Creazione di Adamo
Quest’opera fa parte dell’affresco che ricopre la volta della Cappella Sistina a città del Vaticano.
L’immagine di questa scena rappresenta il momento in cui Dio da vita al primo uomo (Adamo) attraverso un alito di vento che ne infonde la vita e l’anima.
Nel vedere il dipinto si può osservare una straordinaria bellezza di corpi. Si avverte una grande energia, un dinamismo che riproduce l’effetto di attrazione tra due corpi: quello di Dio e quello di Adamo.
L’universalità della scena ne hanno decretato il successo.

Descrizione del dipinto
Adamo viene raffigurato adagiato a terra, la stessa terra dalla quale Dio ha tratto l’impasto per modellarne il corpo. La figura di Adamo ha il corpo privo di forze, il braccio sinistro sollevato a fatica, mentre il braccio destro e la gamba sinistra sono piegate per volgere il corpo in avanti. Il capo è lievemente adagiato verso sinistra con lo sguardo che segue l’andatura del braccio sinistro quest’ultimo volto a cercare il contatto con Dio. Il contatto con Dio è espresso attraverso il contatto dei due diti indici: le dita originali di Adamo a causa di una crepa sulla parete sono andate perse e per questo il Carnevali le ha rifatte in un secondo momento.
Il questo dipinto Michelangelo raffigura un uomo di grande e profonda bellezza per compostezza e presenza fisica. È fatto proprio come dice la Bibbia: a immagine e somiglianza di Dio.
Con la creazione di Adamo viene impressa l’immagine della creazione dell’uomo perfetto. Durante la creazione il soffio di vita viene interpretato come la raffigurazione della Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo. La scena perciò tende ad alludere all’incontro tra padre, Figlio e Spirito Santo.
Nel dipinto si può ammirare un Dio a cui si aggrappano dodici angeli senza ali, interpretabili in chiave simbolica come i dodici mesi dell’anno. Tra questi angeli si intravede una figura femminile: si ipotizza che possa essere Eva o forse meglio Maria, scelta dall’inizio dei tempi per accogliere il Redentore e per questo preservata dal peccato originale. Sempre tra gli angeli, attaccato alla gamba della figura femminile c’è un angioletto che sarebbe Gesù, nella stessa posizione del primo uomo e che le dita di Dio toccano come il sacerdote tiene l’ostia.
16 gennaio 2007








