• ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi

Giustizia e volenza

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Una recente sentenza della Cassazione ha suscitato scalpore: i giudici, infatti, hanno stabilito che episodi sporadici di maltrattamenti tra coniugi, anche se causati da “continui dissidi per l’educazione religiosa dei figli”, possono essere ritenuti non condannabili.

Questa concezione ha portato all’assoluzione dell’imputato, un uomo accusato d’aver maltrattato la moglie Testimone di Geova “perché il fatto non costituisce reato”.

C’è da restare veramente allibiti: fino a che misura è possibile definire “sporadici” degli episodi di violenza? E la non condannabilità si riferisce al fatto che i maltrattamenti sono inferti dal marito alla moglie oppure sono relativi alla motivazione (la differenza di religione)?

Da oggi in poi, qualunque marito violento può appellarsi al suo preteso “diritto” di far valere la sua idea di educazione della prole a suon di calci e pugni e cavarsela, grazie alla  discrezionalità del giudice, chiamata in causa dal “possono non essere ritenuti condannabili”.

Mi chiedo dove stia la tutela della salute e della dignità delle donne e dei bambini maltrattati, dove stia il riconoscimento al diritto di esprimere la propria idea o di professare la religione che si è scelta.

Se picchiare la madre dei propri figli non è considerato reato perseguibile, dobbiamo dedurre che la legge consente qualunque tipo di violenza su chicchessia? Eppure esistono leggi che puniscono perfino chi molesta attraverso messaggi sul cellulare.

Evidentemente, il problema non sta nella legislazione, ma nel modo spesso disinvolto con cui la si applica, che porta a stravolgere la logica ed a trasformare la vittima in un essere privo di diritti, e sto parlando del diritto alla vita!

Dov’è finito il senso di responsabilità che dovrebbe guidare chi emette sentenze da cui dipende la sopravvivenza di altre persone? E’ tanto difficile ricordarsi di avere a che fare con individui, esseri umani in pericolo e senza possibilità di difendersi? Forse basterebbe guardare negli occhi la vittima, scorgere il suo terrore e il suo senso d’impotenza per evitare di perdersi in equilibrismi onanistici tra cavilli e interpretazioni al limite del paradosso.

La cronaca segnala con frequenza impressionante casi di donne atterrite che finiscono uccise dopo aver denunciato decine di volte il proprio aguzzino, senza mai ottenere nulla, oltre lo scherno.

Mi chiedo come si possa tacitare la propria coscienza dopo aver consegnato una donna al proprio carnefice, come un agnello sacrificale, quasi fosse un timbro da apporre su una busta, lavoro che può essere rimandato di giorno in giorno.

Delirio d’onnipotenza, perdita di contatto con la realtà, sessismo, pregiudizi, concezioni arcaiche della famiglia? Tutti elementi certamente presenti, ma nessuno di questi giustifica un risultato che incentiva la violenza.

Mi sento indignata come donna e come cittadina che contribuisce all’erogazione di lauti stipendi ai giudici che hanno emesso una sentenza vergognosa come questa.

Quale messaggio verrà introiettato dai figli che hanno visto il proprio padre picchiare la mamma con il placet del giudice? Crederanno che sia un comportamento abituale o dovranno pensare che non esiste alcuna giustizia, poiché l’ultima parola è riservata a chi ha più forza fisica? Una volta cresciuti, come vivranno le proprie relazioni sentimentali? E diventati a loro volta genitori, quali valori trasmetteranno ai propri figli?

C’è un dubbio che mi arrovella: è da considerare maggiormente colpevole il marito che discute a colpi di bastone perché forse l’ha visto fare dal proprio padre, o ancora perché è poco più che analfabeta (condizioni che comunque non possono essere considerate attenuanti), o il gruppo di giudici dotati di cultura, informati sulle possibili conseguenze del proprio agire e con anni ed anni di sentenze sulle spalle?

Non c’è motivazione che tenga quando c’è di mezzo la violenza: per nessuna ragione al mondo è ammissibile che una persona (se così si può definire) picchi, stupri, sevizi o umili un altro essere umano. E questo è un costrutto che sarebbe bene non dimenticare.

Lo Stato ha il dovere di proteggere chi denuncia reati tanto odiosi, sottraendoli alla furia malata dei loro aguzzini, e non ha il diritto di legalizzare l’abominio ignorando le grida d’aiuto o addirittura violandolo nuovamente con uno sberleffo.     

 

4 gennaio 2007

 

Chiara Tamborini

 

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