La festa della donna
Sabato sarà la Festa della donna, una ricorrenza ormai relegata alla visione di tristissimi spogliarelli maschili.
Noi, in virtù dei valori che stanno alla base del sito e delle persone che vi collaborano, vi suggeriamo un’alternativa che, oltre a non ledere minimamente la dignità delle donne, consente di prendere coscienza di una realtà drammatica e poco conosciuta.
E’ possibile contribuire a migliorare la qualità della vita di una donna in difficoltà e dei suoi figli, e riflettere su cosa sia realmente il coraggio. Leggete e meditate!
LA BELLEZZA ED IL CORAGGIO, (NONOSTANTE…)
Il titolo può sembrare una banalità, confermata dall’argomento che sto per trattare: un concorso di bellezza.
Per questo, qualcuno abbandonerà la lettura dell’articolo dopo aver scorso velocemente qualche parola qua e là.
Ma io voglio comunicare con chi ha deciso di dedicarsi del tempo per andare oltre le apparenze, ed è meravigliosamente curioso.
A queste persone desidero parlare dell’Angola, paese da decenni falcidiato da una serie infinita di guerre civili sponsorizzate da diversi paesi, responsabili della fornitura, alle fazioni contrapposte, di denaro e di armi, soprattutto bombe.
In poco più di 20 anni, 80.000 persone sono rimaste mutilate da mine antiuomo (del resto, potrebbe mai una bomba essere “pro uomo”?). Uomini, donne e bambini che hanno commesso l’errore di raccogliere uno strano oggetto lanciato da un elicottero, oppure sono inciampati in una mina mentre portavano il gregge a pascolare, mentre lavoravano la terra o nel tentativo di fuggire ad un attacco militare.
Tra loro, le ragazze nel fiore degli anni non si sono lasciate piegare, ed hanno reagito con grande dignità al destino infausto, continuando a prendersi cura di sé e del proprio aspetto, sentendosi belle a dispetto della mutilazione subita.
Il regista norvegese Morten Traavick ha ideato un concorso di bellezza riservato a queste donne speciali, che invita a chiamare sopravvissute anziché vittime. In palio, oltre al titolo di Miss Landmine 2008, c’è una protesi per la vincitrice.
Alcune riviste hanno tentato di bollare l’iniziativa come forma di sfruttamento, paragonandola addirittura alla pornografia, ma si sa: di fronte al coraggio e all’impegno, i codardi (cittadini di paesi produttori delle mine antiuomo) non possono esimersi dal ragliare.
E’ sufficiente entrare nel sito che promuove l’iniziativa per rendersi conto di come ci sia, invece, rispetto per il dolore e spazio per il futuro. Sorrisi, un pancione radioso, ma anche il costo della mina che ha ferito irrimediabilmente la donna, unica cosa ad essere veramente pornografica.
Nel 1997, il premio Nobel per la Pace venne assegnato alla campagna per le mine antiuomo, e nello stesso anno ad Ottawa venne redatto un trattato per la messa al bando dell’uso, della produzione, del commercio e dello stoccaggio delle mine antiuomo.
Dieci anni dopo, l’attenzione sul tema è notevolmente scemata, per favorire i paesi come l’Italia, che non hanno aderito alla moratoria chiesta dall’Onu, evitando di ratificare il protocollo.
Ma nonostante dal 2003 siano cessate le guerre, in Angola esistono ancora 15 milioni di mine disperse.
Personalmente, apprezzo l’iniziativa di Morten Traavick, ed invito i lettori curiosi di cui sopra ad aderirvi, entrando nel sito wwww.miss-landmine.org per leggere le schede delle candidate: 10 donne che hanno mantenuto la capacità di sorridere alla vita, nonostante tutto. Soltanto due di loro hanno un compagno: tutte le altre hanno più di un figlio e sono vedove o single, e questo la dice lunga sulla loro forza.
Il progetto che ha ideato il concorso ha ottenuto l’appoggio del governo dell’Angola, dell’Unione Europea, del consiglio culturale norvegese e della CNIDAH (Commissione Nazionale per lo Sminamento e l’Assistenza Umanitaria alle Vittime), ma purtroppo pochi cittadini ne sono a conoscenza.
Il termine per votare scade il 4 aprile 2008.
Forza, prendiamo atto della crudeltà e della politica dello struzzo portate avanti anche dal nostro paese! Sosteniamo questo progetto, volto a premiare lo straordinario coraggio delle donne che non si lasciano piegare dalla vita! Favoriamo l’idea che bellezza fisica e perfezione non siano un binomio inscindibile!
Ognuno, nella sua unicità, ha diritto al riconoscimento della propria bellezza, esteriore e non!
