Un'iniziativa contro l'obesità nei bambini
Nel nostro paese un adulto su tre è in soprappeso, e l’obesità è in aumento costante: a rischio sono le classi meno abbienti, contrariamente ai paesi poveri, in cui sono le classi benestanti ad essere a rischio.
Un discorso a parte merita l’obesità nei bambini, fenomeno in crescita e favorito dall’abuso di televisione che li tiene incollati alla sedia cinque ore al giorno, in media. L’influsso negativo del piccolo schermo di fa sentire anche attraverso la pubblicità, che invita a cibarsi di alimenti ipercalorici e ricchi di grassi saturi e di conservanti.
In Inghilterra è stato reso noto il caso di una bambina di tre anni morta per insufficienza cardiaca conseguente all’obesità, e ben quattro bambini obesi che hanno rischiato di morire soffocati durante il sonno a causa di problemi respiratori, sono stati salvati grazie alla respirazione assistita.
E’ rimasta la considerazione che un bambino grasso sia sano, ma se questo poteva essere valido in tempi di carestia, oggi ha assunto un significato diverso: il bambino in soprappeso è un bambino a rischio.
Spesso i genitori non lo considerano un problema, convinti che la situazione possa normalizzarsi con la crescita, e non si rivolgono ad un medico: il “proprio” figlio non è obeso, ma solo simpaticamente “cicciottello”.
L’assessore allo sport della provincia di Ragusa ha lanciato un’iniziativa volta a sensibilizzare le famiglie sul problema dell’obesità infantile: dal 13 al 15 dicembre ha chiesto alle famiglie di spegnere i televisori e di frequentare i palazzetti dello sport, che per l’occasione saranno animati dalle esibizioni di gruppi di bambini.
Lo scopo è quello di aprirsi alla cultura sportiva, limitando le ore trascorse davanti allo schermo o ai videogiochi, senza colpevolizzazioni, ma verso uno stile di vita sano.
Data l’importanza sociale del messaggio, sottoscriviamo l’iniziativa e la pubblicizziamo volentieri.
12 dicembre 2006








