• Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti

La velocità nel tempo

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Quando si parla di velocità viene in mente unicamente la velocità sulla strada. In realtà ci sono molte forme di velocità: umana, naturale, animale.
Nel mondo naturale l’uomo può assistere a momenti in cui la forza degli elementi naturali è incontrollabile e irrompente, come nelle tempeste di mare, nei ghiacciai che si spezzano, nelle valanghe di neve, nel vento denominato bora, nei nubifragi, nelle cascate….. tutti fenomeni naturali dove la forza della natura si coniuga benissimo con il senso del dinamismo, del moto accelerato nel tempo.
Nel mondo animale pensate a tutte quelle specie che solo vederle fa pensare alla parola “movimento”: il ghepardo, il puma, la gazzella, il cavallo, la zebra, l’antilope, i pesci, il falco e molti altri uccelli. Animali che grazie al moto accelerato sono sopravvissuti nei secoli dalle fauci dei loro predatori. Nel dizionario Zanichelli alla parola Ghepardo si trova scritto “Mammifero dei Carnivori con pelame raso, chiaro con macchie, diffuso in Africa e in Asia, ottimo cacciatore e corridore velocissimo” (Zanichelli Minore, ed 2003, pp. 458).
Come in natura e nel mondo animale anche l’uomo nella storia ci ha offerto esempi di dinamismo accelerato, non solo nella scoperta della bicicletta, del treno, dell’automobile, dell’aereo, ma anche nei fatti che hanno segnato i vari passaggi storici.
Si pensi al movimento creato dalle guerre, dalle battaglie, dove imperante è il tema della velocità ben raffigurata da scrittori, musicisti, pittori

Tra i pittori, T. Gericault in “Ufficiale del cacciatore a cavallo” 1812, nell’accostamento dei colori, nella prospettiva e nella raffigurazione trasmette un forte senso di dinamismo e di forza fisica oltre che morale.

Pioggia, vapore e velocità è un dipinto realizzato nel 1844 dal pittore inglese William Turner. È conservato alla National Gallery di Londra. Il dipinto rappresenta un treno che corre lungo i binari.

Tra i musicisti, mi viene in mente l’”Eroica” di Beethoven. Di quest’opera hanno scritto: “Tutte le diverse e potentemente intrecciate impressioni di un'individualità forte e completa, cui niente d'umano è estraneo, e che contiene in sé ed esprime tutto ciò che v'è di veramente umano, riempiono il quadro artistico di quest'opera. Avendo manifestato sinceramente tutte le nobili passioni, questa individualità giunge ad una conclusione conforme alla propria natura, che unisce la mollezza più sentimentale al più energico vigore. Il cammino verso tale conclusione costituisce la tendenza di quest'opera d'arte. Solo col linguaggio dei suoni fu possibile al Maestro esprimere l'indicibile.” - Richard Wagner (Beethoven's "Heroische Symphonie", 1851) Passigli Editore, 1991

Tra gli scrittori, i poeti, i narratori che fecero la cronaca della prima Guerra Mondiale si ricorda “Il bombardamento di Adrianopoli” di cui si dice:
”la poesia che si legge, si guarda, si ascolta. Il bombardamento risuona come un orchestra e si offre agli occhi come un spettacolo, in cui il rumore prevale sull’armonia dei suoni e la mancanza di nessi sintattici accresce la sensazione di caos e di affanno”. Nel testo, Minerva Italica pp 571
Nel brano Marinetti è contemporaneamente poeta e giornalista, inviato di guerra nei Balcani (1912): egli, utilizzando la tecnica delle parole in libertà, tenta di ricostruire tutte le sensazioni provate durante il bombardamento della città di Adrianopoli; sensazioni visive, uditive, tattili, che egli riesce a riprodurre grazie ad alcuni accorgimenti di diverso tipo.

 

Ne riporto il testo

IL BOMBARDAMENTO DI ADRIANOPOLI
di Filippo Tommaso Marimetti

ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare
spazio con un accordo tam-tuuumb
ammutinamento di 500 echi per azzannarlo
sminuzzarlo sparpagliarlo all’infinito
Nel centro di quei tam-tuumb
spiaccicati (ampiezza 50 chilometri quadrati)
balzare scoppi tagli pungi batterie tiro
rapido Violenza ferocia regolarità questo
basso grave scandere gli strani folli agita-
tissimi acuti della battaglia Furia affanno
orecchie occhi
narici aperti attenti
forza che gioia vedere udire fiutare tutto
tutto taratatatata delle mitragliatrici strillare
a perdifiato sotto morsi schiaffi traak-
traack frustare pic-pac-pum-tumb bizz-
zzarie salti altezza 200m. della fucileria
Giù giù in fondo all’orchestra stagni
Diguazzare buoi bufali
pungoli carri pluff plaff inpen-
impennarsi di cavalli flic flac zing zing sciaaack
lari nitriti iiiiii….. scalpiccii tintinnii 3
battaglioni bulgari in marcia croooc-craac
[LENTO DUE TEMPI] Sciumi Marita
o Karvavena croooc craaac grida degli
ufficiali sbataccccchiare come piattttti d’otttttone
pan di qua paack di là cing buuum
cing ciack [PRESTO] ciaciaciaciaciaak
su giù là là in-torno in alto attenzione
sulla testa ciaack bello Vampe
vampe
vampe vampe
vampe vampe
vampe ribalta dei forti die-
vampe
vampe
tro quel fumo Sciukri Pascià comunica tele-
fonicamente con 27 forti in turco in te-
desco allò Ibrahim Rudolf allô allô
attori ruoli echi suggeritori
scenari di fumo foreste
applausi odore di fieno fango sterco non
sento più i miei piedi gelati odore di sal-
nitro odore di marcio Timmmpani
flauti clarini dovunque basso alto uccelli
cinguettare beatitudine ombrie cip-cip-cip brezza
verde mandre don-dan-don-din-béèé tam-tumb-
tumb tumb tumb-tumb-tumb
-tumb pazzi ba-
stonare professori d’orchestra questi bastonatissimi
suooooonare suooooonare Graaaaandi
fragori non cancellare precisare ritttttagliandoli
rumori più piccoli minutissssssimi rottami
di echi nel teatro ampiezza 300 chilometri
quadrati Fiumi Maritza
Tungia sdraiati Monti Rò-
dopi ritti alture palchi log-
gione 2000 shrapnels sbracciarsi ed esplodere
fazzoletti bianchissimi pieni d’oro Tum-
tumb 2000 granate
protese strappare con schianti capigliature
tenebre zang-tumb-zang-tuuum-
tuuumb orchestra dei rumori di guerra
gonfiarsi sotto una nota di silenzio
tenuta nell’alto cielo pal-lone
sferico dorato sorvegliare tiri parco aerostatico Kadi-Keuy .


