La cameriera brillante
Recensione dello spettacolo teatrale
di Carlo Goldoni Recitato da “La Compagnia dei Giovani”
Adattamento e Regia di Sandro Mariniello
La Compagnia dei giovani è nata nel dopoguerra, ospitata da un parroco milanese, inizialmente composta da soli uomini che mettevano in scena spettacoli in dialetto milanese. Nel tempo si è allargata alle donne e di conseguenza ha potuto ampliare il repertorio, che comunque è solitamente mirato a divertire lo spettatore.
Tutt’ora va in scena nel teatro adiacente la parrocchia, dove il pubblico, specie nel pomeridiano festivo, è composto da persone diseducate dalla televisione, che commentano ad alta voce ed applaudono nei momenti sbagliati, coprendo le battute degli attori.
“La cameriera brillante” è una delle commedie minori di Goldoni, comunque piacevole se ben rappresentata, che nella fattispecie trae particolare giovamento dal bel adattamento e dall’ottima regia di Sandro Mariniello, magnifico nelle vesti di Pantalone.
La scenografia è da recita all’oratorio, nonostante la buona volontà. Tra gli attori, davvero bravi Daniela Crivellaro nei panni di Argentina, accurata anche nel dialetto veneziano; Gabriele Agnelli, Traccagnino sulla scena, che traspare talento e amore per il teatro; Marco Gibelli, che sa usare la giusta dose di ironia che il personaggio di Ottavio richiede; Dario Scontrino è a suo agio nei panni di Florindo, e infine Matteo Merini dà vita ad un Brighella ben recitato, pur nell’esiguità della parte. Giampiero Marucco è un Goldoni che sostituisce al dialetto veneziano l’italiano parlato con accento lombardo, non riuscendo a risultare credibile. Rita Marchesini è una Flaminia troppo “da manuale” e troppo asettica per lasciare il segno, mentre Ilaria Di Stasi eccede nel volersi mettere in mostra, o forse sbaglia lettura del personaggio, totalmente spogliato dell’ironia goldoniana: in sintesi, è una Clarice talmente sopra le righe da risultare grottesca.
L’abisso evidente tra gli attori “bravi” e quelli ahimé poco dotati mortifica la bravura di Mariniello, che merita ben altre soddisfazioni per la passione che ha messo in questo lavoro, e nonostante l’impegno, l’insieme risulta poco soddisfacente.








