MICHELANGELO
“…Io dico che la pittura mi pare più tenuta buona, quanto più va verso il rilievo, et il rilievo più tenuto cattivo, quanto più va verso la pittura”
dagli scritti di Michelangelo
Michelangelo Buonarroti è nato a Caprese nel Casentino ma meno “toscano” di Dante per carattere e formazione, si incrocia sangue d’Emilia e di Lombardia per parte dei Canossa con i quali aveva una lontana parentele.
Fu uomo di corte. La sua attività si svolse sotto il segno dei signori e dei papi. I questo suo lavorare acquistò una immensa gloria ma anche tante amarezze, poiché doveva accettare il contatto con un ambiente che “offendeva i suoi scrupoli religiosi”, inoltre penò molto per farsi pagare nel suo operato. Questo stato di cose contribuiva a fargli sentire il peso del lavoro fisso. Bene o male la stessa sensazione che provano in molti nel quotidiano vivere l’ufficio e i suoi ritmi.
Michelangelo viene considerato a ragione un grande maestro. Bene, è giusto sapere che questa sua grandezza e genialità è intimamente collegata al suo spessore morale. Michelangelo era un uomo definibile come “tutto d’un pezzo”. A farne un grande fu anche l’aderenza ad uno stile artistico unico perché proprio. Proprio di Michelangelo!
Salvatore Quasimodo disse “….solo un critico presuntuoso potrebbe pensare di chiudere in parole sinuose il mistero di Michelangelo, rischiarare una catena di immagini enigmatiche e darne per certa la genesi. C’è una dietetica dello spirito che non può essere spezzata, e lo sanno gli esegeti, quando discutono di supposizioni aperte al colloquio e alla voce che sempre si libera dalle opere dei grandi”.
Guardare un opera di Michelangelo equivale ad addolcire il nostro spirito per la profondità delle immagini, per la sensibilità nella scelta dei colori, per l’intensità delle espressioni. Ogni opera comunica una immensità di sensazioni, immagini e ricordi.
Nelle opere del primo Michelangelo si può osservare la cura con cui imprimeva i corpi in immagini armonicamente organizzate, entro pietre anche informi. Il secondo Michelangelo è quello che ha attraversato una profonda crisi religiosa. Nelle sue opere il maestro si accusa di aver amato eccessivamente la bellezza del mondo. Le forme ricercate se prima gli sembravano il riflesso della divinità ora diventano per lui schiavi, vincolati al peccato. Se prima riteneva che bastasse purificare la natura per ottenere la salvezza, ora non ci crede più. Per lui l’unica via possibile è l’intervento del divino. Da questo pensiero matura un sogno artistico: liberare i corpi dalla materia.
“Nostri intensi dolori e nostri guai
son come più e men ciascun gli sente:
quant’in me posson, tu, Signor, tel sai”
Chi visitava Michelangelo anziano rimaneva stupito dall’aspetto di venerata saggezza che trasmetteva. Si dice che dalla sua bocca uscivano più detti che parole.
“….nel suo colorire ha servito alla furia e profondità del disegno” G.P.Lomazzo 1590. “Ciò che non si conosce abbastanza ….è che Michelangelo, disegnatore prodigioso, fu anche un colorista, un colorista della luce” C. Blanc 1857.
“Michelangelo, superato ogni ostacolo e simile alla folgore, ha abbagliato il mondo intero con il suo stile immenso…” Richardson 1728.
“….Si comincia dal turbamento, si passa all’entusiasmo, si finisce con l’annichilimento. Michelangelo è andato oltre l’uomo…” A. De Lamartine 1868
16 gennaio 2007








