Imparare a dire di no
Cara Barbara ho letto la lettera di ****** e sono rimasta molto colpita dalla sua situazione....... che tristezza mamma mia, lei mi deve spiegare una cosa perchè le persone buone quelle che cercano di non fare mai male agli altri quelli che hanno dei valori quelli che ci sono sempre per tutti e non dicono mai di no mi scusi l'espressione colorita SE LA PRENDONO SEMPRE NEL DERETANO???????
Io vorrei tanto capirlo...... io grazie a lei e anche a mio marito sono cambiata però non è giusto che una persona cambi il suo carattere.......... che poi cambiare ho qualche dubbio diciamo cerca di modificare un po' ..cambiare è impossibile se uno è buono rimane buono............. e morirà buono .........se uno è merda, merda rimane... mi dispiace veramente tanto per la signora ******* le auguro che con il tempo possa ritornare ad essere serena con il suo bambino.....
Lucia
Cara Lucia
proprio per il fatto che non dicono mai di no, l'altro (definiamolo così) investe la persona di richieste, aspettative fino a sconfinare e inondarlo.
Spesso c'è l'idea che a dire di non si è “cattivi”, poco cortesi e preziosi. In realtà ogni persona ha uno spazio che deve tutelare, è lo spazio della propria intimità, la cui linea di confine è molto sottile e impercettibile ma facilmente riconoscibile da un'emozione che chiaramente avvertiamo in alcune circostanze, ma per diversi motivi ci forziamo a non ascoltare: mi riferisco al disagio.
Le sarà capitato di avvertire sensazioni come disagio, fastidio, impaccio nell'ascoltare delle richieste che avvertiva come una forzatura in lei in quel preciso momento lì (per tantissimi motivi suoi personali).
Ecco che forzarsi a dire di sì, quando si sente il bisogno di rispondere “No!”, per motivi vari (educazione, abitudini, corrispondere le aspettative) vuol dire non tutelarsi e indirettamente indurre nell'altro l'autorizzazione a non farlo.
Perchè dovrebbe evitarci delle richieste o la presa “in giro” se noi per primi lo facciamo con noi stessi!
Cambiare?
Noi cambiamo in ogni momento ed istante, solamente che non ce ne accorgiamo perchè fossilizzati a farsi condizionare dal senso comune e dispregiativo dato alla parola cambiare. In molti lo vedono come qualcosa di brutto e devastante come se cambiare sradicasse dal proprio baricentro.
Il nostro corpo è in costante crescita e cambiamento, così come le nostre emozioni. Si fermi ad ascoltarsi e vedrà quanto variopinta è la sua vita emozionale nell'arco di una giornata, se non fosse per un fatto. Quando la mente è rigidamente ancorata ad una forma di pensiero: quella di stare nelle abitudini, nelle convenzioni, negli schemi morali (del tipo:” cosa è giusto e bene fare e che cosa non lo è!") tutto ciò che è novità spaventa.
Cambiare fa parte dell'indole di ogni creatura vivente, ed è bellissimo quando si impara ad accettare questo della vita e della nostra indole naturale. Il problema sussiste quando ci si spaventa all'idea di farlo, come se in noi si sradicasse qualcosa.
L'essere umano è animato da un indole: la bontà d'animo, poi aimè i fatti della vita, i condizionamenti, le esperienze traumatiche, i sistemi educativi autoritari e rigidi possono instillare nella persona il senso di autodifesa eccessivo, respingendo tutto e tutti. Respingendoli al punto da espellere e rifiutare tutto e tutti. Lei parla di persone di merda, guardiamo il lato utile della merda: a che cosa serve in natura..... a concimare la terra!
Pensate a quante risorse preziose ma nascoste hanno quelle persone. Peccato che sono troppo prese a respingere tutto e tutti.
Barbara Camilli








