• Non ti abbiamo fatto né di cielo né di terra, né mortale né immortale, cosicché con libera scelta e con onore, come creatore e artefice di te stesso, tu potrai modellarti nella forma che preferirai. Dal giudizio del tuo spirito ti verrà il potere di rinascere in forme più alte, che sono divine.

    Pico della Mirandola
  • Da queste parti, comunque, non
    guardiamo indietro a lungo.
    Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e
    facendo cose nuove, perché siamo curiosi...
    E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti.

    tratto da "I Robinson, una famiglia spaziale"
  • Arrampicati sempre più in alto, la tua meta è il cielo, il tuo obiettivo la stella.

    iscrizione davanti al Williams College
  • ...per raggiungere le proprie mete, nella vita, ci vogliono fede, pratica e fortuna...
  • L’uomo che osa sprecare anche un’ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita...Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
    Charles Darwin
  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

    Gandhi

  • Il tradimento vero è quello di seguire il mondo così com'è, ed impiegare la mente a giustificarlo.

    Jean Guehenno
  • Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori. 

    Euripide
  • Tutti i grandi sono stati bambini
    una volta
    (Ma pochi di essi se ne ricordano)

    Antoine de Saint-Exupéry
     
  • Speak with integrity. Say only what you mean. Avoid using the word to speak against yourself or to gossip about others. Use the power of your word in the direction of truth and love.


    Don Miguel Ruiz
  • “La nostra meta non è mai un luogo,
    ma un nuovo modo di vedere le cose.”

    Henry Miller (1891-1980)
  • Se puoi sognarlo, puoi farlo.

    Walt Disney
  • "Vedere il mondo in un granello di sabbia, ed il cielo in un fiore di campo...tenere l'infinito nel palmo della mano e l'Eternità in un'ora!"

    William Blake
  • Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti.

    Émilie du Châtelet
  • Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi.... l'oggi è un dono.
    Per questo lo chiamano "presente".

    tratto dal film "Kung Fu Panda"
  • Quando due mondi si incontrano è un momento di festa ma se i due mondi si confondono diventa solo confusione e caos e la gioia finisce perché non si sa più chi si è. Apriti agli altri senza perdere mai la tua bellezza.
    Dr.ssa Cristina Franchino
  • La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.

    Émilie du Châtelet

  • E' inutile temere cio' che non si puo' evitare

    proverbio latino
  • Il legno buono non cresce negli agi. Più il vento è forte più gli alberi sono forti.

    Detto indiano
  • Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così come è andato finora…contribuiscono a far sì che l’oggetto della loro predizione si avveri
     
    Immanuel Kant
  • In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace - mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti.

     

    Karol Jozef Wojtyla

  •  ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile...

    Luigi Pirandello
  • La felicità è dentro di noi
    Siamo felici perchè amiamo,
    non perchè siamo amati

    Madre Teresa di Calcutta
  • La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.

    James Baldwin
  • Un uomo è rispettabile solo in quanto porta rispetto.

     

    Ralph Waldo Emerson

  • Chi sa ridere è padrone del mondo.

    Giacomo Leopardi
  • Nemo malus felix
    Nessun malvagio è felice

    Giovenale
  • Me l'hanno raccontato e ho dimenticato,
    l'ho visto e ho capito,
    l'ho fatto e ho imparato

    - Confucio -
  • Se queste idee non vi piacciono non importa: ne ho altre

    Marshall McLuhan
  • La felicità è un modo di vedere.

    Ugo Ojetti
  • L'anima e' eterna e quello che non fa oggi lo potra' fare domani. Il corpo passa presto e quello che non fa oggi non potra' farlo mai piu'.

    Anonimo
  • La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore un futuro

    Oscar Wilde
  • Il primo effetto dell'amore è di ispirare un gran rispetto: si ha una sorta di venerazione per ciò che si ama.

    E' giustissimo: non si vede nulla nel mondo come ciò che si ama.

     

    Blaise Pascal

  • Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

    Nicolas Chamfort
  • Non si può vedere la propria immagine riflessa nelle acque di un torrente, ma solo in quelle calme. E solo chi è calmo dentro di se può dare la tranquillità a chi la cerca.

