La gente segreta
Non mi capita tutti i giorni di vedere alle otto del mattino una signora triste, che seduta al bar beve un succo di pompelmo. Perlomeno, ho dedotto io che si trattasse di una signora triste che beveva succo di pompelmo, perché il liquido era in un bicchiere allungato ed aveva un colore rosa….
Il bello di Lei fu che attiro’ la mia attenzione perché si guardava attentamente le mani senza avere tra le mani nulla, nemmeno un cellulare. Sicche’ pensai che pensasse tristemente ai casi suoi.
Ma presto dovetti ricredermi. Quando usci' dal bar senza aver pagato la consumazione, lo confesso, la pedinai.
Ha detto Sherlock Holmes che una volta scartate le ipotesi impossibili, quelle che rimangono, per quanto improbabili, devono essere le uniche plausibili.
Infatti nel vicolo accanto la Signora non più triste -uscita dal bar dopo aver travasato il presunto succo di pompelmo in un bicchiere di carta- immerse in questo improvvisato con-te-nitore un cellulare impermeabilizzato, ch’ella attivo’ immediatamente con la forza del suo pensiero; capii che il liquido rosa del bicchiere fungeva da recettore delle sue onde mentali.
La bella Misteriosa "parlò", in un mutismo assoluto, ed in assenza di connessione blue-tooth, al suo insonorizzato interlocutore che l’ascoltava all’altro capo del telefonino.
Concluse la conversazione snocciolando innocentemente la ricetta di un piatto tipico dell'Europa orientale: stavolta Ella parlo’ a voce alta, essendosi probabilmente accorta che la stavo spiando.
Io, lo confesso ancora, rimasi daprima confuso sul da farsi. Poi Lei mi fece un cenno impercettibile con gli occhi (o fu un’ondata del suo pensiero?). Sta di fatto che, come in trance, entrai nel più vicino negozio ManPower e decisi all’istante di iscrivermi senza alcun documento di identita’ nelle liste di collocamento de LA GENTE SEGRETA.








