La cena per farli conoscere
“La cena per farli conoscere”
di Pupi Avati
con Diego Abatantuono, Vanessa Incontrada, Francesca Neri, Ines Sastre

La solitudine e l’incertezza sono palpabili, e per gli attori non più giovanissimi ex protagonisti delle “commedie all’italiana” (eufemismo che nobilita la volgarità a 360°) non c’è più posto. Purtroppo vengono soppiantati dalle supponenti comparse alla “sotto il vestito niente” che la televisione sforna a gogò.
Sandro è un attore sulla china discendente, che non ha mai toccato le vette dell’arte e vivacchia cavalcando da anni lo stesso personaggio in una soap. Convinto che la produzione cerchi un pretesto per eliminarlo dal cast, e terrorizzato per le possibili conseguenze, si sottopone ad un intervento di chirurgia estetica che dovrebbe ringiovanirlo e renderlo appetibile agli occhi della sciacquetta di cui si è perdutamente innamorato.
L’esito del lifting è devastante e gli facilita la perdita del lavoro, ma la disperazione lo convince a chiedere aiuto alla figlia con cui da anni non ha contatti. Inès è fredda, perché non gli perdona d’aver fatto soffrire la madre, e si limita al minimo indispensabile, dopodichè contatta le altre due sorelle nate da altri legami del padre.
Sandro è solo e disperato, senza più vie d’uscita: l’unica offerta di lavoro ricevuta è la partecipazione ad un reality ambientato nelle fogne di Milano, da
cui scappa dopo qualche giorno e la starlette che ha lanciato, dopo averlo illuso si è fidanzata col figlio di un produttore. Non gli resta che tentare il suicidio, da cui verrà salvato in extremis trovando le tre figlie accanto al letto, decise a liberarsi di lui “come lui ha sempre fatto con loro”, cioè trovandogli una donna.
Viene ideata così “la cena per farli conoscere”, che riesce nell’intento più grande di riunire padre e figlie in un amore autentico e forte di condivisione, grazie al quale Sandro si reinventa una vita. Uomini fragili e spezzati dal destino, donne che sanno trovare in se stesse la forza per guardare al futuro, nonostante tutto.
Abatantuono sa calibrarsi perfettamente tra l’amarezza, l’ironia e la disperazione, Francesca Neri è perfetta in una vera prova d’attore, Vanessa Incontrada è una conferma, e da buona cultrice del teatro non posso esimermi dal citare il cammeo di Osvaldo Ruggeri, un mito.
L’unico appunto al film è la lentezza, che in alcuni momenti dirada l’attenzione, forse intenzionale a stimolare la riflessione. Avati è impietoso nel tratteggiare l’amante di Sandro, patetica nell’accento da Macario accompagnato dallo sguardo vacuo (tanto c’è il doppiaggio!). In tutti i campi è un momento molto duro per la professionalità, che non trova spazio e non vede riconoscimento, ma questo non significa che si debba abbassare la testa: si deve continuare a credere in se stessi e nei propri sogni, continuando a studiare senza mai sentirsi arrivati.