 

“Ritratto di Marinetti” di C. Carrà

 

E poi ancora, “La fontana malata” di Aldo Palazzeschi, poeta crepuscolare.
Di questa poesia scrivono: “Il verso si è definitivamente frantumato, la pagine è divorata da una sottile linea di parole che tendono all’onomatopea (a riprodurre, mediante la loro sonorità, il suono da esse denotato). Palazzeschi sarà un maestro nel costruire giochi di parole, anagrammi, onomatopee”. Nel testo, Minerva Italica pp 676
Ne riporto il testo

 

LA FONTANA MALATA
di Aldo Palazzeschi

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch......
E' giu',
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace....
di nuovo.
tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
piu' nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
sia morta?
Orrore
Ah! no.
Rieccola,
ancora
tossisce,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch....
La tisi
l' uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto....
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari...
magari
morire.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch...

 

La velocità dunque è ovunque. Da elemento naturale l’uomo è riuscito a creare nelle sue opere il surrogato. Creazione che a volte può mettere a repentaglio la vita dell’uomo: pensate agli autoveicoli nelle varie epoche, alle motociclette, agli aerei e a tutto ciò che vola (navicelle, deltaplani, elicotteri…).
A Roma dal 19 febbraio al 18 maggio 2008 a proposito di velocità si è tenuta una mostra dal titolo “Il mito della velocità - Arte, motori e società nell’Italia del ‘900”.
La mostra ha voluto soffermarsi sui momenti più significativi della storia della velocità in Italia: la poetica futurista di Marinetti, la nascita delle grandi case automobilistiche, la conquista della terza dimensione e dei cieli, la storia del lavoro dei grandi cars designers, il boom economico italiano, l’accelerazione delle comunicazioni grazie alla nuova grande frontiera di internet, fino a giungere ai nostri giorni, all’ancora ricco e inesplorato mondo della velocità moderna, raccontato grazie all’affascinante quanto rilevante contributo scientifico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il tutto è stato curato da Eugenio Martera e Patrizia Pietrogrande
La velocità nel senso fisico del termine si riferisce ad una formula matematica. In fisica la velocità si calcola dividendo lo spazio percorso per il tempo impiegato a percorrerlo. Da questo calcolo si ottiene la rapidità con cui varia la posizione di un corpo in movimento lungo un percorso.
Ma come percepisce la persona il suo essere in uno stato di velocità?
La persona in genere vive la velocità come un atto di libertà, come un gioco per provare a se stesso le proprie capacità e vedere le reazioni, una sfida competitiva verso terzi, per altri è un rischio inebriante che da piacere, per altri la velocità sulla strada è una conseguenza inevitabile specie quando si è in ritardo, per altri ancora una imprudenza consapevole.

Il fatto è che mentre la velocità nell’arte crea tutta una serie di emozioni mirate a far star bene la persona, la velocità di un motociclo o di un’auto ha tutta una serie di rischi che il conducente ha la tendenza a sottostimare, come se stesse vivendo in una condizione dove a lui/lei è precluso il pericolo. Così facendo però si mette in uno stato di potenziale pericolo in quanto sottovaluta i rischi cui può andare incontro.

Se non rispetto la velocità mi posso fare molto male. Per questo si sono create le cosiddette pubblicità progresso. Dopo aver indotto il piacere e il brivido della velocità attraverso varie scoperte tecnologiche e forme artistiche (pitture, film, musica, video…), ora si vuole limitare l’impatto che questo ha sull’intera popolazione. Impatto dimostrato e comprovato dagli studi sull’effetto del linguaggio verbo visivo.
Per la prevenzione al rischio rimando ad un altro approfondimento. Concludo con un dipinto di Monet a rappresentare l’emblema del progresso nella velocità: la stazione ferroviaria.
È lo spazio intermedio tra il dentro e il fuori di una città, tra l’attesa e la tensione del viaggio prima e dopo esser arrivati, luogo dunque di incontro ma anche di abbandono (Carducci “Alla stazione una mattina d’autunno”)

 




Claude Monet
La gare Saint-Lazare 1877
National Gallery, Londra

 

 

Barbara Camilli

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