Assaporare l'arte!
Avete mai assaporato la visione di un quadro, un affresco o una scultura? All’interno magari di una cappella, un castello o un palazzo antico?
Come, assaporare?! Si domanderà qualcuno.
Nel dizionario Zingarelli alla parola assaporare vengono dati i seguenti due significati:
1 Gustare un cibo o una vivanda con lentezza per prolungare la piacevole sensazione;
2 Godere spiritualmente.
Come una pietanza anche un opera artistica si può assaporare infondendo da essa tutta la sua pienezza e bellezza.
Una poesia di Walt Whitman nel descrivere un bambino che osserva il mondo scrive:
“C’era un bambino che usciva ogni giorno, e il primo oggetto che osservava, in quello si trasfondeva, e quell’oggetto diventava parte di lui per quel giorno o per parte del giorno o per molti anni o vasti cicli di anni”.
Come un bambino immette in se il mondo e le sue informazioni, anche l’adulto fa la stessa, con la differenza che l’adulto ha perso il senso del piacere nel farlo.
La poesia di Whitman continua così:
“I primi lillà divennero parte del bambino e l’erba e i convolvoli bianchi e quelli rossi, e il bianco e il rosso trifoglio, e il canto del saltimpalo, gli agnelli marzolini, la rosea figliata della scrofa, il vitello e il puledro la chiassosa nidiata nell’aria o del pantano vicino allo stagno e i pesci così stranamente sospesi, e il bel liquido strano, le piante acquatiche dalle graziose cime piatte; tutto questo divenne parte di lui” .
Per il bambino fino ai cinque sei anni ogni esperienza di vita viene letteralmente assaporata in ogni istante, momento. Ogni azione procura gioie profonde (raccogliere un bastoncino, giocare con i genitori, sfogliare una rivista, parlare, giocare) come forti dolori (una caduta, un no, ..). e poi……
crescendo molte volte accade un fatto strano………..per certi aspetti in molti non sanno più sentire, hanno come perso il contatto con il proprio sé corporeo e sensoriale. Molti, ad esempio, non sanno più cosa voglia dire camminare scalzi. E per scalzi intendo il piede nudo a contatto con il suolo.
Alcuni non sanno distinguere una fettina di pesce da una fetta di melanzana bollita: “il gusto è lo stesso!” dicono. Altri non sanno più distinguere gli odori, come se le loro narici fossero inette nel fare questo, quando in verità sono state programmate per riconoscere e distinguere i vari odori.
In realtà il corpo umano è una macchina perfetta, che attraverso le ere ed i secoli si è specializzata per adattarsi ai vasti cambiamenti ambientali e climatici. Ma tanta perfezione non sempre è corrisposta: l’uomo infatti non sempre sa valorizzarla e per certi aspetti neanche mantenerla.
Se siete arrivati a questo punto non perdete altro tempo prezioso, ricominciate a sentire. L’arte in questo può fare molto.
Spesso si pensa che l’arte sia riservata solo a pochi cattedratici che se ne intendono. Non è affatto vero, anzi!
L’arte è per tutti.
Attraverso questo strumento si può imparare a recuperare ed affinare la propria sensibilità sensoriale, attraverso svariate modalità.
Se ve la sentite provate a fare questo esercizio. Entrate in una cappella, in un palazzo antico, in un castello o in una chiesa (a voi la scelta) e sintonizzatevi con tutti i vostri canali sensoriali (udito – olfatto – vista – tatto – gusto).
Senza troppi ragionamenti ascoltare il vostro corpo. Cosa vi stà comunicando?
Bene, ora abbandonatevi letteralmente al suo sentire: che odore sentite? Che suoni ascoltate? Che temperatura avvertite? Come vi sentite li dentro? E quindi, giusto per concludere i cinque sensi, che gusto nuovo o vecchio ritrovate?
01 febbraio 2007








