in più: riuscire a fare delle previsioni e valutare in che punto deve spostare il suo braccio calcolando velocità e direzione dell’oggetto.

Giorno dopo giorno e divertendosi il bambino impara quante cose possono fare le sue braccia

 

 

MOLTO DIVERTENTE MUOVERE LA MANO…….MAH!!! MA PERCHE’ CON IL CHICCO DI RISO E’ DIFFICILE

Al controllo delle braccia segue per gradi la capacità di articolare i movimenti della mano. Questa capacità avverrà per gradi perché implica una destrezza maggiore ci vorranno 12 per comandarle a dovere  e non meno di 24 prima di imparare ad abbottonarsi i vestiti.

Che eroe!!

Il neonato non è capace di articolare le dita autonomamente, usando il pollice ad esempio per stringere l’oggetto.

All’inizi i suoi esercizi sono mirati ad imparare ad afferrare e a trattenere bene gli oggetti tra le mani. Ad esempio a quattro mesi se deve prendere un giochino, si rivolge verso questi stendendo tutte le dita delle mani (il pollice è parallelo alle altre dita) incurvando tutte le dita quando è in prossimità dell’oggetto. Nonostante sia un movimento goffo e poco preciso il neonato nel suo provare e riprovare finirà per riuscire nel suo intento: afferrare il giochino!

Al quinto meglio affina le sue capacità prensili, per cui usa il pollice e le altre quattro dita in maniera distinta. Questo modo di manipolare lo ritroviamo anche negli scimpanzè, ma il bambino a differenza fa un passaggio in più: verso il nono mese si può osservare il bambino con un cipiglio indagatore osservare meticolosamente oggetti di piccole dimensioni, come briciole, piccole pastine…Il bambino fa una scoperta eccezionale: la “presa a tenaglia”. Il bambino impara che unendo il pollice e l’indice riesce a raccogliere l’agognato pisello sfuggito al passaverdura sul piatto, oppure il chicco di riso uscito dal bordo del piatto…!

Oltre a essere una cosa davvero entusiasmante per il bambino, questa scoperta è un passaggi evolutivo che caratterizza la nostra specie umana.

 

Stimolalo!

Si possono fare tanti giochi con i piccoli in questo periodo, ad esempio permettigli di toccare un po’ il cibo magari depositato su un altro piatto. Il bambino può imparare a portarsi del cibo alla bocca oppure travasarlo su un altro piattino messo a sua disposizione

Un altro gioco può essere invitarlo a sfogliare le pagine dei libri di favole per lui, o anche semplicemente un deplian della mamma o il libro del papà.

È bene però fare sempre attenzione a che cosa ha i mano il piccolo per evitare che ingerisca pericolosi oggetti piccoli

 

 

ALLA CONQUISTA DEL….CUCCHIAIO!!

Ogni bambino ha in se l’istinto all’indipendenza e all’autonomia soprattutto nel fare le cose. Gli sforzi nel fare questo lo si può notare in ogni cosa. Ad esempio il mangiare:con il cucchiaino  il bambino si impratichisce utilizzandolo come se fosse un prolungamento del suo corpo. Adora maneggiare le cose, buttarle a terra per poi riprenderle e ributtarle a terra. In quei momenti sembra un vero e proprio “scienziato pasticcione”.

A sette mesi è un maestro nell’arte prensile! In questo periodo è in grado di tenere stretto tra le mani un cucchiaio  portando alla bocca tutto quello che gli viene  a tiro. Questa abilità davanti a un succulento piatto di pappa è l’apoteosi. In quei momenti si può ammirare negli occhi del bambino il piacere, non tanto per la pappa, quanto per l’idea di impossessarsi della pappa. Ci vuole grande capacità per portare un cucchiaio alla bocca: primo deve dirigere il cucchiaio al centro del piatto, secondo lo deve riempire, terzo deve portarlo alla bocca senza rovesciarlo a terra. Quarto deve aprire la bocca e versarvi il lauto pasto.

La conquista del cucchiaio è un passo importante nella storia di un bambino. Inizialmente si diverte a sbattere il cucchiaio dentro e fuori il piatto magari facendo volare qua e là la pappa. A volte poi mima i genitori imboccandoli a sua volta.

Va sottolineato un fatto: per il bambino ogni cosa è un gioco. Il gioco per lui non è come lo intende l’adulto. Per lui giocare è come lavorare, ecco che se riceve la gratifica dai genitori nel suo giocare a imboccarli ad esempio, sarà stimolato a mangiare e a conquistare il senso all’autonomia anche in questa abilità.

Se il bambino che ha imparato a mangiare da solo ogni tanto desidera farsi imboccare, è normale. Lasciarsi coccolare e con questo riposarsi, è estremamente gradevole per un bambino.

La conquista del cucchiaio inoltre, gli permette di articolare i suoi movimenti in maniera più precisa e raffinata, estendendo questa abilità ad ogni cosa.

Intorno ai 12 mesi o prima può utilizzare il sonaglio per avvicinare un oggetto che desidera, oppure comincia a schiacciare pulsanti o girare manopole e chiavi. State attenti dunque, se avete le credenze piene di piatti. Se lasciate la chiave incustodita troverete delle “belle” sorprese.

 

 

5 febbario 2007

 

Barbara CAMILLI

 

 

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