    Anonimo
  • L'amore è sempre rivelazione della libertà dell'Altro

    Octavio Paz

  • La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi

    Marcel Proust
  • Domanda consiglio a chi ben si corregge.

    Leonardo Da Vinci
  • Chi vive senza follia non è così saggio come crede.

  • Il Vento Soffia Dal Mare
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là giunge il vento e soffia
    su tutta la terra.
    Dall'acqua sabbiosa respiro l'odore del mare;
    di là arrivano le nubi e cade la pioggia
    sul mondo

    Canto Papago
  • Dimmi e io dimenticherò.
    Fammi vedere e forse ricorderò.
    Coinvolgimi e io capirò.

    Proverbio nativo americano
  • "Bisogna educarsi e addestrarsi a salutare con gioia ogni giorno, soprattutto alle straordinarie sorprese di questo giorno. Del suo irresistibile corso. Ogni giorno può fare di noi dei portatori di gioia"
    R B Powell
  • Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

    Johann Wolfgang von Goethe
  • Vivi come se dovessi morire domani.
    Impara come se dovessi vivere per sempre.

    Gandhi
  • Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede.

    Émilie du Châtelet
  • Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.

    Enzo Biagi

Vissi d'arte, vissi d'amore

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recensione dello spettacolo teatrale 

“VISSI D’ARTE, VISSI D’AMORE -Una sera con Maria Callas”

Monologo di e con Rossella Falk

 

 


 

 

