• Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson


  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti

Tamara De Lempicka

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Nata probabilmente il 16 maggio 1898 e probabilmente a Varsavia, (circondò sempre di mistero le sue origini), perse il padre in tenera età. La nonna fu una figura centrale nella sua vita: accompagnandola da giovanissima in un viaggio in Italia, si innamorò della pittura e ne apprese le basi, e successivamente alla sua morte si trasferì in Russia, a Pietrogrado (oggi San Pietroburgo), dove conobbe Tadeusz Lempicki, un avvocato che sposò nel 1916 con un abito da sposa disegnato da lei, dotato di un velo lungo l’intera navata della chiesa.

La rivoluzione russa comportò l’arresto del marito, che venne liberato grazie agli sforzi di Tamara. La situazione politica, l’inverno rigidissimo e la povertà dilagante spinsero la coppia a trasferirsi a Parigi, dove nacque la loro figlia Kizette. La residenza francese si alternò a viaggi in Italia e negli Stati Uniti.

Tamara fu colpita dalle tele di Picasso e di André Lothe, e da quest’ultimo prese lezioni di pittura. La situazione economica della famiglia (priva di risorse), spinse la sorella Adrienne, architetto, a suggerirle di iniziare a dipingere, trasformando la sua grande passione in un lavoro.


Estate calda

In Italia venne scoperta dal principe Emanuele Castelbarco Visconti Simonetta, poeta, editore, gallerista, e figura culturale di rilievo dell’epoca, organizzatore a Milano nel 1925 di una personale (la prima mostra in assoluto della de Lempicka) che ebbe successo e la rese famosa come ritrattista: al nostro paese restò legata negli anni, trascorrendo le vacanze a Capri e commissionando una casa sul lago di Como, che non venne mai costruita.

Conobbe D’Annunzio e soggiornò al Vittoriale, ma il suo desiderio di ritrarlo restò insoddisfatto.

Ricca e famosa, nel 1928 venne lasciata dal marito, che si invaghì di un’altra donna. Tamara tentò in ogni modo di impedire il divorzio, senza successo, nonostante da dieci anni vivesse una relazione omosessuale parallela.

Ragazza che dorme

Da questo momento, iniziò a soffrire di episodi depressivi alternati a grande euforia, che la prostrarono e la spinsero a trovare aiuto nella cocaina, da cui svilupperà dipendenza.

L’anno successivo al divorzio conobbe il barone Raoul Kuffner, che divenne suo massimo collezionista e committente, e che sposò nel 1933, andando a vivere con lui a New York.

Dopo essere rimasta vedova, nel 1962 si trasferì a Houston, dove la sua vena creativa trovò nuova linfa, e iniziò a dipingere sostituendo la spatola al pennello.

Sosteneva di non seguire la moda, ma di “farla”: la sua statura decisamente al di sopra della media per l’epoca, unita al portamento e alla naturale classe, valorizzavano i capi ed accessori che disegnava lei stessa.

Femminista ante litteram, disinibita e amante della bella vita, visse senza regole, tra orge, viaggi, lusso e fama.

Calle

Lo stile della de Lempicka è assolutamente personale (seni conici e capelli simili a trucioli), influenzato dall’art déco e dai classici italiani che tanto amava, in particolare dal Pontormo.

I suoi quadri ammaliano per la sensualità che traspare nelle espressioni imbronciate, nelle pieghe degli abiti dipinte con maestria, negli sfondi che rimandano al cinquecento italiano, nella dovizia dei particolari che sembrano assurgere a testimonianza di chi è raffigurato, nell’amore per il bello delle perle lucenti e dei merletti trasparenti, nell’eleganza delle calle che ricorrono nella bellezza quasi rigorosa dell’essenzialità.

Tamara de Lempicka è una delle pochissime pittrici che hanno visto riconosciuto il proprio talento, ed è riuscita ad affermarsi in un’epoca non favorevole all’espressione della donna.

Coraggiosa, non si è mai lasciata intimorire da nulla: né dalle vicende politiche (il primo marito venne incarcerato dai bolscevichi, e il secondo, ebreo, sfuggì alle persecuzioni grazie ad una fuga ben studiata), né dalla morale comune, né tantomeno dalla sofferenza psicologica.

Il suo colore preferito era il grigio, dominante nell’arredamento della sua casa e del suo atélier, caratterizzati da un arredamento sobrio e raffinatissimo. I suoi quadri furono però coloratissimi, e famosa è la particolare tonalità di blu utilizzata dalla pittrice, denominata “blu Benois”.

Emblema della modernità, Tamara de Lempicka ne fu testimone dipingendo gli oggetti che appartengono al “nuovo”: il telefono, i grattacieli, l’automobile e le donne al volante, che fumano e portano i capelli alla maschietta.

Visse la vita che avrebbe voluto vivere, in bilico tra l’effimero, come l’amore per la moda, e l’arte, cui donò impegno e dedizione.

Nel 1934 toccò l’abisso della disperazione e si confidò con la superiora di un convento vicino Parma, che la ospitò per un breve periodo: a lei sola parlò della depressione che la dilaniava, aprendosi senza riserve. L’incontro rimase scolpito nel suo cuore, poiché ebbe l’impressione che “la suora raccogliesse su di sé tutto il dolore del mondo”. Volle imprimere quel volto, che aveva compreso la sua sofferenza senza giudicarla, in un ritratto di sublime bellezza che tenne sempre con sé, e solo dopo molti anni donò al museo delle Belle Arti di Nantes, che per primo acquistò una sua opera.

“Madre Superiora”

Un critico scrisse che quelle dipinte sono “lacrime di glicerina”, ignorando il realismo dello sguardo, del volto segnato e delle lacrime stesse, che rasenta la perfezione: difficilmente si perdona il talento, e se a possederlo è una donna gli omuncoli spremono bile.

Certamente Tamara non fu una moglie esemplare, totalmente estranea al concetto di fedeltà, espresso soltanto nei confronti di se stessa, libera di partire per un viaggio di una settimana e di tornare a casa dopo quattro mesi.

Non fu neanche una madre da manuale, così lontana dalla figlia Kizette, che ritrasse perfino insieme ad alcune delle sue amanti e che relegò per buona parte della sua vita in lussuosissimi collegi per assicurarle un’ottima formazione culturale, salvo escluderla nel testamento dall’eredità di numerosi beni, (e soprattutto dai propri quadri).

L’artista ebbe fortuna alterna, ma sostenne che la sua stella non si era mai oscurata. Venne dimenticata nel dopoguerra e tornò in auge grazie ad una mostra organizzata a Parigi nel 1972, cui presenziò con fatica per l’insorgere di problemi cognitivi che le fecero perdere l’orientamento spaziotemporale.

Autoritratto

Nel 1978 si trasferì in Messico, dove visse con lo scultore omosessuale Victor Contreras, e morì nel sonno due anni dopo. Rispettando le sue volontà, le sue ceneri vennero disperse dalla figlia sul vulcano Popocatepetl, che Tamara in vita scorgeva dalla finestra della propria casa.

“Ho dipinto re e prostitute…Non dipingo una persona perché è famosa, dipingo quelli che mi ispirano e mi fanno vibrare…”

 

08 marzo 2007

 

Chiara Tamborini

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