• Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

Memoria delle mie puttane tristi

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Recensione del libro:

“Memoria delle mie puttane tristi”

di Gabriel Garcia Màrquez

Mondadori

 

 

 

E’ un dono dei grandi saper trovare la poesia ovunque, e di ogni cosa fare poesia. Gabriel Garcia Màrquez appartiene a questa “casta” benedetta, e tramuta in oro tutto ciò che la sua mente geniale partorisce. Il libro, a dispetto del titolo, è un racconto d’amore, e la storia, che potrebbe sembrare oscena, è una storia d’amore, la “cronaca di un amore annunciato per 90 anni”, e finalmente arrivato.
L’atmosfera è quella magica e fuori dal tempo che contraddistingue la scrittura di Màrquez, rapisce e trasporta in un paese dove il contatto col mondo avviene attraverso notizie catturate con le onde corte o l’alfabeto morse. Il protagonista svolge la professione di “rimpolpatore di notizie”, che consiste nel rendere appetibili questi dispacci, e dopo la morte dei genitori ha continuato a vivere da solo nell’enorme casa che ha ereditato, con la sola compagnia di una domestica che si occupa di lui della casa.
Si è innamorato una sola volta nella sua lunga vita ma, giunto alla mattina delle nozze tanto attese, non solo non si presenterà in chiesa, ma non si alzerà nemmeno dal letto, né darà mai spiegazioni sulla sua decisione. I suoi rapporti col mondo femminile si sono limitati a frequenti incontri prezzolati nel bordello in cui è considerato cliente di riguardo, ed è proprio alla tenutaria
“di fiducia” che si rivolge per realizzare il suo desiderio: giunto al novantesimo compleanno, decide di festeggiare l’augusto anniversario trascorrendo la notte con una ragazza vergine.
La purezza è merce rara, e per averla bisogna cercare una ragazza poco più che bambina, rischiando una condanna a 3 anni di carcere, ma Rosa Cabarcas riuscirà nell’intento. Il vecchio giornalista troverà in camera una ragazzina addormentata, e preso dal risveglio dei sensi, tenterà di possederla, ma non riuscendo a svegliarla (è stata sedata con una tazza di bromuro), si prenderà il lusso di ammirare la bellezza del suo corpo come fosse un’opera d’arte, prima di addormentarsi a sua volta. Deciderà comunque di pagare il prezzo pattuito, tenendo per sé il segreto, che comunque Rosa scoprirà.
L’incontro folgora il cuore dell’uomo, e lo apre alla vita, consentendogli di vivere l’amore cantando a squarciagola per la strada. L’energia che lo pervade trasforma persino la sua rubrica domenicale, che da raccolta di amarcord s’impregna di colori e profumi. La fanciulla, chiamata Delgadina, diventa un’ossessione, e al primo incontro ne seguiranno altri, tutti improntati alla venerazione della ragazza, notti in cui l’innamorato leggerà per l’amata che legge a stento “Il piccolo principe”, ”Le mille e una notte” ed altri libri, donando bellezza alla bellezza.
La camera in cui avvengono gli incontri si trasformerà nella “loro” casa, che l’uomo arrederà con quadri ed oggetti della sua dimora colonica, e inebriato dall’amore, si accorgerà di non poter più fare a meno di lei. La fascinazione colpirà anche Delgadina, stupendolo, e la scoperta lo spingerà a stringere un patto con Rosa Cabarcas, affinché chi sopravviverà all’altro si prenda cura di Delgadina, che alla morte di entrambi erediterà tutti i loro beni. La scoperta dell’amore consente al novantenne giornalista di non avvertire più l’imminenza della morte, e di poter guardare avanti, al compimento del centesimo anno. Perché l’amore libera, e con la sua forza dirompente rompe gli argini dell’abitudine e della rassegnazione, concretizzando le speranze e donando uno sguardo diverso per guardare il mondo con fiducia. Il libro è bellissimo, struggente e illuminante, perché l’amore è un diritto, e tutti hanno diritto all’amore.
Tratto dal libro: “……Quella notte, preparato a tutto, mi coricai supino in attesa del dolore finale al primo istante dei miei novantun anni. Udii campane remote, sentii la fragranza dell’anima di Delgadina addormentata su un fianco, sentii un grido all’orizzonte, singhiozzi di qualcuno che forse era morto un secolo prima nell’alcova. Allora spensi la luce con l’ultimo fiato, allacciai le mie dita alle sue per portarla con me per mano, e contai i dodici rintocchi della mezzanotte con le mie dodici lacrime finali, finché non cominciarono a cantare i galli, e subito dopo
i rintocchi di gloria, i mortaretti di festa che celebravano la gioia di essere sopravvissuto sano e salvo ai miei novantenni…..”

 

Chiara Tamborini

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