Rossella Falk prima di essere un’attrice straordinaria, è una donna straordinaria, dotata di una classe e di una femminilità innate, che generano ammirazione in chi la incontra. Componente della mitica Compagnia dei Giovani che ha dato tantissimo al nostro teatro, oggi ne rappresenta la memoria storica. Oltre alla recitazione si è occupata, nel corso degli anni, della riduzione, traduzione e regia di diverse opere. Il fascino unito al talento è evento davvero raro da incontrare, e non si può non restare affascinati da una donna tanto bella, colta e intelligente. Personalmente, credo che le difficoltà insite nel monologo le consentano di esprimere al meglio la sua bravura e la padronanza della scena.
Della Divina si è detto di tutto: che era capricciosa fino all’inverosimile, attaccatissima al denaro, con un pessimo carattere e senza amiche perché in ogni rappresentante del sesso femminile vedeva una rivale. Lo spettacolo vuole rendere omaggio e giustizia a Maria Callas, di cui Rossella Falk è stata amica per ventiquattro anni, in un rapporto di grande affetto e stima reciproca, interrotto dalla morte prematura della grande interprete lirica.
L’apertura del sipario lascia col fiato sospeso, tanto è la somiglianza tra le due donne, e la narrazione in prima persona col sottofondo della voce della Divina rende l’atmosfera ancor più suggestiva.
La Callas non amava parlare della sua vita, perché per lei significava ricontattare il dolore che l’ha accompagnata dalla nascita alla morte, allentando la morsa solo per pochi fugaci momenti. Nasce a New York da una madre che, delusa per aver partorito una seconda femmina, evita di toccare e persino di guardare la propria figlia nei suoi primi quattro giorni di vita. Le infermiere devono insistere perché scelga un nome per la bambina, ed ottengono quattro nomi pronunciati a caso, con delega a decidere quale preferiscono: verrà registrata con tutti e quattro. Per tutta la vita, Maria sconterà il peccato originale d’esser nata femmina, e crescerà sentendosi continuamente sminuire di fronte alla perfezione della sorella. Verrà presa in considerazione solamente per sentirsi dire con sprezzo che è brutta, grassa e impacciata, e lo diventerà veramente.
Quando i genitori divorziano, la madre tornerà in Grecia con le due figlie, che non vedranno più il padre, se non in rare occasioni. Maria sublima il dolore e la solitudine prendendo lezioni di canto: ha una bella voce che deve però essere educata, e trova una brava insegnante che la incoraggia, ammirata dalla sua dedizione. La ragazza impiegherà tutte le sue energie per proseguire nello studio, ostacolata da difficoltà economiche e dal sarcasmo della madre, ma rinuncerà persino a mangiare le arance che adora, pur di potersi pagare qualche minuto in più di lezione. Il suo sogno è cantare al Metropolitan di New York, ma quando riuscirà ad ottenere un’audizione, canterà senza rendersi conto che l’esaminatore la scarterà a priori, scandalizzato dal suo corpo reso ancor più goffo da un improbabile abito a pois e dal viso sciatto mortificato da occhiali con lenti molto spesse: presterà attenzione al suo abbigliamento anziché alla sua voce perché “una cantante degna di questo nome non può presentarsi così,. Chiederà di cantare gratuitamente pur di esibirsi sentendosi rispondere che una frase simile non si addice a un’artista. Furente e delusa, se ne andrà giurando a se stessa che entro due anni il Metropolitan avrebbe pagato a peso d’oro le sue esibizioni, e manterrà la parola.
Il suo aspetto fisico la rende invisibile agli occhi maschili, ma la sua voce straordinaria farà innamorare l’anziano Giovambattista Meneghini, che la chiederà in moglie. Maria accetterà di sposare un uomo in grado di proteggerla: è la prima volta che qualcuno si innamora di lei. Il successo e il benessere economico la trasformeranno in una bella donna magra ed elegante, ammirata e venerata dal marito, ma sola e triste.
L’incontro fortuito con Aristotele Onassis le cambierà la vita: si innamorerà di lui, un uomo grezzo e volgare che non ha alcuna gentilezza nei suoi riguardi, ma col quale ha in comune le origini greche, la nascita in una famiglia povera e la fatica per raggiungere il successo.
Il suo amore viene però ricambiato con cinico calcolo (“io sono greco e sono l’uomo più ricco del mondo, tu sei greca e sei la cantante più famosa del mondo. Siamo due greci che, insieme, hanno in mano il mondo”), che si dimostrerà in tutto il suo squallore quando Maria perderà il bambino che aspetta da Onassis, precipitando in un abisso di dolore aggravato dall’indifferenza del compagno, che ormai sta tramando per sposare la vedova Kennedy.
Maria si ritrova sola e disperata, e la sua voce straordinaria comincia a tradirla: il suo perfezionismo e l’amore per il pubblico la porteranno a decidere di ritirarsi molto presto dal palcoscenico e dal mondo nella sua casa di Parigi, dove inizierà lentamente a morire.
Qui lo spettacolo finisce: Rossella Falk scompare dietro le quinte per riapparire con una vestaglia che segnala l’appendice dello spettacolo, la parte più intima, in cui racconta del loro ultimo incontro, quando riuscì a convincerla ad uscire a cena. Maria quella sera era bella come non lo era mai stata prima, accettò l’invito e trascorse una serata piacevole e divertente. All’uscita un nugolo di paparazzi la immortalò e un ragazzo le donò un piccolo bouquet di roselline gialle. Rientrò felice nella sua casa. Fu la sua ultima uscita, perché morì quindici giorni dopo.
Rossella Falk dà un'immagine molto reale della grande artista, che fin da piccola ha dovuto lottare perchè il suo diritto alla vita venisse riconosciuto, e perchè la sua sensibilità venisse capita ed amata. Persino il suo enorme talento ha faticato ad essere valorizzato ed apprezzato. Avrebbe volentieri barattato la sua voce straordinaria in cambio di un amore "normale", una vita normale e una famiglia normale, ma ha dovuto accontentarsi di ricevere unicamente l'amore del pubblico che la considerava quasi una divinità, ma non è bastato a scaldarle il cuore.
Il titolo riassume benissimo il travaglio di quest’anima fragile. Questo non è uno spettacolo commemorativo: la Falk ha scelto di raccontare la vita di Maria Callas con grande rispetto e verità, ed allo spettatore arriva il sentimento reale di una donna che ha reso onore ad un’amica sensibile e sola che ha vissuto all'ombra della donna artista da tutti conosciuta. Lascia il cuore pieno di commozione, ma privo di tristezza.


03 Dicembre 2006

Chiara Tamborini

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