La sguaiata della porta accanto

Chi ha assistito al Festival di Sanremo (e si sa che in Italia tutti lo snobbano, salvo poi uscire con commenti che “tradiscono” l’averlo visto, sera dopo sera) ha potuto apprezzare un’edizione in cui per la prima volta sono state scelte canzoni con testi degni di rispetto ed è stato dato il giusto risalto ai giovani.
Il prezzo da pagare è stata la presenza di Michelle Hunziker, scelta - non si sa per quale motivo - da Pippo Baudo.
Il Festival è un’occasione professionale importante, in cui chi sa fare qualcosa è ben felice di dimostrarlo. Nella fattispecie, il lavoro d’immagine è stato costruito per apparire come “ragazza semplice, acqua e sapone”.
Ma riesce difficile coniugare la semplicità con la scelta di noleggiare per la durata del Festival una villa in Francia, in modo da presenziare l’indispensabile alle prove, in puro stile diva anni 30.
Il compenso stratosferico è stato giustificato dalla Hunziker come ragionevole, in quanto destinato al suo intero staff, e tutti vi chiederete: ma di quante persone sarà mai composto questo benedetto staff? Ebbene, udite udite: un cuoco, un parrucchiere e qualche guardia del corpo!
Forse nessuno l’aveva avvisata che a Sanremo ogni giorno dell’anno è possibile trovare alberghi e ristoranti aperti. Apprezzo comunque che nella cifra incassata sia riuscita a far rientrare la tinta ai capelli, evitando l’abituale trasandatezza della crescita fino alla nuca.
E speriamo che il cachet possa servire a far frequentare al suo parrucchiere qualche corso di aggiornamento!
Gli stilisti che per l’occasione le hanno prestato i vestiti, probabilmente non immaginavano che le loro creazioni sarebbero state indossate senza grazia, addirittura calpestandone gli orli. Il povero Valentino ha fornito un abito costosissimo, il cui bolerino è stato dalla Hunziker sfilato dalla testa a mo' di maglione… e forse è per questo motivo che nessuna maison ha fornito il meglio della sua produzione!
A proposito: nessuno del “seguito” è stato in grado di suggerirle che l’orrido tatuaggio tribale che sfoggia, ormai figura solo sui bicipiti dei tamarri?
La prestazione della starlette è stata una continua, totale assenza di classe, a partire dall’esordio, quando ha cantato una canzone dell’ex marito (“l’uomo con cui ha fatto l’unica cosa bella della sua vita”, dove per cosa intendeva sua figlia), scendendo subito di livello.
L’interpretazione sgangherata con tanto di stecche è stata venduta come frutto dell’emozione, e fin qui se l’è giocata con la scusa del magone.
Il debutto, ahimè, è stato preludio delle successive esibizioni: la prima di una noia mortale e la seconda salvata dalla bravura di Christian Ginepro.
Quando purtroppo, e dico purtroppo, si è sentita a suo agio, apriti cielo! Battute di pessimo gusto; l’abitudine di coprire con la propria voce le parole altrui; l’atteggiamento eccessivamente confidenziale (fastidioso) con persone appena conosciute; l’abominevole incapacità di pronunciare una sola parola senza urlare a squarciagola …che orrore!
Ove non c’è spessore, ci si aspetta perlomeno un tono garbato, buon gusto, rispetto per l’interlocutore, saper stare nel proprio spazio, assenza di richiami al proprio privato, e, ove esistenti, simpatia autentica e naturale ironia.
Veline che cantano steccando, che presentano urlando e sparano gaffes a raffica ne esistono a migliaia. Possibile che il mercato non offrisse proprio nulla di meglio?
La Rai avrebbe certamente potuto risparmiare un’infinità di soldi facendo oltretutto una migliore figura coi paesi collegati in Eurovisione, senza la sguaiata della porta accanto.
29 luglio 2007
la Pecora Nera