05 marzo 2008
Chiara TAMBORINI
Noi, in virtù dei valori che stanno alla base del sito e delle persone che vi collaborano, vi suggeriamo un’alternativa che, oltre a non ledere minimamente la dignità delle donne, consente di prendere coscienza di una realtà drammatica e poco conosciuta.
E’ possibile contribuire a migliorare la qualità della vita di una donna in difficoltà e dei suoi figli, e riflettere su cosa sia realmente il coraggio. Leggete e meditate!
LA BELLEZZA ED IL CORAGGIO, (NONOSTANTE…)
Il titolo può sembrare una banalità, confermata dall’argomento che sto per trattare: un concorso di bellezza.
Per questo, qualcuno abbandonerà la lettura dell’articolo dopo aver scorso velocemente qualche parola qua e là.
Ma io voglio comunicare con chi ha deciso di dedicarsi del tempo per andare oltre le apparenze, ed è meravigliosamente curioso.
A queste persone desidero parlare dell’Angola, paese da decenni falcidiato da una serie infinita di guerre civili sponsorizzate da diversi paesi, responsabili della fornitura, alle fazioni contrapposte, di denaro e di armi, soprattutto bombe.
In poco più di 20 anni, 80.000 persone sono rimaste mutilate da mine antiuomo (del resto, potrebbe mai una bomba essere “pro uomo”?). Uomini, donne e bambini che hanno commesso l’errore di raccogliere uno strano oggetto lanciato da un elicottero, oppure sono inciampati in una mina mentre portavano il gregge a pascolare, mentre lavoravano la terra o nel tentativo di fuggire ad un attacco militare.
Tra loro, le ragazze nel fiore degli anni non si sono lasciate piegare, ed hanno reagito con grande dignità al destino infausto, continuando a prendersi cura di sé e del proprio aspetto, sentendosi belle a dispetto della mutilazione subita.
Il regista norvegese Morten Traavick ha ideato un concorso di bellezza riservato a queste donne speciali, che invita a chiamare sopravvissute anziché vittime. In palio, oltre al titolo di Miss Landmine 2008, c’è una protesi per la vincitrice.
Alcune riviste hanno tentato di bollare l’iniziativa come forma di sfruttamento, paragonandola addirittura alla pornografia, ma si sa: di fronte al coraggio e all’impegno, i codardi (cittadini di paesi produttori delle mine antiuomo) non possono esimersi dal ragliare.
E’ sufficiente entrare nel sito che promuove l’iniziativa per rendersi conto di come ci sia, invece, rispetto per il dolore e spazio per il futuro. Sorrisi, un pancione radioso, ma anche il costo della mina che ha ferito irrimediabilmente la donna, unica cosa ad essere veramente pornografica.
Nel 1997, il premio Nobel per la Pace venne assegnato alla campagna per le mine antiuomo, e nello stesso anno ad Ottawa venne redatto un trattato per la messa al bando dell’uso, della produzione, del commercio e dello stoccaggio delle mine antiuomo.
Dieci anni dopo, l’attenzione sul tema è notevolmente scemata, per favorire i paesi come l’Italia, che non hanno aderito alla moratoria chiesta dall’Onu, evitando di ratificare il protocollo.
Ma nonostante dal 2003 siano cessate le guerre, in Angola esistono ancora 15 milioni di mine disperse.
Personalmente, apprezzo l’iniziativa di Morten Traavick, ed invito i lettori curiosi di cui sopra ad aderirvi, entrando nel sito wwww.miss-landmine.org per leggere le schede delle candidate: 10 donne che hanno mantenuto la capacità di sorridere alla vita, nonostante tutto. Soltanto due di loro hanno un compagno: tutte le altre hanno più di un figlio e sono vedove o single, e questo la dice lunga sulla loro forza.
Il progetto che ha ideato il concorso ha ottenuto l’appoggio del governo dell’Angola, dell’Unione Europea, del consiglio culturale norvegese e della CNIDAH (Commissione Nazionale per lo Sminamento e l’Assistenza Umanitaria alle Vittime), ma purtroppo pochi cittadini ne sono a conoscenza.
Il termine per votare scade il 4 aprile 2008.
Forza, prendiamo atto della crudeltà e della politica dello struzzo portate avanti anche dal nostro paese! Sosteniamo questo progetto, volto a premiare lo straordinario coraggio delle donne che non si lasciano piegare dalla vita! Favoriamo l’idea che bellezza fisica e perfezione non siano un binomio inscindibile!
Ognuno, nella sua unicità, ha diritto al riconoscimento della propria bellezza, esteriore e non!
05 marzo 2008
Chiara TAMBORINI








