Sicurezza Stradale
Tra gli ambienti maggiormente frequentati dall’uomo la strada è uno di quelli. La strada intesa come strada extraurbana (strada esterna ai centri abitati), strada urbana (strada interna ad un centro abitato), strada vicinale (strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico), svincolo (intersezione a livelli sfalsati in cui le correnti degli automezzi non si incrociano tra loro), sentiero (strada naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni, animali, biciclette..). Sono da considerarsi facenti parte della strada poi tutte le strutture e le aree ad uso delle persone come il marciapiede, le aree pedonali, il golfo di fermata, l’isola spartitraffico, l’isola salvagente, il parcheggio, il piazzale di sosta, la pista ciclabile, la fascia di rispetto.
La strada: luogo di incontro e di passaggio.
Purtroppo la strada, oltre a questo, è sempre più un luogo di scontro e fine. Fine di tante vite sia esse umane che animali.
I dati degli incidenti stradali relativi al 2006 secondo le statistiche ISTAT parlano chiaro:
numero degli incidenti sulla strada ammonta a 238.124, di cui i morti sono 5.669; numero morti su strade urbane e altre strade 5.079; numero morti in autostrada 590; numero feriti 332.955.
Tante, troppe vite, rischiano quotidianamente la vita sulla strada. Parlo di vite e non solo di persone perché molti animali vengono uccisi sulla strada. Pensate agli abbandoni in autostrada, o agli animali di campagna che attraversano le stradine di campagna.
Sul come e perché avvengono gli incidenti si è visto che il 76,6% avviene per lo scontro tra due o più veicoli. La tipologia di scontro più frequente è quello frontale laterale (85.098 casi con 1.373 morti e 121.828 feriti) seguita dal tamponamento (43.610 con 581 morti e 70160 feriti) e dagli incidenti isolati avvenuti per sbandamento o fuoriuscita (21.959 di cui i morti sono 1.127 e i feriti 27.647).
Tra le regole del codice della strada più violate ci sono quelle, che definirei del rispetto dell’altro, e sono la precedenza (17,74%) la velocità (12,76%) e la distanza di sicurezza (10,40%).
Nel mancare di dare la precedenza vi è in molti il bisogno di essere primi, di arrivare primi (magari per pochi metri) impedendo all’altro di avanzare, in ragione ed in diritto secondo le regole del. codice della strada. Se nella strada si perde di vista il rispetto al codice della strada, e quindi il rispetto dell’altro, si rischia di fare da sé, vivendo la strada come una giungla dove comanda il più forte.
In realtà non è, e non deve essere così. E a parlare sono i morti che quotidianamente rimangono sulla strada per aver schiacciato troppo e per troppe volte il pedale della “furbizia”.
Ogni automobilista dovrebbe sapere che il 97,3% degli incidenti si verifica per cause o concause imputabili al comportamento poco corretto del pedone o del conducente. Ne consegue che il miglior dispositivo di sicurezza, la migliore polizza assicurativa sulla vita è attivare la propria testa.
Quando si è sulla strada bisogna esserci con la consapevolezza di vivere delle azioni sulla strada, che si sia in bici, a piedi, con il monopattino, con i pattini, con lo sckeit, con i veicolo o motoveicoli.
La maggior parte dei guidatori è convinto di avere una guida perfetta. Che per il solo fatto di saper condurre il mezzo, allora è esente da errori.
Non è proprio così! Infatti essendo un’azione eseguita da una persona, la guida è fortemente mediata dalla soggettività di quella specifica persona. Soggettività legata non solo alla capacità di guidare bene o male, quanto alle variazioni dello stato psicofisiologico ed emozionale di quella persona.
Quando si è agitati, in ansia, nervosi, arrabbiati, sereni, appagati, malinconici, tristi…..la guida non è mai la stessa. A cambiare è la mia soglia di percezione del contesto esterno.
Quando sono arrabbiato o nervoso, si è meno tolleranti agli altri, imputando a questi tutta una serie di errori e di infrazioni non ponendo attenzione a sé. Sovente chi è i stato di ansia (legato magari ad un ritardo) pur essendo nel torto si pensa ad avere ragione.
Quando si è sereni e tranquilli la guida diventa riposante e tutto sembra scorrere tranquillamente: non ci si arrabbia, si è molto più tolleranti, si cede anche il passo ad altre macchine o hai pedoni.
È fondamentale dunque, quando si è alla guida, avere la piena e totale consapevolezza di ciò che si sta facendo, senza lasciare nulla al caso. Basta una distrazione, una semplice distrazione (come attraversare la strada e non guardare dal lato di arrivo delle macchine) e la tua vita può finire lì!
Esserne pienamente consapevoli è importante.
Socia Formatrice per SipSiVi (Società Italiana Psicologia Sicurezza Viaria)








