Il sorpasso
Nel baretto presso il Tribunale di yyy si discuteva delle «giostre di via Poerio». Il fatto era noto perché ne avevano parlato i giornali cittadini: alcuni giostrai si erano installati per più di una settimana nei giardinetti di via ppp, diffondendo musica, distorta e ad alto volume,fino a tarda sera. Parecchi abitanti della zona si erano lamentati, ed una studentessa 'si era fatta sentire' con una lettera pubblicata su un quotidiano locale, a cui aveva fatto seguito la risposta del consigliere regionale ZZ.
ZZ aveva fra l'altro affermato che i giostrai «non erano mai stati multati», traendone la conseguenza che ciò non era avvenuto perché «essi avevano recato scarso disturbo».
La studentessa aveva prontamente ribattuto. «Se costoro non sono mai stati multati - ella scrisse- la realta' e' che non sono mai stati multati, NON che abbiano arrecato scarso disturbo!».
A mio parere la lettrice aveva fatto una deduzione eccellente, battendo di sette lunghezze quelle del celebre Sherlock Holmes.
Del celeberrimo detective si è sempre apprezzato in particolare il fine metodo "deduttivo». Sarebbe forse meglio -per la verita'- chiamarlo metodo INDUTTIVO, dato che è l'induzione quel procedimento logico per cui dalla constatazione di fatti particolari si sale ad affermazioni o formulazioni generali (ad esempio: il fatto particolare che sul luogo del delitto si rinvengano tracce di un certo tipo di fango argilloso, fa "indurre» che il colpevole lavori in una certa zona periferica della città dove vive, mettiamo, la gente del porto).
Ma il metodo induttivo -così come appare applicato in molti casi letterari risolti da Holmes- è fondamentalmente A SENSO UNICO! Ovvero, il detective «induce» seguendo soltanto il nesso logico che fa comodo al romanziere: per riprendere l'esempio fatto, non è necessario IN ASSOLUTO giungere alla conclusione che se sul luogo del delitto si rinvengono tracce di fango argilloso il colpevole lavori al porto, perchè quelle tracce potrebbero anche significare che il colpevole le abbia lasciate APPOSTA per depistare gli inquirenti; o addirittura, le tracce medesime potrebbero non appartenere all'autore del delitto ma ad un'altra persona estranea, e così via.
La vita è più complicata della fantasia: ha più incognite e molte sliding doors.
La studentessa che si era lamentata per le giostre rumorose non si era duqnue lasciata trascinare in errore dalla scaltra ma insipiente induzione del consigliere ZZ, riaffermando che intendeva credere nella effettiva "realtà rumorosa", a dispetto di una letterariamente <politica> prospettazione dei fatti.
ZZ aveva fra l'altro affermato che i giostrai «non erano mai stati multati», traendone la conseguenza che ciò non era avvenuto perché «essi avevano recato scarso disturbo».
La studentessa aveva prontamente ribattuto. «Se costoro non sono mai stati multati - ella scrisse- la realta' e' che non sono mai stati multati, NON che abbiano arrecato scarso disturbo!».
A mio parere la lettrice aveva fatto una deduzione eccellente, battendo di sette lunghezze quelle del celebre Sherlock Holmes.
Del celeberrimo detective si è sempre apprezzato in particolare il fine metodo "deduttivo». Sarebbe forse meglio -per la verita'- chiamarlo metodo INDUTTIVO, dato che è l'induzione quel procedimento logico per cui dalla constatazione di fatti particolari si sale ad affermazioni o formulazioni generali (ad esempio: il fatto particolare che sul luogo del delitto si rinvengano tracce di un certo tipo di fango argilloso, fa "indurre» che il colpevole lavori in una certa zona periferica della città dove vive, mettiamo, la gente del porto).
Ma il metodo induttivo -così come appare applicato in molti casi letterari risolti da Holmes- è fondamentalmente A SENSO UNICO! Ovvero, il detective «induce» seguendo soltanto il nesso logico che fa comodo al romanziere: per riprendere l'esempio fatto, non è necessario IN ASSOLUTO giungere alla conclusione che se sul luogo del delitto si rinvengono tracce di fango argilloso il colpevole lavori al porto, perchè quelle tracce potrebbero anche significare che il colpevole le abbia lasciate APPOSTA per depistare gli inquirenti; o addirittura, le tracce medesime potrebbero non appartenere all'autore del delitto ma ad un'altra persona estranea, e così via.
La vita è più complicata della fantasia: ha più incognite e molte sliding doors.
La studentessa che si era lamentata per le giostre rumorose non si era duqnue lasciata trascinare in errore dalla scaltra ma insipiente induzione del consigliere ZZ, riaffermando che intendeva credere nella effettiva "realtà rumorosa", a dispetto di una letterariamente <politica> prospettazione dei fatti.








