Il giorno della civetta
Recensione dello spettacolo teatrale
"Il giorno della civetta”
Con Gaetano Aronica, Vanni Materassi, Pippo Montalbano, Alessia Cardella
Adattamento teatrale di Gaetano Aronica Regia di Fabrizio Catalano Sciascia

Il testo da cui è tratta l’opera è il primo romanzo di Leonardo Sciascia, grande scrittore e fine intellettuale, che si è battuto fino all’ultimo perché la sua amatissima terra potesse riscattarsi da quello che appare come un destino ineluttabile, e in realtà si chiama mafia. Oltre al capitano Bellodi, che incarna la speranza nelle nuove generazioni, l’altra figura positiva è incarnata dall’unica donna presente nella storia, la sposa che si reca coraggiosamente dai carabinieri a denunciare la scomparsa del marito, e subisce per questo pressioni.
Il resto è splendido e ben più coraggioso di quanto possa sembrare: nessuna parola è superflua, e il grido di dolore è percepibile: solo credendo nella possibilità di riscatto, uscendo dal fatalismo che uccide la speranza, potrà esserci un futuro veramente diverso. L’onestà e la bellezza del lavoro (che definire romanzo sembra quasi riduttivo), assumono un valore altissimo di testimonianza, di sprone al cambiamento e di fiducia nel nuovo.
La riduzione teatrale di Gaetano Aronica, (interprete del capitano Bellodi), è improntata al giallo nel giallo e scandaglia il sentire dell’autore, la cui presenza è tangibile nel finale, attraverso un brano inciso su nastro. La chiave di lettura è ben più complessa di quanto possa sembrare: il vissuto dei personaggi in una sicilianità che spesso non riesce ad uscire dagli stessi schemi che la soffocano; il bisogno di sperare nel futuro per sé e per i propri figli; l’enorme divario che separa il coraggio dalla paura; la sensazione di non poter uscire da scelte obbligate; ogni risvolto ne nasconde un altro, ed è assai difficile per chi vive in contesti diversi comprendere fino in fondo il dramma insito in questa realtà.
Lo spettacolo milanese ha subito un cambiamento in corsa, dovuto alla partenza improvvisa per Los Angeles di Giulio Base, evento che ha richiesto la sua sostituzione da parte di Gaetano Aronica, che se la cava egregiamente. La messa in scena è elegante e rigorosa; la regia (del nipote di Leonardo Sciascia) è particolarmente riuscita e la recitazione, dietro un’apparente naturalezza, è di grande scuola: uno su tutti, non si può non citare il superlativo Vanni Materassi.
24 maggio 2007








