Il parassita
Lo vidi arrivare col suo passo deciso in un giorno qualunque… uno di quelli che per strada, non ti volteresti mai a guardare. Grasso, brutto, ormai brizzolato, con quella enorme pancia ed un collo voluminoso, quasi inghiottito dal suo stesso torace. Avanzava, verso di me, con quell’arroganza che lo avrebbe contraddistinto da lì a poco… Le sue braccia sembravano remi di un’enorme barca che faticava a raggiungere la riva. Quella camicia a quadri evidenziava il suo peso eccessivo e l’ansimare in pochi metri lo rendeva tutt’altro che affascinante… Mi sbagliavo… Io ero cieca, sorda, ed anche muta! Ero una barca alla deriva che incontrava una boa sperduta nell’oceano delle idiozie… Quest’uomo affascinante, imprenditore, terribilmente infelice, con una “signora” come moglie, che aveva ostacolato il suo successo, perché gelosa di un marito che con le proprie forze aveva costruito un impero, senza trarre beneficio alcuno da un suocero miliardario. Lui, l’uomo orgoglioso e dispotico, che per garantire un solido avvenire alla famiglia, aveva sacrificato la sua presenza accanto ai figli… Quest’uomo di classe, che con galanteria d’altri tempi ed in tono serioso, mi invitò per un caffè… Ed io, accecata da tanto bagliore, mi gettai ai suoi piedi! E cominciò lo spettacolo, il cui unico protagonista recitava la parte del cavaliere errante senza paura, perché, di macchie, …ne aveva parecchie!!! Al primo appuntamento, evidentemente “preso” dal mio ardore, sfoderò dall’agenda la foto della signora, ritratta in elegante abito da cerimonia. Ed io, quasi commossa, lo ascoltavo recitare la parte del marito devastato dal dolore, dalla pugnalata che gli era stata inferta tempo addietro, sino a spaccarlo in due… Separato, poi separato sotto lo stesso tetto, con un lauto mensile alla povera signora che accudiva la famiglia, con al seguito domestica e donna di fatica…
E l’imprenditore, alla ricerca di una donna che lo potesse amare e della quale innamorarsi, si lasciava coccolare dall’anziana mamma, in attesa di incontrare una donna capace di così tanto amore! In realtà si divertiva alle spalle di donne confuse e disperate, che riponevano in lui speranza di salvezza. Telefonate brevi e umilianti, farcite da incomprensibili menzogne. Libertà di orari e incontri, certo, ma di pessimo valore, in cui molto spesso sfuggiva …chi io fossi!... Cri? Lidia?Tiziana?
Devastazione e …balle!!! Tante balle…!!! Infinite balle!!!
Io scappai da tanta abbondanza e il pover uomo crollò col suo castello di sabbia. Rincorse, inseguimenti, lacrime, minacce, appostamenti, telefonate e messaggi, e… balle, balle, balle!!!!!
Ci sarà qualcosa di reale? O forse neanche lui esiste?!? E’ un personaggio creato dalla mia fantasia in questa tormentata calma piatta esistenza o un personaggio reale arrivato da un mondo parallelo affinché io possa imparare a ridere?
Adesso sorrido, ieri no!!!
Provo ribrezzo per il parassita che si è nutrito di ricchezze altrui, di sogni altrui, di affetto altrui! Provo disgusto per il parassita che ha creato un’immagine falsa di se’ per riuscire ad avere un piccolo momento di gloria!
Provo repulsione per il parassita che nulla è altro che… una bolla di sapone!
E’ TORNATA LA LUCE!!! ANCHE L’UDITO!!! LA PAROLA…POI!!!
Simona Crepaldi








