Presunto Colpevole
Da ormai due anni faccio parte come membro del Comitato Saggi dell’Associazione Tu sei mio figlio.
In sinergia abbiamo sviluppato una buona alleanza e collaborazione al fine di aiutare e sostenere le famiglie bisognose di ascolto, assistenza legale e psicologica, oltre che di sostegno. Si tratta di famiglie oggetto di quella che viene chiamata Inidoneità genitoriale oppure della recente PAS, Sindrome da alienazione parentale.
Le famiglie che si rivolgono all’Associazione spesso sono oggetto di indagini e rischiano la sottrazione dei figli minori. E di casi come questi, al Punto di ascolto attivato da Tu sei mio figlio, personalmente, ne ho ascoltati e seguiti diversi.
Tramite l’Associazione, Venerdì 13 Novembre è stato invitato l’autore del libro Presunto colpevole.
Luca, una persona estremamente simpatica e gradevole ha raccontato come è nato il libro e cosa vuole gridare ad orecchie che ahimè non sanno più ascoltare.
Si tratta di un urlo sottile, ma deciso e determinato che mira a sottolineare l’abuso di potere da chi il potere lo detiene a scapito di chi, per minore età, nel nostro contesto sociale non ha alcun potere: i bambini.
Ridotti al ruolo di infanti incapaci di intendere (scusate la durezza delle parole) ancora in età preadolescenziale, non sono valorizzati/considerati come persone.
I bambini e i preadolescenti sono persone, con un loro vissuto ed una storia che chiedono, anche la dove c’è dolore nella famiglia (per tanti motivi), di essere compresi, contenuti e risolti nel nucleo familiare di appartenenza e non, come spesso avviene ultimamente, sradicato per essere momentaneamente impiantato in una casa famiglia, in una comunità o in una famiglia affidataria.
Qualunque sia il motivo, il grave è che nello sradicare il bambino o il ragazzo/a, non viene fatto minimamente niente per aiutare o sostenere la famiglia.
E qui nascono associazioni come Tu sei mio figlio. Realtà che vogliono concretamente aiutare le famiglie operando affinché il figlio rimanga nel nucleo di appartenenza: la famiglia.
Luca riporta nel suo libro testimonianze che raccontano storie di falsi abusi o di abuso di autorità. È un libro forte, ma più forte è la cruda realtà che tutti i giorni viviamo ma che in pochi sanno guardare.
Riporto degli estratti.



Ora, quando escono libri od articoli come il mio, si grida allo scandalo.
All’orrore per aver scritto un pensiero, una riflessione legata, badate bene, a fatti riportati da chi li ha vissuti.
Orbene, a chi si scandalizza ed è pronto a gridare all’insulto chiedo cortesemente di riflettere, e con la mano nel cuore e in un atto di piena umiltà ascolti e legga le storie che talune persone hanno voluto raccontare nel libro.
Poi semmai, gridate allo scandalo, ma poi…. non prima!
Barbara Camilli










